Diritti / Attualità

Vacche, maiali, pecore e capre: il destino non è solo il macello

Dalla Farm Serenity Cow, dove si allevano bovini per utilizzarne il letame, alla “Rete dei santuari per animali liberi”: si moltiplicano i casi in Italia, nonostante una normativa ancora inadeguata. L’esempio del Comune di Milano
Tratto da Altreconomia 193 — Maggio 2017
Tofu, il toro ospitato nel rifugio Porcikomodi a Magnago (VA). Dietro di lui il maiale Gustavo nella pozza. 
A destra: Celeste, Totò e le altre pecore e capre al pascolo ai piedi della collina - foto di Porcikomodi
Tofu, il toro ospitato nel rifugio Porcikomodi a Magnago (VA). Dietro di lui il maiale Gustavo nella pozza. A destra: Celeste, Totò e le altre pecore e capre al pascolo ai piedi della collina - foto di Porcikomodi
Visti da fuori sembrano capannoni desolati. Eppure i numeri che danno una misura degli animali là dentro, allevati in Italia a scopo alimentare, sono piuttosto consistenti: 8.477.930 suini nel 2016 (fonte Istat), 6.314.888 i bovini e i bufalini oltre i due anni, 7.284.874 ovini, 1.026.263 caprini e 462.539 equini. La normativa che regola gli allevamenti a scopo alimentare è la medesima anche per quelle realtà che hanno abbandonato questo tipo di attività o che sono diametralmente opposte. È il caso di...

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