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Perché io valgo

Dicembre 2012 Versione digitale

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In copertina spazio ai parchi, vera ricchezza nazionale sottovalutata. L’economia delle aree protette vale fino a 20 miliardi di euro, e in una Regione come l’Abruzzo da essi dipende 1/7 del prodotto interno lordo, eppure lo Stato ha destinato solo 63 milioni di euro al sistema dei Parchi nazionali nel 2012. Dalla Sardegna al Veneto, passando per Liguria, Piemonte/Val d’Aosta e Abruzzo viaggio tra le aree protette.

L’inchiesta: Torino a rischio dissesto. Il Comune guidato da Piero Fassino deve alienare beni per 370 milioni di euro entro il 31 dicembre 2012, incamerando quote straordinarie a bilancio per non rischiare -si legge in una nota dell’ufficio legale del Comune- “una criticità di liquidità tale che la Città sarebbe costretta alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale” (in sostanza un predissesto). Le risorse dovrebbero arrivare dalla cessione delle partecipate Gtt, Sagat, Amiat e Trm.

Per capire che cosa potrebbe accadere a Torino nel 2013 siamo stati ad Alessandria: la città è stata dichiarata in dissesto dalla Corte dei Conti e 17 cooperative che gestiscono servizi per conto del Comune e di alcune sue partecipate rischiano di “saltare” perché vantano un credito di 8 milioni di euro con la pubblica amministrazione. Sono un migliaio i posto di lavoro a rischio.
E al lavoro nella cooperazione è dedicato un approfondimento. Perché il settore è l’unico che continua a creare occupazione, investendo suo giovani (63% del totale degli assunti nel 2012), donne (28,7%), immigrati (20% in più rispetto alla media nazionale). Con un’intervista ad Edoardo Patriarca, relatore del “Rapporto sul mercato del lavoro 2011-12” del CNEL.
Alta velocità: reportage dalle valli Polcevera, Lemme e Scrivia, che dovrebbero essere attraversate dal “Terzo valico”, la linea Av tra Genova e Tortona. Un progetto da 6,2 miliardi di euro per 54 chilometri di tracciato, insostenibile anche secondo le Ferrovie: secondo Rfi, l’85% dei costi di gestione dovrà essere coperto dallo Stato, perché la domanda non c’è. A realizzarla Impregilo, Tecnimont, Società italiana condotte Acqua e le banche Carige e Intesa.
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