176

A voce alta

Novembre 2015 Versione digitale

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Altreconomia dedica la copertina del numero di novembre ai giovani, dando loro voce: la società -infatti- preferisce offrire un

ritratto stereotipato della gioventù, ma non ascolta e nemmeno s’interroga sui propri fallimenti.
Chi ha meno di 30 anni ha valori e idee sul proprio futuro, come dimostrano le ricerche di Elisa Lello, che abbiamo intervistato: “È urgente permettere ai giovani di sognare. Anzi, esortarli a farlo” ci ha detto.
Con un approfondimento sui NEET, quasi 2,3 milioni di italiani tra i 15 e i 29 anni che non studia, non lavora e non si forma.

Il numero 176 di Ae prosegue con un dossier di 6 pagine dedicato al clima. A fine novembre, a Parigi, è infatti in programma COP21, la Conferenza ONU sui cambiamenti climatici che vedrà gli stati impegnati nella ricerca di un accordo globale contro il riscaldamento globale: spieghiamo la posta in gioco per il Pianeta, approfondiamo due temi.
Il primo è quello dei profughi ambientali, un tema che riguarda sempre di più anche il “Nord ricco” (solo in Europa sono stati 40mila nel 2014), il secondo la guerra e il settore degli armamenti, le cui emissioni non vengono rendicontate.

C’è poi un focus sull’Emilia-Romagna, con il racconto della presenza mafiosa in Regione (a fine ottobre è partito il processo “Aemilia”, contro 219 presunti ‘ndranghetisti) e il ritratto del giornalista che per primo l’ha raccontata.
Siamo stati anche a San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna: la  sindaca avrebbe subito pesanti minacce per aver bloccato un’operazione immobiliare da 300 milioni di euro.

Ricordate lo “Sblocca-Italia”? Un anno dopo la conversione in legge, tra le eredità del provvedimento -da noi ribattezzato “Rottama Italia”- ci sono una dozzina di inceneritori. Su Ae 176 la storia delle mamme di Sesto Fiorentino (FI) che non accettano il “forno” in progetto, e protestano.

Spazio poi alla privatizzazione di Poste -spiegata con una infografica-: a chi conviene davvero la quotazione in Borsa del 34,7% delle azioni di proprietà pubblica? La vendita ridurrà davvero il debito pubblico?
Il nodo dei lavoratori e delle proprietà immobiliari.

Grom chi? Il marchio del “gelato come una volta” è stato acquistato da Unilever, multinazionale proprietaria di Algida, che chiude l’ultimo stabilimento in Italia, a Caivano (NA).

Un foto-reportage dall’Agro romano sfregiato dal cemento, privato di relazioni sociali e momenti culturali.

Vi raccontiamo, infine, il condono mascherato in corso in Italia: le ultime modifiche alle norme che regolano la “collaborazione volontaria” (voluntary disclosure, che scade il 30 novembre) per il rientro dei capitali garantiscono infatti la non punibilità dei reati commessi.

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