159

Il concerto della biodiversità

Aprile 2014 Versione digitale

Acquistando la versione digitale di Altreconomia, hai subito la possibilità di leggere il numero in formato PDF o EPUB. Inoltre, hai accesso sul sito a tutti i contenuti relativi al numero acquistato.

Prezzo: 2,69

Esaurito

AbbònatiIn negozio

Altreconomia dedica la copertina del numero di aprile alla biodiversità, con uno straordinario reportage che racconta il lavoro di David Monacchi, ricercatore e docente del Conservatorio di Pesaro che da vent’anni porta i suoi microfoni nelle foreste equatoriali di tutto il mondo, per studiare la complessità sonora degli habitat naturali. Scoprirla e documentarla è uno strumento di tutela.

Tra un anno e un mese, il 1° maggio 2015, a Milano dovrebbe inaugurare Expo. Il claim della manifestazione è “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, ma il reportage di Ae documenta come l’Esposizione universale abbia in realtà mangiato la terra. Le opere connesse all’evento, infatti, cancelleranno oltre mille ettari di terreni fertili. E in parte lo hanno già fatto.

Un terzo reportage ci porta in Marocco, nella regione montuosa del Rif, la cui economia dipende dall’hascisc. Se ne producono 800 tonnellate all’anno, e da queste piantagioni dipende la sopravvivenza di oltre 30mila famiglie contadine.

L’inchiesta del mese, invece, è dedicata ai “dispositivi di pagamento alternativi al contante”: in Italia ne circolano 73,5 milioni, tra carte di credito, debito e prepagate, e da luglio 2014 saranno in vigore norme che ne incentivano l’utilizzo. Vi raccontiamo come funziona la filiera.

Altreconomia di aprile vi porta anche nella Laguna di Venezia e a Peschiera del Garda, per raccontare la privatizzazione di beni del demanio militare; a Occhiobello, in provincia di Rovigo, dove c’è un outlet che non ha mai aperto, nonostante la struttura sia pronta da anni; a Modena, dove nel centro storico ha aperto una piccola bottega di prodotti locali alla spina, l’“Impronta verde”; e a Piacenza, a conoscere il libro vegan bar & handmade shop d’Italia, che si chiama “Lo fai” e il 20 aprile compie un anno.

Infine, un approfondimento sulla “banca in più”, la Banca europea degli investimenti: ha sede in Lussemburgo, è pubblica e di proprietà dei Paesi dell’UE (l’Italia detiene il 16% delle azioni) e da gennaio 2013 a febbraio 2014 ha garantito al nostro Paese finanziamenti per olte 12 miliardi di euro. A che cosa servono? Ve lo spieghiamo con un’infografica.

Contenuti in questo numero