Ambiente / Reportage

La biodiversità del Po, un’autostrada blu per i pesci verso i laghi prealpini

A marzo sono state inaugurate nuove vasche di risalita alla diga di Isola Serafini. Permetteranno alla fauna ittica di superare la barriera artificiale contribuendo così al ripopolamento di specie autoctone nell’intero bacino del più lungo fiume italiano
Tratto da Altreconomia 193 — Maggio 2017
La diga lunga 635 metri che separa il fiume Po all’altezza di Isola Serafini, nei pressi di Monticelli d’Ongina (PC). Oggi è dotata di vasche di risalita per la riproduzione a monte dei pesci, ma per oltre 50 anni ha bloccato le rotte migratorie fra il Mar Adriatico e i grandi laghi pre-alpini - foto di Alberto Caspani
La diga lunga 635 metri che separa il fiume Po all’altezza di Isola Serafini, nei pressi di Monticelli d’Ongina (PC). Oggi è dotata di vasche di risalita per la riproduzione a monte dei pesci, ma per oltre 50 anni ha bloccato le rotte migratorie fra il Mar Adriatico e i grandi laghi pre-alpini - foto di Alberto Caspani
Storioni cobice, cheppie e anguille ringraziano. Ma non sono solo le specie più a rischio del Po a riconoscere una svolta epocale nella creazione delle nuove vasche di risalita sul maggior fiume italiano. All’inaugurazione della grande opera realizzata presso la diga all’altezza di Monticelli d’Ongina (Piacenza), sbarramento di 635 metri che serve ad alimentare la centrale idroelettrica oggi proprietà del gruppo Enel, sono intervenute lo scorso marzo autorità di ben 5 Province della Bassa Padana, dell’Emilia-Romagna, della Regione Lombardia, del...

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