Ambiente

Torino mette un freno

Il Piano di coordinamento provinciale salvaguarda i terreni agricoli

Tratto da Altreconomia 137 — Aprile 2012

A Torino c’è chi pensa (e scrive in un documento di pianificazione) che il “consumo di suolo” costituisca una “stortura del sistema”. È il presidente della Provincia, Antonio Saitta. Già perché in via Maria Vittoria a Torino, sede dell’ente, è stato adottato nell’estate 2010 un Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptc2) in cui si afferma, come ci racconta l’assessore all’Ambiente Roberto Ronco, “la limitazione dell’uso di suoli liberi”. “Negli ultimi anni -spiega Ronco- a fronte di un andamento demografico stabile abbiamo avuto un incremento degli spazi occupati a scopi commerciali, industriali o residenziali assolutamente abnorme”. Tra il 1990 e il 2006 in Provincia di Torino (2 milioni e mezzo di abitanti) sono stati consumati circa 4.000 ettari di suoli fertili, con una perdita media -al 2006- pari a 388 ettari all’anno. Il surplus di abitazioni rispetto al numero di famiglie, al 2008, era intorno alle 243mila unità, a fronte di 60mila famiglie in stato di fabbisogno abitativo sociale. Un tema, quello degli alloggi sfitti o invenduti, che l’assessore Ronco riconduce ai “meccanismi profondi della nostra economia”, ovvero alla sempre più marcata finanziarizzazione del suolo, divenuto garanzia bancaria per poter ottenere prestiti al fine di attività più o meno speculative. “Un’illusione collettiva”, secondo Ronco, il cui effetto sarebbe “una profonda crisi dell’identità territoriale”. Il Ptc2 della Provincia di Torino è una sorta di “piano regolatore dei piani regolatori”.
È evidente che la Provincia non possa sostituirsi ai Comuni nell’ambito della pianificazione urbanistica e territoriale. Quel che può fare, ed è l’unica in Italia ad averlo quantomeno affermato, è obbligare i sindaci a sedersi intorno a un tavolo, “dettando le soglie massime di incremento rispetto alla capacità insediativa, favorendo il processo di ammodernamento ambientale ed energetico del patrimonio esistente”. Ne sa qualcosa la multinazionale Ikea, interessata alla realizzazione di un insediamento commerciale pari a 170mila m2 alle porte di Torino in campi agricoli. “Quella proposta -ricorda Ronco- cozzava con l’impostazione del Ptc2: ecco perché, per motivi strettamente tecnici i nostri uffici hanno respinto l’istanza della multinazionale”. La tutela del suolo vale “tanto per il cittadino quanto per un grande gruppo interessato a un terreno agricolo di pregio”.

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