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“Ce spustammo cchiù lla’…”: una campagna per sostenere il commercio equo di Napoli

La storica cooperativa di fair trade ‘E Pappeci ha appena lanciato una campagna di crowdfunding per coprire le spese del trasloco della bottega, tra il Vomero e l’Arenella. L’obiettivo è non disperdere un importante “presidio politico sul territorio” che ogni giorno costruisce un altro mondo possibile

“Dopo 15 anni siamo costretti a malincuore a lasciare la nostra bottega del mondo di via Orsi a Napoli. Ma nella nostra nuova sede continueremo come sempre, ogni giorno, a ‘spertusare’ quel guscio di noce dell’indifferenza e dello sfruttamento e a provare a fare del mondo un posto più bello e più giusto”.

Piero De Luca è il presidente della storica cooperativa napoletana di commercio equo ‘E Pappeci, nata come gruppo informale nel 1992 e che dal 2005 si è trasformata in cooperativa sociale (è anche socia di Altreconomia). Conta 150 socie e soci e, come dice De Luca, rappresenta “l’unica realtà che ha resistito a Napoli alla crisi che ha attraversato il nostro mondo e ha fatto scomparire purtroppo molte realtà”.

‘E Pappeci ha appena lanciato la campagna di crowdfunding “Ce spustammo cchiù lla’…” su Produzioni dal basso per coprire le spese del trasloco della bottega da via Orsi a via Blundo 25, che si perfezionerà nel mese di settembre di quest’anno. L’obiettivo è quello di non disperdere un “presidio politico sul territorio” importante che ogni giorno costruisce e condivide un modo diverso di vivere (e leggere) il mondo. Può contribuire chiunque in pochi istanti con una donazione semplice.
“Per ringraziare del sostegno invieremo una card che renderà chi dona ‘socio a tempo determinato’, con la possibilità di beneficiare di uno sconto del 5% per tutti gli acquisti fatti nella nuova bottega nel 2022”. In cooperativa sorridono: “Non temere la precarietà, se vorrai poi diventare anche tu un Pappece, ti racconteremo come fare”.

Oltre alla promozione del commercio equo e alla diffusione dei suoi prodotti (inclusa la nostra rivista), ‘E Pappeci è impegnata da anni nel campo di quella che chiama “azione info-educativa”, nella finanza alternativa e nella promozione del consumo critico. È anche sede di un gruppo di acquisto solidale e dà spazio alle “economie locali”, cioè “piccoli coltivatori, cooperative sociali o aziende agricole che attraverso metodi di produzioni rispettosi dei cicli della natura forniscono al consumatore prodotti di alta qualità”.

Portare avanti una bottega è una sfida complessa. “Anche noi siamo stati colpiti dalle crisi -riflette De Luca-. In passato avevamo due botteghe: una nel centro storico, cui eravamo legatissimi, e una nella zona collinare, sul territorio Vomero-Arenella. Prima della pandemia abbiamo dovuto chiudere in centro e sistemarci in collina”.
L’affitto è in via Orsi è comunque impegnativo. “Abbiamo deciso così di spostarci in un luogo più piccolo e meno costoso. Non smobilitiamo: la nostra presenza è ancora importante, crediamo, per raccontare un’altra economia e un altro modello di relazioni sociali ed economiche”. Il territorio è un pezzo fondamentale: “Occorre ripartire dai territori, dalle competenze, dai prodotti, dalle tradizioni locali per provare a costruire una vera alternativa al consumo globalizzato”.
De Luca lo chiama il “tempo della resistenza”, aspettando che passi la piena. “Dobbiamo tenere botta e per questo abbiamo bisogno del supporto di tutti”.

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