Cultura e scienza / Attualità

I saperi in scena nel Monferrato con il Quadila festival

Ad Albugnano, in provincia di Asti, attrici e attori portano in scena i “saperi” di artigiani e professionisti contemporanei. Un racconto che si costruisce nelle strade e sotto gli occhi del pubblico in tutte le sue fasi

Un'immagine dell'edizione 2021 del Qadila festival © Qadila festival

Immaginate di portare sul palco di un teatro un fabbro. O un’archeologa. O ancora una cuoca, un insegnante, un’influencer. Immaginate questi professionisti mentre raccontano i segreti del proprio mestiere, illustrano le conoscenze che stanno alla base del loro saper fare quotidiano, le loro storie. Le gioie e le fatiche. Ad ascoltare ciascuno di loro c’è un attore o un’attrice che prende appunti, elabora il racconto di quel sapere e scrive i dialoghi di uno spettacolo da portare in scena di lì a poche ore. Il tutto non all’interno di un teatro vuoto e silenzioso ma nelle strade, nelle piazze e nelle aie di Albugnano, piccolo Comune del Monferrato (AT), sotto lo sguardo del pubblico. Che in questo modo ha la possibilità di osservare tutte le diverse fasi di costruzione di uno spettacolo: dagli spunti iniziali fino alla messa in scena.

È questa la speciale formula del Quadila festival, una rassegna di teatro, musica, incontri e laboratori promossa dalla compagnia teatrale “Lo Stagno di Goethe” giunta quest’anno alla seconda edizione il cui tema è “Conquistare saperi”: attrici e attori si fanno tramite di discipline e sfere di conoscenza diverse (oltre alle professioni già citate ci saranno un viticoltore, un organista, un contadino, un fotografo, una restauratrice, un esperto di letteratura e una cantante lirica) restituendole al pubblico con i mezzi del teatro. Per due fine settimana (8-10 e 15-17 luglio), dal venerdì alla domenica, durante i pomeriggi le coppie formate da un “depositario del sapere” e un attore vivranno e lavoreranno a stretto contatto proponendo al pubblico i propri dialoghi. Gli spettacoli verranno poi messi in scena durante le due domeniche del festival.

“Abbiamo scelto saperi molto diversi tra loro: da quelli più ‘antichi’ e legati alle tradizioni a quelli più contemporanei. La loro selezione è frutto di una scelta popolare compiuta a maggio da un Comitato creativo popolare di Albugnano -spiega Marco Gobetti, attore della compagnia ‘Lo Stagno di Goethe’ e uno degli ideatori di Quadila-. Quella del costruire assieme uno spettacolo è una filosofia che portiamo avanti da anni: il sapere dell’attorialità e della recitazione si interseca con altri saperi e si fa ponte per la trasmissione della conoscenza”. La parola chiave è storyplaying, un’idea di teatro alternativa allo storytelling che vuole incidere sul sistema sociale in cui opera, “un teatro che nasce dagli incontri, anziché pretendersi compiuto per affrontare incontri”, sottolinea Gobetti. Attrici e attori, dunque, abbandonano il concetto di “prodotto” e, aperti all’imprevedibile, restituiscono al teatro la possibilità di essere soprattutto avvenimento, unico e ultimo, provvisorio e ricchissimo.

A questi spettacoli si aggiungono altre iniziative come visite e laboratori tesi a valorizzare le risorse materiali e immateriali del territorio oltre a concerti, incontri e spettacoli. Alcuni di questi sono stati realizzati da “depositari di saperi” già coinvolti nella fase creativa pubblica del festival: come la scrittrice e influencer Teresa Cinque, che porterà in scena lo spettacolo “La cerva”, una rilettura attualizzata delle fiabe della tradizione. Tra gli altri protagonisti di Quadila c’è l’attore Paolo Musio che reciterà un suo adattamento da opere di Robert Walser ne “Il bosco”, un’installazione letteraria mobile, una passeggiata tra vigneti e boschi del Monferrato. Ci sarà anche spazio per un’incursione dell’attualità con una lettura in concerto di alcuni estratti dal libro “La guerra spiegata ai poveri” di Ennio Flaiano, un’opera scritta quando era da poco terminata la Seconda guerra mondiale, in cui l’autore evidenzia le radici malsane di ogni guerra: il vantaggio per pochi grazie alla morte di molti.

“Quello che abbiamo potuto osservare in questi mesi è che c’è una grande voglia del pubblico di partecipazione a iniziative dal vivo, ma non solo. Se prima della pandemia la ‘lancetta’ era più orientata verso iniziative che avevano come principale obiettivo quello di divertire gli spettatori, quello che osserviamo oggi è un maggiore interesse verso spettacoli e proposte che in qualche modo propongono esperienze di cambiamento. C’è più volontà di partecipare e mettersi in gioco”. Tutti gli appuntamenti del Quadila festival sono gratuiti e a offerta libera. L’intero ricavato sosterrà le attività di Piam Onlus, associazione astigiana composta da operatori sociali italiani e migranti che dal 2000 si occupa di donne e migrazione, con particolare attenzione alle vittime di tratta e sfruttamento.

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