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Crisi climatica / Intervista

“Le corporation tengono in scacco i governi. Serve riformare il sistema”

David Boyd durante una visita al villaggio Vunidogoloa delle isole Fiji, nel dicembre 2018. Gli abitanti erano stati costretti a trasferirsi a causa degli effetti della crisi climatica © David Boyd (courtesy)

Secondo David Boyd, ex Relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani e l’ambiente, gli arbitrati internazionali (Isds) sono uno dei principali ostacoli alla decarbonizzazione: gli Stati rischiano cause miliardarie. L’abbiamo intervistato

Tratto da Altreconomia 272 — Luglio/Agosto 2024

Quando gli viene chiesto che cosa non dimenticherà mai dei suoi sei anni come Relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani e l’ambiente, David Boyd non riesce a trattenere la commozione. “Ho incontrato la madre di Ella Kissi-Debrah, una splendida bambina, che è stata la prima persona al mondo per cui l’inquinamento è stato riconosciuto come causa di morte dai medici legali.

Aveva nove anni e viveva a Londra -racconta ad Altreconomia col groppo in gola-. L’hanno portata in ospedale 28 volte, e ognuna di queste ha coinciso con un picco nella presenza di ossido di azoto nell’aria. Alla ventinovesima non sono riusciti a rianimarla”.

Professore associato di Diritto, politiche e sostenibilità all’Università della British Columbia, Boyd ha terminato il suo incarico presso le Nazioni Unite a fine aprile, tornando a una più tranquilla vita accademica nel Canada occidentale. Intervistato da Altreconomia, non nasconde la durezza e la gravità delle situazioni che

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