Diritti / Attualità

Michel Forst: “Sotto attacco chi difende i migranti”

La denuncia nell’ultimo rapporto del Relatore speciale delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti, oggetto di una campagna di criminalizzazione, bersaglio di minacce e talvolta persino processati. Una situazione che è frutto del clima xenofobo e razzista che si respira in molti Paesi

Il relatore speciale delle Nazioni Unite, Michel Forst. Ricopre questo incarico dal 2014

Sempre più spesso chi si impegna a proteggere i diritti di migranti e rifugiati è sotto attacco. La denuncia arriva dall’ultimo rapporto di Michel Forst, relatore speciale delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani, pubblicato lo scorso 16 febbraio e che sarà presentato il prossimo 1 marzo al Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu a Ginevra. Al del report ci sono i difensori dei diritti di coloro che Michel Forst definisce “people on the move” (“persone in movimento”) un termine più ampio e inclusivo che permette di superare le categorie che spesso compaiono sui media (migranti, rifugiati, richiedenti asilo, sfollati, vittime di tratta”.

“Individui, gruppi e comunità impegnate nella difesa dei diritti dei migranti hanno affrontato enormi sfide -si legge nel report-. Hanno affrontato limitazioni senza precedenti, incluse minacce e violenze, denunce durante discorsi pubblici e sono stati criminalizzati. Coloro che hanno preso il mare per salvare i migranti sono stati arrestati, le loro navi confiscate e sono stati accusati di favorire l’immigrazione illegale”. Ma Si può finire sotto processo semplicemente per aver distribuito the e biscotti a migranti privi di documenti, denuncia il report Onu. Queste azioni hanno come effetto il “raffreddamento” delle azioni di solidarietà “rendendo le organizzazioni della società civile e i privati più riluttanti a impegnarsi con le persone in movimento o ad agire in relazione alle sfide che devono affrontare”.

Una situazione che si inscrive all’interno di un fenomeno più ampio che il Relatore speciale definisce come il “restringimento degli spazi per la società civile” (“shrinking spaces”) in cui i difensori dei diritti dei migranti devono affrontare una complessa rete di restrizioni alle loro attività “che rappresentano une minaccia alle società libere e aperte”. In questo scenario si inseriscono anche fenomeni preoccupanti come la caratterizzazione dei difensori dei migranti come “agenti stranieri”, alleati e promotori di una non meglio precisata minaccia ai danni delle società ospitanti.

Sebbene ogni attacco contro un singolo o un gruppo di difensori avvenga all’interno di un contesto specifico, il Relatore speciale “è convinto che tali incidenti non siano atti isolati”. Sono visibili, infatti, dei modelli. Come le legislazioni copia e incolla che limitano la libertà delle organizzazioni non governative, alla restrizione nell’accesso alle risorse; dalle minacce alle violenze esplicite. Inoltre “la comunità internazionale non ha risposto alle preoccupazioni del relatore speciale su questo punto, che sono state ripetutamente espresse dopo l’istituzione del mandato”, si legge nel report.

Per Michel Forst le cause di questa situazione vanno cercate nel clima xenofobo e razzista, in una politica che indica nei migranti il capro espiatorio per problemi economici e sociali molto più complessi e radicati per fare campagna elettorale. E non manca una notazione critica anche verso i media che “troppo spesso di limitano semplicemente e riprodurre e amplificare queste narrazioni troppo semplicistiche ed estremamente imprecise sulle persone in movimento”.

© riproduzione riservata

 

Newsletter

Iscriviti e ricevi la newsletter settimanale di Altreconomia