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Diritti / Inchiesta

Il limbo dell’accoglienza anche per minori e feriti evacuati da Gaza

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani in occasione dell’arrivo della nave Vulcano della Marina al porto di La Spezia, con a bordo bambini palestinesi feriti e le loro famiglie © Ansa/ Alessandro Di Meo

A un anno dall’operazione della Farnesina, le associazioni riferiscono cavilli burocratici, assenza di alloggi e ritardi che impediscono di assistere in modo adeguato le persone arrivate. “Un’azione di propaganda più che umanitaria”

Tratto da Altreconomia 279 — Marzo 2025

È passato più di un anno da quando il governo italiano ha annunciato la prima missione di trasferimento di alcune decine di pazienti palestinesi ricoverati negli ospedali egiziani dopo essere stati evacuati dalla Striscia di Gaza.

Circa 150 palestinesi -tra feriti, malati e accompagnatori- sono arrivati in Italia tra gennaio e marzo 2024. Tre gruppi sono atterrati con un C-130 dell’Aeronautica militare, mentre un quarto è giunto via mare con la nave Vulcano, approdata il 5 febbraio dello scorso anno a La Spezia con sessanta persone a bordo. Ad accoglierli c’erano esponenti del governo, tra cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani, militari, giornalisti e volontari delle organizzazioni che erano state contattate dalla Farnesina per fornire un supporto iniziale in attesa che le famiglie venissero inserite in un percorso di accoglienza istituzionale.

I riflettori erano stati tenuti accesi a lungo, o almeno per il tempo che è stato ritenuto necessario. Se l’invio della nave Vulcan

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