Diritti / Opinioni

Fratelli tutti, il percorso di Francesco per un “sogno di fraternità e di amicizia sociale”

Nell’enciclica Fratelli tutti, papa Francesco definisce i passaggi di un percorso che conduce a un nuovo modello di società fondata secondo criteri di giustizia, inclusione, uguaglianza e dignità. Una parola preziosa per procedere verso la salvaguardia del mondo, inteso come casa comune, se le forze politiche e i movimenti sapranno ascoltarla. Le “idee eretiche” di Roberto Mancini

Tratto da Altreconomia 231 — Novembre 2020
© Ashwin Vaswani - Unsplah

Un progetto per tutte e per tutti. È il tema dell’enciclica di papa Francesco, Fratelli tutti, che sviluppa le idee dell’enciclica Laudato si’. Se quest’ultima insisteva sull’ecologia integrale, la nuova enciclica approfondisce la questione della giustizia sociale e delinea con chiarezza la necessità di un nuovo progetto di società che può trovare consenso al di là delle differenze di orientamento ideologico o religioso. Francesco lo qualifica come “un nuovo sogno di fraternità e di amicizia sociale”. Le linee essenziali della sua riflessione sono: a. la critica del sistema vigente; b. la fiducia di poter generare l’alternativa fondata sul riconoscimento della fraternità e della sororità che abbracciano chiunque; c. i criteri che definiscono la nuova società; d. i percorsi di anticipazione della sua realizzazione.

a. Il progetto è condivisibile alla semplice condizione che ci riconosciamo figlie e figli della terra. Oltre la divisione tra credenti e non credenti, si tratta di un invito a esistere con stile solidale senza fermarsi ai confini della nostra famiglia. Le categorie con le quali si vogliono giustificare il dominio e la discriminazione sono tutte illegittime perché l’altro è sempre mio fratello o mia sorella.

b. Per capirlo devo sentirmi “figlio” o “figlia”. Francesco non ne parla solo rispetto a Dio ma chiede che anzitutto si comprenda che siamo “figli della stessa terra che ospita tutti noi”. La nuova visione del mondo, oltre il delirio della globalizzazione capitalista, nasce nella luce di una fiducia nell’umanità, nella sua dignità, nella sua capacità di imparare a custodire la natura come pure a governare democraticamente e pacificamente la storia. Francesco individua nella sfiducia, indotta dolosamente nelle collettività, il fattore demotivazionale che costringe i popoli alla paralisi e a subire le peggiori oligarchie. Poteri iniqui e sfiducia diffusa si reggono a incastro: “Far sprofondare un popolo nello scoraggiamento è la chiusura di un perfetto circolo vizioso: così opera la dittatura invisibile dei veri interessi occulti che si sono impadroniti delle risorse e della capacità di avere opinioni e di pensare”.

c. I criteri fondamentali del progetto di società nuova sono l’universalità: nessuno dev’essere escluso; la giustizia: la dignità e la vita di chiunque sono il valore prioritario e solo istituzioni giuste possono conciliare la libertà e l’uguaglianza; la solidarietà, in modo che chi è più esposto o fragile sia sostenuto e liberato; il dialogo, che impegna tutti a fare strada nella comprensione reciproca senza prevaricazioni; la lotta nonviolenta per liberare chi è oppresso; l’amore, come forma di vita e soprattutto come amore politico, capace di prendersi cura del bene comune; la salvaguardia del mondo, inteso quale casa comune e non più ridotto a uno stupido mercato globale o a un campo per la battaglia tra i nazionalismi. Il criterio per promuovere la radicale trasformazione del sistema economico è quello della giustizia verso i popoli e verso la natura. In ciò Francesco concorda con l’intuizione fondamentale di tutti i movimenti popolari e alternativi, riassumibile con le parole di Gandhi: “La vera economia è l’economia della giustizia”.

d. Giacché un progetto di società pare tuttora impensabile a molti, che a torto restano scettici e interessati solo alla loro piccola routine, Francesco indica opportunamente i passaggi concreti del cammino verso la meta. Egli pensa all’azione dei movimenti sociali che dal basso possono rigenerare la democrazia e inaugurare una civiltà ecologica. Nel contempo valorizza sia l’opera che tutela i diritti di chi viene escluso sia gli interventi capaci di abbattere i muri che dividono l’umanità. Se ovunque nel mondo le forze politiche democratiche, i movimenti popolari, gli educatori, gli sperimentatori di economia trasformativa e chi coltiva il mutamento culturale sapranno scuotersi dal torpore, la parola di Francesco sarà preziosa per procedere nella giusta direzione.

Roberto Mancini insegna Filosofia teoretica all’Università di Macerata; il suo libro più recente è “Filosofia della salvezza. Percorsi di liberazione dal sistema di autodistruzione” (EUM, 2019) 

© riproduzione riservata

Newsletter

Ogni settimana l'informazione indipendente di Altreconomia