Una voce indipendente su economia, stili di vita, ambiente, cultura
Ambiente / Approfondimento

Il patto d’asfalto sulle autostrade tra la Regione Emilia-Romagna e il governo

© Sven Kucinic - Unsplash

La Bretella Campogalliano-Sassuolo e la Cispadana, in progetto da anni e contestate dai comitati, sono a un momento di svolta. Dalla partita milionaria della concessione della A22 ai costi lievitati, fino agli impatti su territori già fortemente segnati da inquinamento, consumo di suolo e fragilità idrogeologica. Il punto della situazione

La Bretella Campogalliano-Sassuolo e la cosiddetta Cispadana, opere autostradali in progetto da anni in Emilia-Romagna, sembrano arrivate a un momento di svolta. Il 29 dicembre scorso a Roma si è svolto infatti un incontro tra il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il presidente della Regione interessata Stefano Bonaccini e l’assessore regionale a Mobilità e trasporti Andrea Corsini, con l’obiettivo dichiarato di “sbloccare” le opere. Una nuova riunione è prevista per il 17 gennaio, in quello che è stato definito dagli ambientalisti un “patto di cemento bipartisan”. La realizzazione delle due opere è legata a doppio filo con il rinnovo della concessione della A22 (l’autostrada Modena-Brennero) alla Autostrada del Brennero Spa, scaduta nel 2014 e gestita in proroga.

Autostrada del Brennero Spa è una società partecipata da enti pubblici all’84,75% (tra cui la Regione autonoma Trentino Alto Adige con il 32% delle quote, le province di Verona, Mantova, Modena, Reggio Emilia e alcuni Comuni con quote minori), da soci privati al 14,16% (tra cui Cis Infrastrutture, A4 Holding Spa, Banco BPM) e dalla stessa Autostrada del Brennero tramite azioni proprie (1,09%). Diego Cattoni è l’amministratore delegato.

Per agevolare la riassegnazione ad Autostrada del Brennero Spa, nel 2021 era stato inserito nel cosiddetto “Decreto Infrastrutture”, poi convertito in legge, un articolo (l’art. 2 della Legge 156/2021) che prevedeva la “prelazione” di Autostrada del Brennero nell’ambito della gara pubblica di valenza europea. In pratica si garantiva il sostegno per la riconcessione, con l’impegno della società a realizzare la Cispadana (da Reggiolo a Ferrara) e la Bretella da Campogalliano al distretto della ceramica di Sassuolo. Il progetto, in partenariato pubblico-privato (sotto forma di project financing), è stato depositato nel 2022 al ministero delle Infrastrutture e vale 7,2 miliardi di euro. Ora si aspetta il via libera alla gara.

“Una gara che però è falsata”, come sostengono il Comitato no bretella-Sì mobilità sostenibile e il Coordinamento cispadano no autostrada, che nel maggio 2022 hanno presentato un esposto alla Commissione europea chiedendo di vietare l’utilizzo delle procedure della finanza di progetto con diritto di prelazione per Autostrada del Brennero, perché questo avrebbe violato il principio di concorrenza. Al momento della stesura dell’articolo l’esposto è ancora in fase di valutazione. 

Da sinistra Mauro Solmi ed Eriuccio Nora del Comitato no bretella

Il progetto della Bretella prevede la realizzazione di un asse autostradale principale di 15,5 chilometri dal casello di Campogalliano (A22) alla strada statale Pedemontana (SS467) dove si trova il distretto industriale di Sassuolo e da due assi secondari, uno di 3,5 chilometri di collegamento con la tangenziale di Modena e uno di 1,5 chilometri di collegamento con la tangenziale di Rubiera. Oltrepasserà il fiume Secchia, per poi transitare a poca distanza dal corso d’acqua, incontrando nel suo percorso anche l’oasi del Colombarone. L’opera dovrebbe essere realizzata dall’Auto CS Spa, il cui socio di maggioranza è Autostrada del Brennero con il 51% delle azioni, tra gli altri soci figurano l’Impresa Pizzarotti di Parma (31,29%), la Coopsette di Reggio Emilia (14,48%) e con quote minori altre imprese di costruzione. Come annunciato dall’assessore regionale Corsini durante l’assemblea regionale del 28 novembre 2023, i costi sono lievitati da 500 a 700 milioni di euro, pari a 34 milioni a chilometro.

Il tracciato della Bretella Campogalliano-Sassuolo

“214 milioni saranno fondi pubblici, e non si sa ancora chi dovrà mettere i 200 milioni aggiuntivi -precisa Mauro Solmi, attivista del Comitato No Bretella.- Queste risorse dovrebbero essere utilizzate per la messa in sicurezza del territorio dal rischio idraulico, per il trasporto pubblico locale, per ferrovie o per la manutenzione del sistema ferroviario e stradale esistenti”. Numerose sono le criticità dell’opera anche dal punto di vista ambientale: “Il tracciato della Bretella attraversa la conoide del fiume Secchia -continua Solmi- ponendo a rischio di inquinamento il campo acquifero di Marzaglia, che alimenta gli acquedotti di buona parte della provincia di Modena e della bassa Mantovana. Come passate esperienze hanno purtroppo insegnato, l’intenso traffico autostradale comporta gravi rischi di contaminazione anche dell’acqua. Anche la realizzazione del tunnel sotto l’oasi del Colombarone avrà un pesante impatto ambientale sull’area protetta. La realizzazione della Bretella sottrarrebbe inoltre 600mila metri quadrati di suolo agricolo, aumentando così il pericolo in caso di esondazioni del fiume. Senza parlare dell’inquinamento dell’aria, in una delle zone più contaminate d’Europa”.

I comitati chiedono di migliorare il trasporto ferroviario di merci e persone, con la connessione delle linee da Reggio Emilia e da Modena, l’apertura di una nuova linea ferroviaria tra Sassuolo e Vignola, nonché una “bretellina” ferroviaria tra gli scali merci di Dinazzano e Marzaglia-Cittanova, già prevista nel Piano regionale integrato trasporti (Prit) ma non ancora finanziata. Anche il Consiglio comunale di Modena il 16 novembre dell’anno scorso aveva votato un ordine del giorno chiedendo di modificare il progetto esecutivo della Bretella, che con il suo percorso avrebbe intralciato anche lo scalo merci ferroviario di Marzaglia-Cittanova. Ma la Regione ha tirato dritto. 

Il progetto della Cispadana consiste invece in un tratto autostradale di 65 chilometri tra la A22 (Reggiolo-Rolo) e la A13 (Ferrara Sud). Il suo costo, lievitato negli anni, è di 1,7 miliardi di euro, di cui 879 milioni divisi tra Stato e Regione. In parte (479 milioni) serviranno direttamente per l’autostrada e in parte (400 milioni) per le opere complementari e di adduzione. L’opera sarà costruita da Autostrada regionale cispadana (Arc), i cui azionisti sono anche qui Autostrada del Brennero (51%), Impresa Pizzarotti (19,30%), Coopsette (19,30%), e altre imprese di costruzione con quote minori.

Da sinistra Evaristo Veronesi, Silvano Tagliavini, Fausto Bocceda del Comitato no Cispadana

“Un’alternativa esiste -spiega Silvano Tagliavini, portavoce del Coordinamento cispadano no autostrada- ed è il potenziamento della ferrovia Parma-Suzzara-Poggio Rusco-Ferrara-Porto di Ravenna, che viaggia parallela al tracciato della Cispadana, oltre alla realizzazione dei tratti mancanti della strada a scorrimento veloce, che sarebbe meno impattante e costosa. Ma soprattutto dobbiamo implementare il trasporto merci su treno, anche perché con l’apertura del secondo tunnel ferroviario del Brennero le merci non potranno più valicare le Alpi su strada ma solo tramite ferrovia”.

Altro punto di accordo tra governo e Regione è l’ampliamento dell’autodromo di Imola, contestato dai residenti e dalle associazioni ambientaliste per l’inquinamento acustico e dell’aria che provoca da decenni. “È stato inondato ben due volte in un anno, a maggio e a inizio novembre 2023, visto che corre a pochi metri dal Santerno e negli anni si è ampliato tombando anche tratti di torrenti -spiega Massimo Bolognesi, attivista di Panda Imola-. L’autodromo è anche un buco nero di fondi pubblici, gestito da Con.Ami (consorzio di 23 Comuni) e da Formula Imola, già a gennaio 2023 era finito nel mirino della Corte dei conti per criticità nella gestione e costi societari da tagliare. Investirci ancora soldi pubblici è una follia”.

Secondo la Rete emergenza climatica e ambientale dell’Emilia-Romagna, questi interventi non sono altro che “colate di cemento devastanti in una Regione già abbondantemente inquinata, impermeabilizzata e fragile. Che però continua ad auto-promuoversi come una scintillante e invincibile motor valley”. 

© riproduzione riservata

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Altreconomia per non perderti le nostre inchieste, le novità editoriali e gli eventi.


© 2024 Altra Economia soc. coop. impresa sociale Tutti i diritti riservati