Ambiente / Approfondimento

Transizione in tribunale: funziona l’alleanza tra climatologi e avvocati

Attivisti e organizzazioni in difesa dell’ambiente si rivolgono agli scienziati del clima per supportare le loro cause. Ricerche e dati puntuali forniscono un solido sostegno alle loro iniziative e nei tribunali si contano le prime vittorie contro governi e multinazionali fossili. Il caso del World weather attribution

© Rod Long - Unsplash

L’alleanza tra avvocati e climatologi potrebbe cambiare l’attivismo per il clima portando in tribunale con sempre maggior efficacia aziende e governi responsabili di intralciare o ritardare la decarbonizzazione. Negli ultimi cinque anni, infatti, diversi attivisti hanno deciso di ricorrere alle vie legali per contrastare i cambiamenti climatici. Queste iniziative, secondo un articolo pubblicato nel settembre 2021 dalla rivista scientifica Nature, hanno ottenuto inizialmente uno scarso successo fino a quando gli avvocati non hanno deciso di rivolgersi agli scienziati.

Avendo individuato il motivo del loro fallimento nella mancanza di una solida base scientifica, i legali hanno deciso di colmare questo divario affidandosi ad autorevoli climatologi. Secondo Nature un importante punto di svolta è stato raggiunto nel 2018 quando Petra Minnerop, professoressa di Diritto internazionale presso l’Università inglese di Durham, ha contattato Friederike Otto, docente di Scienze del clima presso l’Università di Oxford, per proporle una collaborazione nel supportare azioni legali a favore del clima. Otto -che è la co-direttrice del World weather attribution (Wwa), gruppo di ricerca nel campo della attribution science, ramo della scienza che indaga i legami tra attività umane ed eventi meteorologici estremi come alluvioni, incendi o uragani- avrebbe potuto fornire materiale ed esperienza alla causa.

“Il problema che esiste nel collegare questi eventi e i cambiamenti climatici -spiega ad Altreconomia Robert Vautard, membro del Wwa e climatologo presso l’istituto Laplace di Parigi- è che non stiamo analizzando una tendenza, come la temperatura media globale, ma eventi isolati che accadono una sola volta”. La attribution science si basa proprio sull’esaminare la frequenza e la probabilità di questi eventi confrontandole con quelle ottenute da simulazioni climatiche dove non sono presenti gas serra provenienti dalle attività umane. “Se esiste una differenza significativa -continua Vautard- allora è possibile stabilire un legame con i cambiamenti climatici. Lo scopo della attribution science è anche sviluppare e affinare questi modelli”.

Secondo Lucie Pinson, fondatrice della Ong Reclaim finance, gruppo che si batte per eliminare i finanziamenti all’industria dei combustibili fossili, gli scienziati ricoprirebbero un ruolo fondamentale nel valutare l’efficacia dei progetti di sostenibilità proposti da governi e aziende. “Grazie alle analisi di climatologi e ricercatori -racconta Pinson ad Altreconomia– possiamo stabilire se si sta davvero facendo qualcosa di utile per l’ambiente oppure se si stanno proponendo false soluzioni”. Oltre a queste azioni, volte ad attaccare un problema sistemico, si legge nell’articolo pubblicato da Nature, ci sono state anche moltissime iniziative contro problemi “locali”, come la deforestazione dell’Amazzonia o l’apertura di miniere di carbone in Australia.

Dopo gli iniziali insuccessi si è registrato un cambiamento di tendenza: a maggio 2021 il colosso degli idrocarburi Shell è stato condannato da un tribunale olandese a ridurre, entro nove anni, le proprie emissioni di gas serra del 45% rispetto ai valori del 2019. Solo un mese dopo la Corte costituzionale federale tedesca ha imposto al governo di creare un piano di riduzione delle emissioni in linea con gli accordi internazionali. In modo simile un tribunale ha stabilito che il governo irlandese deve ridurre dell’80% le emissioni di gas climalteranti entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990. Le ricerche e i dati prodotti dall’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) hanno fornito un supporto fondamentale a queste azioni. I risultati ottenuti dalla professoressa Otto e dal suo gruppo, evidenzia Nature, si sono inseriti in questo campo dimostrando la relazione tra i cambiamenti climatici ed eventi meteorologici estremi, in particolare per quanto riguarda le ondate di calore in Nord America e le inondazioni in Germania e Belgio.

“Al momento -afferma Vautard- stiamo analizzando anche le alluvioni che hanno recentemente colpito la Liguria, ma non siamo ancora giunti a dei risultati”. Nonostante i tribunali siano riluttanti nell’accettare evidenze provenienti dalla attribution science, sostiene Nature, la situazione sta cambiando. Uno dei principali motivi è nella maggior precisione di questa branca della scienza; al momento il gruppo della Otto è in grado di produrre un rapporto di attribuzione relativo a un evento in pochi giorni o settimane, risultato impensabile dieci anni fa. Secondo Vautard i motivi dietro questo crescente successo sono due: “Se da un lato abbiamo molte più persone che lavorano sul tema dall’altro abbiamo a disposizione simulazioni climatiche molto più precise rispetto a dieci anni fa. Possiamo accedere a molti più dati e modelli rispetto al passato e siamo così in grado di produrre un rapporto in molto meno tempo”.

Un altro supporto fondamentale a queste tecniche viene dall’Ipcc che ha sostenuto nei suoi rapporti l’importanza e l’affidabilità di queste ricerche. Secondo l’articolo pubblicato da Nature, questa approvazione potrebbe fare la differenza, spingendo sempre più tribunali ad accettare le evidenze prodotte dalla attribution science e consolidando l’alleanza tra scienziati e avvocati.

Un importante campo di ricerca riguarda poi l’elaborazione di rapporti sull’impatto ambientale dei vari settori dell’industria. Ad esempio, una ricerca del 2020 pubblicata sul Journal of clean production ha stimato le emissioni di gas serra legate alla produzione di bottiglie in plastica. Il supporto da parte di scienziati alla lotta contro i cambiamenti climatici non si limita alle aule dei tribunali: è possibile, infatti, stabilire il rapporto tra salute e cambiamenti climatici oppure utilizzare i satelliti per quantificare la deforestazione dell’Amazzonia o i danni causati da eventi climatici estremi. “Il nostro gruppo si confronta regolarmente con gli scienziati -sostiene Pinson- che ci forniscono dati e modelli fondamentali per portare avanti le nostre battaglie. Spesso li abbiamo incaricati di parlare al nostro posto in quanto godono di molto più credito nei confronti del pubblico”.

Un altro campo dove la consulenza di esperti può inserirsi efficacemente è la lotta alla finanza fossile, costituita dagli investimenti di banche e istituti finanziari nell’industria di petrolio, gas e carbone. “Sapevamo che le istituzioni avrebbero dovuto tagliare i loro investimenti nei combustibili fossili, ma senza conoscere una scadenza precisa non potevamo negoziare efficacemente -afferma Pinson.- Quando abbiamo ricevuto il rapporto del 2019 di Climate analytics che stabiliva la necessità di eliminare gradualmente il carbone entro il 2030 nei Paesi Ue abbiamo potuto iniziare la nostra campagna”. Nonostante il loro crescente successo, queste iniziative rappresentano solo una parte del movimento per il clima. “I cambiamenti climatici sono già in atto e stanno influenzando la vita di moltissime persone -avverte Pinson-, non possiamo aspettare sempre i tempi della giustizia. Dobbiamo agire adesso perché ogni azione che facciamo per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici aiuterà a salvare delle vite”.

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