Altre Economie

Un cinema a misura d’uomo

Il Cineclub Vittoria di Casagiove, nel casertano, propone film di qualità, rassegne e incontri con i registi, grazie all’impegno di 15 volontari —

Tratto da Altreconomia 151 — Luglio/Agosto 2013

Visibilmente emozionato, vestito in modo informale, seduto di fronte ad una platea di 300 persone, il regista sardo Salvatore Mereu parla del suo ultimo film, “Bellas Mariposas”.
È appena terminata la proiezione nella sale del Cineclub Vittoria di Casagiove (www.cineclubvittoriacasagiove.it) a meno di 3 chilometri dalla Reggia di Caserta, un esempio di resistenza culturale nella Terra dei Fuochi: il cinema funziona grazie al lavoro di un’associazione che conta, al momento, una quindicina di volontari attivi.
Il direttore artistico si chiama Francesco Massarelli e Mereu lo ringrazia prima di iniziare il suo racconto.
Oltre agli approfondimenti sulla trama -il film racconta la vita di due ragazzine che vivono in un contesto sociale e familiare difficile nella periferia di Cagliari-, il regista sardo si sofferma sulle difficoltà di distribuzione dell’opera, quelle che l’hanno spinto -alla fine- ad intraprendere un’autonoma avventura distributiva con la propria casa di produzione Viacolvento Film. Il dibattito con l’autore prosegue per almeno un’ora dopo la proiezione. Gli spettatori sono coinvolti, Mereu è gratificato per la grande partecipazione di pubblico e alla fine saluta con un “arrivederci”.
Le serate di questo tipo al Cineclub Vittoria sono molte: nell’ultimo anno ci sono stati 12 incontri con autori, produttori o interpreti, da quelli più noti come Toni Servillo a quelli meno conosciuti. Molti di questi incontri sono avvenuti nell’ambito della rassegna “Italia Opera Prima”, inaugurata nel marzo 2012 e riproposta quest’anno, che ha previsto -nella prima edizione- la proiezione di 7 film di registi esordienti italiani. “Nonostante le difficoltà economiche che vivono le sale di città -spiega Francesco- il Cineclub Vittoria riesce comunque a dare spazio agli autori esordienti del cinema italiano” tra cui, ad esempio, Guido Lombardi con “Là-Bas”, film che racconta, dal punto di vista degli immigrati, la strage di Castel Volturno avvenuta nel settembre 2008, che fece sei vittime tra giovani immigrati irregolari. “Là-Bas” ha vinto il premio della critica internazionale e il premio Luigi De Laurentiis per l’opera prima al Festival di Venezia 2012, “nonostante poi -precisa Francesco- abbia incassato solo 28mila euro al botteghino” (il primo nella classifica box office Italia 2012, “Benvenuti al Nord” di Luca Miniero ha incassato 27.178.000 euro).
“Per il Cineclub Vittoria -ricorda Pietro Mastroianni, uno dei titolari- sono passati i registi italiani più importanti dagli anni 80 in poi, da Giuseppe Tornatore a Lina Wertmuller”. È stato questo il decennio di massimo splendore, mentre oggi fatica a reggere i costi. Al Vittoria sembrano convinti che le monosala siano destinate a scomparire. Per i piccoli cinema, le condizioni richieste dalla grande distribuzione potrebbero risultare svantaggiose. In media, le case di distribuzione chiedono anticipi esorbitanti, percentuali alte sugli incassi e l’obbligo di tenere il film in sala per 15 giorni. Ma nonostante le difficoltà, ancora oggi il Vittoria porta in sala film che è difficile ritrovare in altri cinema della provincia o della regione. Su circa 70 film in programmazione nell’ultima stagione, metà erano inediti rispetto al territorio della provincia di Caserta e almeno 5 inediti rispetto alla regione, tra cui “The Summit” di Franco Fracassi -documentario che cerca di far luce sui fatti del G8 di Genova del 2001, presentato alla Berlinale del 2012-.
Il numero attuale di tesserati -circa 700- è costante, a dispetto di un dato italiano che segna una diminuzione di spettatori del 10% nel 2012. “Ci si rivolge alla cittadinanza -spiega Francesco, il direttore artistico- nel tentativo di avvicinare le persone al cinema d’autore, con momenti di dibattito, condivisione e socializzazione. Così, dopo il film, la conversazione continua nella hall, bevendo un tè al tavolino o sfogliando un libro della piccola biblioteca del Cinema Vittoria. —

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