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Il vuoto dell’Expo

A due anni dalla manifestazione milanese siamo tornati nel sito espositivo. Tra i padiglioni mai smontati e l'attesa di una strategia per il futuro dell'area Maggio 2017 Versione digitale

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L’inchiesta di copertina del numero di maggio di Altreconomia è dedicata all’Expo. O meglio, al vuoto dell’Expo. A 11 anni dalla candidatura di Milano, infatti, il futuro dell’area è ancora incerto.
Il “primo tempo” si apre con un dossier sulla tutela dell’ambiente. Il nostro Paese sta facendo enormi passi indietro: dalle trivelle alla mobilità, dalle fonti fossili alla valutazione degli impatti ambientali delle infrastrutture. A seguire, un interessante approfondimento sul ruolo (sottovalutato) del trasporto aereo rispetto al “climate change”. Mentre in Europa risorse pubbliche continuano a finanziare l’espansione di piste e aeroporti.
In Italia, l’agricoltura biologica cresce a doppia cifra ma a scuola e nelle Università non s’impara a sufficienza. Il nostro viaggio tra le buone pratiche di atenei e istituti agrari. Chiude la prima parte un’analisi sull’ingiustizia sociale, la principale causa di morte al mondo e che nell’Ue -sotto la forma delle disuguaglianze- comporterebbe fino a 707mila morti all’anno.
Il “secondo tempo” si apre con un reportage tra le rinnovabili di Aleppo. Nonostante la guerra, la popolazione si è adattata ricorrendo a pannelli solari, pozzi e cisterne. In attesa della pace. Vi porteremo poi alla scoperta della biodiversità del Po, dove la rinascita dell’autostrada blu permetterà ai pesci di raggiungere i laghi prealpini.
Chiude il giornale il “terzo tempo”. Spazio alla geografia moderna nell’era di Google Earth. Com’è cambiata la disciplina nata nell’Ottocento per favorire l’esplorazione del mondo. E poi un viaggio tra i “musei” finiti sott’acqua. Intervista a Michele Stefanile, ricercatore dell’Università di Napoli che studia i siti archeologici subacquei. E tanto altro ancora…

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