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Crisi climatica / Opinioni

“Le nostre scelte riecheggeranno per migliaia di anni”

Questa frase chiude il Rapporto di sintesi dell’Ipcc sul clima, un richiamo alla consapevolezza di quello che si può fare. E ad agire di conseguenza. La rubrica di Stefano Caserini

Tratto da Altreconomia 259 — Maggio 2023
Giovani attivisti del movimento Extinction rebellion © Alisdare Hickson - Flickr

Our choices will reverberate for hundreds, even thousands, of years”. È la frase finale della presentazione del Rapporto di sintesi del Sesto rapporto di valutazione sul clima del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc). Dopo aver pubblicato nel 2021-2022 i tre volumi dei relativi gruppi di lavoro (la scienza del clima, le conseguenze ambientali e socioeconomiche dei cambiamenti climatici, le strategie di mitigazione) il compito finale era un Rapporto che tenesse tutto assieme. Dalle circa 8.200 pagine dei tre volumi ora si è arrivati alle 70 del Rapporto di sintesi e alle 36 del Sommario per i decisori politici.

Le frasi contenute nelle 16 slide della presentazione sono un ulteriore distillato. Niente di particolarmente nuovo (il Rapporto è la sintesi dei tre già pubblicati) ma sono i messaggi scelti alla fine di un lavoro durato quattro anni.

L’avviso: il ritmo e la portata dell’azione per il clima non sono sufficienti per affrontare il cambiamento climatico; gli impatti negativi dei cambiamenti causati dall’uomo si intensificheranno; gli eventi estremi diventano più diffusi e pronunciati con ogni incremento del riscaldamento.

La speranza: diffondere e far diventare strutturale ora un’azione per il clima efficace ed equa, che ridurrà le perdite e i danni per la natura e le persone; sono disponibili molte opzioni fattibili ed efficaci per ridurre le emissioni di gas serra e adattarsi ai cambiamenti climatici causati dalle attività umane; l’azione per il clima offre co-benefici.

La sfida: tagliare le emissioni in modo rapido e deciso per creare un mondo più sicuro e sostenibile; aumentare le pratiche e le infrastrutture per migliorare la resilienza, ridurre le emissioni globali di gas serra di quasi la metà entro il 2030; le azioni sono richieste in numerose dimensioni.

Il percorso da seguire è chiaro: sono già disponibili opzioni provate e testate, che devono essere progettate per contesti diversi, ampliate e applicate in modo diffuso.

L’equità è una delle soluzioni: coloro che hanno contribuito meno al cambiamento climatico sono spesso i più vulnerabili ai suoi impatti; milioni di persone sono esposte a grave insicurezza alimentare e a ridotta sicurezza idrica; gli impatti maggiori sono in alcune parti di Africa, Asia, Centro e Sud America, Paesi meno sviluppati, Artico, piccole isole; le persone in aree altamente vulnerabili hanno fino a 15 volte più probabilità di morire a causa di inondazioni, siccità, tempeste rispetto a quelle che vivono nelle aree più resilienti.

Le parole della presentazione usate dall’Ipcc per riassumere le 8.200 pagine del Sesto rapporto di valutazione sono state 316

Aumento dei finanziamenti per l’azione per il clima: deve essere di tre-sei volte il livello attuale; ci sono risorse sufficienti per ridurre rapidamente le emissioni; i Paesi in via di sviluppo richiedono finanziamenti esterni per soddisfare le esigenze di adattamento; sono disponibili opzioni per aumentarli.

Elementi abilitanti per un’azione efficace per il clima: impegno politico; governance inclusiva; cooperazione internazionale; gestione efficace degli ecosistemi; condivisione di conoscenze diverse.

Anche i fattori umani rendono possibile l’azione: fiducia; collaborazione, riconoscimento che alcuni possono contribuire più di altri; condivisione di benefici e oneri.

“Le nostre scelte riecheggeranno per centinaia, migliaia di anni”. Lo sfondo della frase dell’ultima slide è una fotografia meravigliosa: un’autostrada che si insinua fra le montagne, un po’ nascosta dalle nubi, con le luci delle auto che tracciano una scia colorata nella notte. Mi ha colpito il verbo reverbarate, che si può tradurre con riecheggeranno, risuoneranno, si faranno sentire. Quasi una licenza poetica per compensare la gravità del contenuto.

Stefano Caserini è docente di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano. Il suo ultimo libro è “Sex and the Climate” (peoplepub, 2022)

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