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Raccontare la trasformazione di Palermo attraverso il turismo responsabile

Il tour operator Palma Nana e l’organizzazione di promozione sociale Maghweb sono gli ideatori del progetto “Palermo storyteller” rivolto a giovani tra i 18 e i 30 anni: dal 26 luglio al primo agosto a Palermo, un percorso per conoscere le realtà sociali della città e imparare a narrarle. Altreconomia è media partner

Il murale dedicato a San Benedetto il Moro, realizzato dall'artista Igor Scalisi, nel quartiere Ballarò di Palermo © Francesco Mondello - Flickr

Ascoltare Palermo, le sue voci e storie. Narrare la città attraverso gli incontri con realtà sociali e organizzazioni impegnate a battersi per la tutela del territorio e per creare una terra più giusta e accogliente. È l’idea alla base di “Palermo storyteller”, progetto di turismo responsabile pensato dalla cooperativa e tour operator Palma Nana insieme all’associazione di promozione sociale Maghweb e di cui Altreconomia è media partner. Dedicato ai giovani tra i 18 e i 30 anni, si terrà a Palermo dal 26 luglio al primo agosto 2021: una settimana in cui i partecipanti attraverseranno la città e impareranno a raccontarla.

“Abbiamo dato forma a un percorso che ha un fine sociale ed educativo. Il viaggio è infatti lo strumento per formarsi fuori dall’aula e, allo stesso tempo, supportare le realtà di una Palermo che sta attraversando un importante cambiamento culturale. È una città in trasformazione”, spiega ad Altreconomia Valeria Marino di Palma Nana. L’operatore, nato nel 1983 e socio dell’Associazione di turismo responsabile (Aitr), è specializzato nell’organizzazione di vacanze e campi scuola per ragazzi in cui il viaggio è sempre interpretato come mezzo di crescita individuale. “La nostra idea è fare conoscere alcune delle più vive realtà palermitane e fornire gli strumenti per riportare le loro esperienze, dopo averle osservate e vissute in prima persona”, aggiunge.

Il cammino di “Palermo storyteller” partirà dal centro storico dove nella lista delle organizzazioni da incontrare c’è il laboratorio di cucina Cotti in fragranza, progetto di inclusione sociale e lavorativa per i minori del carcere maschile Malaspina. E arriverà nel quartiere di Ballarò dove hanno sede l’associazione Libera contro le mafie e Moltivolti, impresa sociale, coworking e ristorante siculo-etnico. “Conosceremo gli artigiani che hanno aperto nuove botteghe nel centro storico. Le nostre attività sono partecipative: i ragazzi vedranno come è organizzato il lavoro manuale e, divisi in piccoli gruppi, parteciperanno ai laboratori”, prosegue Valeria Marino. “Una giornata sarà dedicata al rapporto che Palermo ha con il suo mare attraverso un’uscita in barca”.

Si salirà anche in montagna in un movimento dello sguardo dal basso verso l’alto che permetterà di osservare la città nella sua interezza. “Palermo è chiusa tra le montagne e il mare. Arriveremo sulla cima di Pizzo Sella, diventato negli anni la rappresentazione dello sfruttamento che ha distrutto il territorio. Il monte, che negli anni è stato ferito dall’abusivismo edilizio, è ora un cimitero di strutture scheletriche”, spiega Gabriele Tramontana, referente del progetto e parte dell’area progettazione di Maghweb. “Ma Pizzo Sella ora è diventato un presidio di legalità. Sul monte si trova il centro buddista palermitano Muni Gyana: dallo scorso aprile ha avviato una raccolta fondi per riforestare la montagna piantando alberi di agrumi”.

Tutte le realtà incontrate saranno raccontate utilizzando gli strumenti del linguaggio multimediale, dal video alla fotografia fino ai social media. “Il fine della formazione è mostrare come si può strutturare la narrazione di un luogo: in che modo si pongono le domande, come si racconta una storia e come lo si può fare unendo diversi linguaggi”, prosegue Tramontana. Le attività di formazione si terranno solo nella prima parte della giornata, lasciando libero il pomeriggio. L’obiettivo è creare un prodotto finale che parli delle “buone pratiche conosciute -aggiunge- per suggerire anche come possano essere replicate in altri territori”.

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