Reportage

Il cuore di Roma

Reportage dalla “periferia centrale” di quello che era l’Agro Romano: all’esterno del Grande Raccordo Anulare, nelle tenuta Tor Pagnotta, sono stati costruiti interi quartieri senza servizi né centri culturali, e il verde pubblico è abbandonato

Tratto da Altreconomia 176 — Novembre 2015

La privatizzazione e conseguente commercializzazione dei terreni ha portato un numero impressionante di persone a vivere a ridosso del Grande Raccordo Anulare (GRA), lontano dal cuore della capitale.
Attualmente a Roma vive una popolazione di 2 milioni e 872mila abitanti, di questi secondo il Comune, 800mila – 1 milione vivono all’esterno del GRA, con un incremento del 30% fra 2009 e 2013. Il quadro drammatico che emerge dal Piano Strategico per la Mobilità Sostenibile, sottolinea anche l’alto uso del mezzo privato: 978 veicoli ogni mille abitanti, contro i 398 di Londra e i 415 di Parigi.
Medi e grandi costruttori hanno acquistato i terreni sul perimetro del GRA ottenendo delle grandi plusvalenze con la valorizzazione immobiliare di queste aree.

Molti degli interventi di edilizia residenziale sono ancora in realizzazione tra questi Porta di Roma (3 milioni di metri cubi di superficie territoriale), avviata nel 2002 con la giunta Veltroni e realizzata dal Gruppo Lamaro dei fratelli Toti, dalla Caltagirone Spa di Francesco Gaetano Caltagirone e dalla Parsitalia Real Estate guidata da Luca Parnasi. Tor Pagnotta 2 nel quadrante sud di Roma e Ponte di Nona (Francesco Gaetano Caltagirone) quadrante Est avviate fra 2002 e 2003, Parco Leonardo (Gruppo Leonardo Caltagirone, 2003) nel quadrante Ovest. Mentre altre lottizzazioni sono ancora in fase di progettazione come Massimina del Gruppo Industriale Maccaferri, Romanina dell’immobiliarista Sergio Scarpellini ed infine l’area di Tor di Valle il cui sviluppo dovrebbe essere garantito dalla Parsitalia Real Estate, per il discusso progetto Stadio della Roma.
Su quest’ansa naturale del Tevere che ospita il vecchio ippodromo di Tor di Valle, il progetto prevede la realizzazione di un business park, mentre lo stadio ricoprirà il 14% della superficie complessiva dell’intervento. La restante sarà dedicata al centro direzionale, multisala, albergo, ristoranti e negozi. 

Infrastrutture realizzate a singhiozzo, carenza di scuole, verde pubblico abbandonato ed assenza di centri di aggregazione culturale accompagnati dall’ingombrante presenza del centro commerciale, sono elementi che caratterizzano queste realtà. Ma ancor più grave per le famiglie è la perdita del valore immobiliare degli appartamenti. Mentre nel centro di Roma i costi hanno subito minime variazioni, gli alloggi nelle periferie acquistati più di dieci anni fa quando i progetti erano ancora sulla carta, hanno subito un tracollo del valore, sceso intorno alla metà della cifra pattuita inizialmente. Non si hanno invece stime circa la perdita del valore naturale e culturale del paesaggio dell’Agro Romano, risorsa irreversibile, di quello che un tempo veniva considerato il più grande Comune agricolo dell’Unione europea.
Non un astratto concetto intellettuale ma un insieme di elementi estetico-sensoriali, produttivi e turistici, rischia di essere sotterrato dalla grande bruttezza dei nuovi deserti urbani. 
 

La lottizzazione di Tor Pagnotta 2 di Francesco Gaetano Caltagirone, e il suo impatto sul paesaggio e sulle attività agricole. Una parte della Tenuta Tor Pagnotta -ancora di proprietà dei principi Torlonia- non è stata edificata




Un casale della Tenuta Tor Pagnotta, a Sud di Roma, con il complesso archeologico della Chiesaccia. A pochi passi dalla lottizzazione Tor Pagnotta 2. L’area abbandonata, doveva essere attrezzata dal consorzio di costruttori a verde pubblico


 
Una fila di alveari posizionati nei pressi di un casale della Tenuta Tor Pagnotta. Alcuni di questi casali realizzati fra Ottocento e Novecento sono stati schiacciati dai palazzi



Tra la Via del Mare e il Tevere, a pochi chilometri dal centro abitato di Ostia, sopravvive una fertile piana agricola scampata alla cementificazione. Due ragazzi del Bangladesh sono ritratti mentre rientrano dopo una giornata lavorativa

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