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Soccorsi in mare, ecco chi sono i veri protagonisti

Tra il 2014 e il 2017 le navi delle ong impegnate nel Mediterraneo hanno tratto in salvo circa 114mila persone, il 20% del totale. Il 50% dei soccorsi è stato effettuato da Guardia costiera, Marina militare e Guardia di finanza italiane

@ Guardia Costiera

Tra il 2014 e il 2017 le navi delle organizzazioni non governative impegnate nelle operazioni di ricerca e soccorso nelle acque del Mediterraneo centrale hanno soccorso 114.910 persone su un totale di 611.414, pari al 18,79% del totale. Ben più significativo è stato il contributo congiunto di Guardia Costiera (GC), Marina Militare (MM) e Guardia di Finanza (GdF) italiane, che complessivamente hanno tratto in salvo 309.490 persone, pari al 50,62% del totale.

I dati sono contenuti nel report 2017 “Attività SAR nel Mediterraneo centrale” a cura del Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera. Numeri che mettono in evidenza come, in questi ultimi anni, il ruolo preponderante nelle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo sia stato svolto in larga parte da assetti navali istituzionali e non -come vuole una narrazione ormai condivisa anche dalle forze politiche al governo- dalle navi delle organizzazioni private.

Cade così il luogo comune che raffigura le imbarcazioni delle Ong come “taxi del mare”. Più della metà delle persone soccorse in mare tra il 2014 e il 2017 è salito a bordo delle navi di Guardia Costiera, Marina militare e Guardia di Finanza. Altre 67mila persone sono state soccorse dalle unità militari di EunavforMed e da altre navi militari estere; 37.979 persone sono state soccorse dalle navi di Frontex; mentre altri 82.012 migranti sono stati tratti in salvo da navi mercantili che si sono trovati nei pressi di gommoni e imbarcazioni in difficoltà. Il dettagliato report della Guardia costiera segnala anche 280 persone soccorse in mare dai Carabinieri.

Molte imbarcazioni diverse tra loro per tipologia, missione e bandiera. Tutte però coordinate dal Centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo della Guardia Costiera di Roma (IMRCC). Inoltre, è significativo il calo del numero dei migranti soccorsi dalle navi mercantili, passato dagli oltre 40mila del 2014 agli 11.355 del 2017 a fronte di un aumento progressivo dei soccorsi in mare effettuati dalle navi delle ong passate da 1.450 nel 2014 a 20mila nel 2015 fino ad assestarsi poco sopra le 46mila unità tra il 2016 e il 2017.

Il 2017 rappresenta l’anno di massimo impegno per le navi delle organizzazioni non governative impegnate in attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo Centrale, che hanno tratto in salvo 46.601 persone su un totale di 114.286. In altre parole, ogni 10 migranti intercettati in area SAR, solo 4 sono stati soccorsi dalle navi delle Ong. Altre 36.430 persone (3 su 10) sono state soccorse e portate in salvo da Guardia Costiera (28.814 persone), Marina militare (5.913) e Guardia di Finanza (1.703). A queste vanno poi sommati gli 11.355 migranti soccorsi dalle navi mercantili, i 7.657 soccorsi dalle unità Frontex, 10.669 soccorsi dalle unità militari di Eunavfor Med, 1.495 soccorsi da altre unità militari estere.

I dati relativi ai primi 4 mesi del 2018 dicono che sono stati soccorsi in mare 8.881 migranti. Di questi il 43% (3.839) sono stati soccorsi dalle navi delle ong mentre 1.905 persone (pari al 21%) sono stati tratti in salvo dai mezzi di Guardia costiera, Marina militare e Guardia di finanza. Altri 1.648 migranti sono stati tratti in salvo dai mezzi di Eunavfor Med e 855 da Frontex.

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