La famosa “terza missione” dell’università (dopo ricerca e didattica) non è la messa a profitto dei brevetti, ma (per usare le parole di Umberto Eco) “il rafforzamento e la difesa di valori fondativi universali, non ordinati negli scaffali di una biblioteca, ma diffusi e propagati con ogni mezzo possibile”.
Già, ma quanti professori universitari ricordano che il loro dovere non si esaurisce affatto nelle aule e nelle biblioteche, ma appunto sta nel parlare ovunque, “con ogni mezzo possibile”? La funzione dell’università non è quella di rispondere alle esigenze attuali della società, o alle necessità contingenti del mercato, ma semmai fornire idee, strumenti e teste ben fatte (e non ben piene) per rinnovare, cambiare, articolare quelle esigenze sociali e quelle necessità di mercato. Non modellare i corsi di studio su ciò che chiedono le imprese, ma immaginare le imprese del futuro: e su questa autonoma immaginazione costruire corsi di studio visionari; essere un laboratorio di idee,