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Se esco dall’Unesco

Luglio/Agosto 2013 Versione digitale

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Altreconomia dedica la copertina del numero di luglio/agosto all’Unesco: in Italia sono 49 i siti nella lista del Patrimonio dell’umanità, e il prossimo anno potrebbero diventare 50, con la candidatura di Langhe-Roero e Monferrato. L’iscrizione è un volano straordinario per il turismo, ed equivale ad una campagna di comunicazione da 2 milioni di euro. Un “patrimonio” che il nostro Paese mette a rischio a causa dei tagli negli investimenti per la cultura (è il caso di Pompei), o di scelte inadeguate di chi amministra.

Anche Napoli e Caserta fanno parte della lista Unesco. L’area tra le due città campane, però, è la terra dei fuochi: nel 2012, ci sono stati in tutto ben 3.500 roghi; nei primi cinque mesi del 2013, sono stati invece 640 secondo i dati ufficiali. Molti di più quelli monitorati dal Coordinamento Terra dei Fuochi. Reportage da un’area che ha visto quadruplicare il numero dei tumori negli anni dal 2008 al 2012.

Vi raccontiamo Difesa Servizi spa, la società controllata dal ministero creata per “valorizzare” gli asset del demanio militare. Il più importante: 600 ettari di suolo libero, dove realizzare parchi fotovoltaici.
Siamo stati in Piemonte, nella riserva della Vauda: qui 72 ettari potrebbe essere coperti da 498mila pannelli

Dal Guatemala a dalla Bosnia due storie di commercio equo ed economia solidale: il caffé di Shadhilly e le marmellate dei “Frutti di pace”.

Un foto-reportage dal Malawi: piantagioni di cotone e miniere di “terre rare” non alleviano la povertà di questo Paese africano, la cui popolazione continua a essere falcidiata dall’Aids.

L’ultima sanatoria per gli immigrati arrivati in Italia in modo illegale si rivela un affare solo per lo Stato, che ha già incassato 134 milioni di euro da chi ha presentato domanda.
Ae racconta il “rischio truffa”, insito nel meccanismo della sanatoria: secondo le stime del Naga, due domande su 3 verranno respinte. Con un’intervista sui Centri di identificazione ed espulsione a Pietro Marcenaro, già presidente della commissione diritti umani del Senato.

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