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La vitalità dei borghi d’Italia

Giugno 2015 Versione digitale

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Altreconomia dedica la copertina del numero di giugno 2015 all’Italia dei borghi, e in particolare alla vitalità dei Comuni associati a Borghi Autentici d’Italia, che grazie al progetto “Comunità Ospitali” si aprono all’esterno, per accogliere visitatori.

L’accoglienza è anche il filo conduttore che lega le esperienze di riutilizzo di spazi all’interno delle ex stazioni Fs, da Ceccano (FR) a Isola delle Femmine (PA). Associazioni e cooperative dopo aver ottenuto in comodato o affitto calmierato gli spazi, li utilizzano per promuovere il territorio.

Intanto, nel nostro Paese cambia la ricettività: mentre i dati economici indicano una crisi per gli alberghi, spopolano fenomeni come Airbnb, dedicato all’ospitalità casalinga. Intanto Cassa depositi e prestiti, attraverso un Fondo, investe (il risparmio postale) negli hotel di lusso.

A 4 anni dai referendum del giugno 2011 raccontiamo la ri-pubblicizzazione dell’acqua: a Napoli è fatta, a Reggio Emilia quasi. E in tutto il mondo negli ultimi 15 anni sono 235 le esperienze di ri-municipalizzazione.

Il Mediterraneo è un mare di plastica: lo spiegano studi scientifici, che hanno censito microplastiche galleggienti per almeno mille tonnellate. Inoltre, il “nostro mare” è chiuso, e questo rappresenta un ulteriore problema. La densità è la stessa dei famosi (e fotografati) “gyros” negli Oceani.

L’Italia è piena di vuoti: oltre 6 milioni di beni immobili inutilizzati o sottoutilizzati. Che fare? Norme -anche di rango costituzione- garantiscono strumenti contro l’abbondono.

Al mondo esistono 16.372 armi nucleari, di proprietà di 9 Paesi: il Trattato di non proliferazione del 1968 si è rivelato un fallimento (4 Paesi sono diventati detentori dopo la sua firma). A maggio se ne è discusso a New York, alle Nazioni Unite: i Paesi che l’hanno firmato (190) non sono arrivati a un accordo condiviso. L’orizzonte di una guerra nucleare è ancora plausibile.

Reportage da Cassibile (in provincia di Siracusa), dove centinaia di stagionali vivono in condizioni disagiate in quello che è ribattezato Hotel Sudan. Raccolgono lattuga, fragole, patate. Tra i braccianti, anche cittadini italiani.

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