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Quanto mi è cara la terra

Aprile 2012 Versione digitale

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La copertina del numero di aprile di Altreconomia è dedicata alla terra. Da un parte, raccontiamo le storie dei Comuni che hanno scelto di non cementificare, dalla Brianza alla Valsusa (il reportage è anche un documentario, e a questo link trovate il trailer); dall’altra, ci mettiamo nei panni di un giovane che vuole diventare agricoltore, provando a spiegare perché “la terra è un bene di lusso”: è molto costosa (18mila euro all’ettaro, in media), e anche l’affitto sta diventando un’opzione non praticabile. Il governo, infatti, ha messo in vendita i terreni di proprietà pubblica.

Abbiamo visto in anteprima “Diaz. Don’t clean up this blood”, il film che racconta la “macelleria messicana” durante il G8 del 2011, nei cinema dal 13 aprile. Con noi c’era Enrico Zucca, pm del processo Diaz. Torniamo a parlare di Genova, e del film, con lui e con Lorenzo Guadagnucci.

Un reportage celebra il popolo maya del Quiché, in Guatemala: secondo la profezia, il 2012 sarà un anno di grande cambiamento. Per il momento, gli indigeni che provano ad alzare la testa si scontrano con gli interessi di Enel e di un latifondista di origine italiana.

“GuRU” significa “Guide responsabili ed utili”, ed è la nuova collana di Altreconomia edizioni dedicata agli stili di vita. La presentiamo con i primi tre titoli: “Guida alla spesa responsabile”, “Il risparmiatore etico e solidale” e “Il gambero equo”, una guida a 200 locali “con l’anima”.

Infine, una riflessione sulle radici della crisi di Francesco Gesualdi. È un estratto dal suo nuovo libro (in uscita) sul lavoro, la prima vittima del crollo economico internazionale ma anche l’elemento da cui ripartire.

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