223

Chi insegna pace a Kabul

Reportage tra gli alunni della prima scuola montessoriana in Afghanistan, dove si impara la convivenza contro la guerra Febbraio 2020 Versione digitale

Acquistando la versione digitale di Altreconomia, hai subito la possibilità di leggere il numero in formato PDF o EPUB. Inoltre, hai accesso sul sito a tutti i contenuti relativi al numero acquistato.

Prezzo: 3,99

AbbònatiIn negozio

In questo numero

Nella scuola montessoriana di Kabul, dove si insegnano pace e convivenza per resistere alla guerra senza fine. Reportage dall’Afghanistan tra i bambini dell’orfanotrofio “House of Flowers”. Seguono la filosofia pedagogica di Maria Montessori, con un set di materiali e un approccio inesistenti nella scuola pubblica del Paese stravolto da 19 anni di conflitto, provando a costruire un futuro diverso. Di Marta Bellingreri e Alessio Mamo;

In America Latina la violenza di genere è una questione politica. In Cile le donne che manifestano contro il governo sono vittime di tortura e stupro, una forma di repressione. Accade anche in Bolivia e in Messico, dove la Corte interamericana dei diritti umani ha evidenziato le responsabilità istituzionali. Di Marta Facchini;

L’ossessione europea per i migranti fa esplodere il bilancio di Frontex. Nel dicembre del 2019 è entrato in vigore un nuovo regolamento dell’Agenzia che sorveglia le frontiere: avrà maggiori poteri per fermare gli “attraversamenti irregolari” e aumentare il numero dei rimpatri e un budget di 10 miliardi di euro in sette anni. Di Duccio Facchini;

Il futuro della Bosnia è nero. C’è troppo carbone nell’aria. Cinque centrali termoelettriche obsolete anneriscono il cielo, ma il governo non vuole chiuderle, erogando invece sussidi per mantenere aperte le miniere che le riforniscono. Reportage dalla Repubblica balcanica. Di Marco Carlone e Simone Benazzo;

I farmaci orfani mettono a dura prova i bilanci delle aziende sanitarie. I prodotti per la cura di malattie rare costituiscono una voce rilevante nei conti dei sistemi sanitari. Le aziende che li sviluppano beneficiano di condizioni favorevoli in regime di quasi monopolio. A fine 2019 l’Antitrust ha aperto un’indagine. Di Cristiano Barducci;

Così la cooperazione internazionale tesse relazioni alla pari tra enti locali. Attivando con i propri omologhi in altri Paesi progetti legati allo sviluppo del territorio, Comuni, Province e Regioni sono gli attori della “cooperazione decentrata”. Ecco chi si sta muovendo, dal Mozambico alla Bolivia. Di Manuela Valsecchi;

Inclusione e recupero dei tessuti: la nuova sartoria sociale di Mani Tese. A Finale Emilia è nato il laboratorio di comunità ManiGolde. Le collezioni sono create a partire da capi raccolti nel mercatino dell’usato e da scampoli di stoffa. Una risposta di socialità in un territorio ancora ferito dal terremoto del 2012. Di Marta Facchini;

In coro oltre le mura: l’armonia dei progetti musicali in carcere. A Milano, Bologna e Cagliari la musica è diventata uno strumento che permette ai detenuti di esibirsi pubblicamente in città. Così si creano relazioni con l’esterno e ci si riscopre parte di un insieme. Di Chiara Spadaro;

Trasformare i territori insieme: gli spazi rigenerati fanno rete. Chi recupera un edificio e ospita iniziative culturali sconta spesso un vuoto di legge, che rende difficile la gestione. Per questo nasce un network promosso da una trentina di realtà, da CasermArcheologica e Mare Memoria Viva. Di Luca Martinelli;

Stefano Pivato. Storia sociale della bicicletta. Le due ruote sono state un mezzo di libertà e di emancipazione femminile. Oggi identificano il nuovo umanesimo ecologista. Intervista allo storico dell’Università di Urbino. Di Chiara Spadaro;

e tanto altro ancora…

Contenuti in questo numero