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Economia / Attualità

Le misure adottate dai Paesi europei per ridurre i consumi di energia non sono sufficienti

L’European environmental Bureau ha analizzato le strategie messe in atto dai Paesi europei per ridurre la domanda di energia durante l’inverno. Sono solo quattro -Italia, Spagna, Germania e Francia- ad aver adottato iniziative sia per il settore pubblico sia per il privato. Otto Stati membri non hanno adottato alcun provvedimento. La ricerca

© mika baumeister - Unspalsh

Le misure adottate dagli Stati membri dell’Unione europea per ridurre il consumo di gas e di elettricità variano notevolmente da Paese a Paese e restano insufficienti per far sì che l’Ue raggiunga i propri obiettivi di risparmio energetico. Sono i risultati della ricerca “Saving Energy for Europe” pubblicata a metà dicembre dall’European environmental bureau (Eeb), rete di circa 170 organizzazioni di “cittadini ambientali” con sede in più di 35 Paesi. La ricerca analizza le politiche intraprese dai diversi Stati europei per tagliare i loro consumi di gas fossile e di elettricità in vista dell’inverno. Agli Stati sono stati assegnati punteggi in base al rigore, alla completezza e alla tempestività delle misure attuate. Secondo le analisi, effettuate tra settembre e novembre, sono quattro i Paesi ritenuti virtuosi che hanno adottato misure sia in campo pubblico sia nel settore privato, mentre sono otto gli Stati che non hanno preso alcun provvedimento in materia. Alla già citata analisi Eeb aggiunge cinque proposte che permetterebbero di raggiungere gli obiettivi Ue sul risparmio energetico.

In verde chiaro i Paesi con le misure migliori, in verde scuro chi ha adottato provvedimenti parziale e in blu chi non ha adottato misure. © Eeb

A partire dal luglio del 2022 i Paesi dell’Ue hanno firmato un impegno per ridurre il proprio consumo di energia tra il primo agosto 2022 e il 31 marzo 2023 del 15% rispetto alla media dei cinque anni precedenti. La strategia venne adottata per ridurre la dipendenza dell’Unione dal gas russo in vista dell’aumento della domanda durante la stagione invernale. A settembre i ministri dell’Ue hanno sottoscritto poi un accordo volontario per ridurre i consumi del 10% fino al 31 marzo 2023 e uno obbligatorio per tagliare l’uso di elettricità del 5% nelle ore di massimo carico.

Secondo i punteggi calcolati da Eeb Spagna, Francia, Germania e Italia avrebbero proposto le misure più efficaci sia per il settore pubblico sia per quello privato, che comprende abitazioni, industria e piccole imprese. Tra i vari provvedimenti adottati vi sono limitazioni all’aria condizionata e al riscaldamento in esercizi commerciali e l’obbligo di spegnere le insegne pubblicitarie durante la chiusura notturna. In Francia e Germania si è scelto di ridurre la temperatura delle piscine pubbliche e in Italia la regola è stata estesa a tutte le abitazioni private. Queste iniziative non sono state prese solo a livello statale ma numerose municipalità e amministrazioni regionali hanno scelto di adottare provvedimenti simili: a Parigi l’illuminazione della Torre Eiffel è stata limitata mentre le luminarie rimpiazzate con Led più efficienti, la città di Strasburgo ha scelto di prolungare la chiusura settimanale dei suoi monumenti pubblici. Inoltre sono state realizzate campagne di comunicazione per incoraggiare comportamenti individuali virtuosi. La Germania è stato l’unico Paese che ha adottato un modello di “vendita all’asta di gas” per ridurre il consumo da parte delle industrie. “Lo Stato rimborserebbe le aziende che riducono il consumo di gas interrompendo temporaneamente o a lungo termine alcune produzioni, lasciandone di più ai settori critici. Sorprendentemente, questa misura di gestione della domanda non è stata adottata da altri grandi consumatori industriali di gas, come i Paesi Bassi e l’Italia. In Francia le aziende dovranno ridurre il loro consumo energetico del 10% o affrontare un razionamento forzato. Le imprese dovevano nominare un ‘ambasciatore della sobrietà energetica’ entro settembre e presentare al governo un piano di riduzione dei consumi entro ottobre”, si legge nella ricerca.

Sono invece in otto, Portogallo, Slovenia, Danimarca, Belgio, Malta, Grecia, Irlanda e Ungheria, ad aver applicato misure obbligatorie per gli spazi pubblici e iniziative volontarie per gli utenti privati. In Portogallo, a Malta, in Slovenia e in Belgio gli edifici pubblici sono tenuti a ridurre i consumi tagliando il riscaldamento come accaduto anche in Danimarca. La Grecia ha promosso una campagna di efficienza energetica per tagliare del 30% i consumi degli edifici pubblici entro il 2030 oltre a promuovere una campagna informativa sul risparmio energetico. Infine l’Ungheria ha obbligato le imprese a guida statale a ridurre il loro utilizzo di gas del 25%. Altri sette Paesi -Repubblica Ceca, Croazia, Lussemburgo, Olanda, Polonia e Austria- hanno adottato invece solo misure volontarie. Infine i restanti otto Stati membri, Svezia, Estonia, Lettonia, Romania, Lituania e Slovacchia, il 30 novembre, giorno di chiusura della ricerca, non assunto alcun provvedimento.

In aggiunta a quanto già visto, Eeb ha elencato cinque iniziative per aiutare i Paesi membri a controllare e a promuovere il proprio risparmio energetico. A partire dalla creazione di una task force per monitorare i progressi di ciascun Paese e assicurare che gli obiettivi promessi siano effettivamente raggiunti. In secondo luogo promuovere una campagna di informazione pubblica su media e social per informare la popolazione, oltre a introdurre strumenti digitali, come contatori “intelligenti” per permettere ai cittadini di poter controllare in modo più efficace i loro consumi di elettricità e gas. Oltre a sostenere il rapido sviluppo di un mercato per la gestione della domanda di gas ed elettricità in grado di premiare la flessibilità dei consumatori. Infine si richiede l’applicazione di un regolamento comunitario e armonizzato sull’efficienza energetica degli edifici.

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