Diritti / Opinioni

Il Mercato o la Comunità. È l’alternativa su cui si gioca il destino dell’umanità

Siamo di fronte a un momento cruciale: seguire il mercato o scegliere la comunità. La strada da percorrere non viene dalla politica tradizionale, snaturata dal neoliberismo. Anche in Italia, che appare senza futuro, la risposta può arrivare dalle forze generative della società civile. Le “idee eretiche” di Roberto Mancini

Tratto da Altreconomia 230 — Ottobre 2020
© 37th Chamber - Flickr

Il Mercato o la Comunità. È l’alternativa su cui si gioca il destino dell’umanità. O continuiamo a seguire i vincoli e le follie del Mercato elevato a soggetto globale e a identità stessa della società, oppure si imprime la svolta per cui riconosciamo che la vita è una Comunità che comprende tutti noi e la natura. La concezione keynesiana del capitalismo aveva assicurato un compromesso culturale, politico e giuridico che manteneva il mercato entro la dimensione di uno strumento dell’economia, riconoscendo che gli Stati e la democrazia sono i soggetti legittimi della vita della società.

Dalla fine degli anni Settanta, con l’avvento della globalizzazione, si è imposto il dominio della versione neoliberista e finanziarizzata del capitalismo. Ciò comporta l’obbedienza universale al principio della società-mercato, che determina diseguaglianze strutturali abissali, precarizzazione dei lavoratori, sradicamento dei popoli, mortificazione dell’umanità intera e distruzione della natura. In questo processo complessivo di disgregazione la politica è stata snaturata e vampirizzata: il sistema dei partiti è del tutto riassorbito dentro la logica del Mercato. La destra esprime la variante peggiore del sistema perché unisce all’esecuzione dei dogmi del neoliberismo le manifestazioni del nazionalismo sovranista, del razzismo, del localismo gretto e del neofascismo. Il centrosinistra invece ne esprime la variante compensativa e ipocrita, adattandosi a convivere con l’aggressione del sistema neoliberista. Da questo punto di vista il centrosinistra è un sedativo, uno stabilizzatore del sistema, un propagatore dell’illusione che il mercato sia crescita, benessere e irrinunciabile modernità. Ma intanto continua nell’opera di privatizzazione di ogni cosa: imprese, servizi, beni comuni, istituzioni. La politica stessa viene privatizzata, dato che è gestita da ristretti gruppi di potere e da un sistema mediatico di manipolazione dell’opinione pubblica.

In questo scenario il Movimento 5 Stelle si limita a fare un mix dell’una e dell’altra tendenza, legittimandosi con l’ideologia tecnocratica che su ogni problema evoca la magica modernità della Rete come soluzione avanzata e super partes. Quindi le tre forze dominanti del circuito politico seguono l’idea della società-Mercato. Il risultato è che l’Italia e il mondo sono senza un cammino, senza futuro, senza progetto. Così, mentre purtroppo non manca mai chi comanda e fa vittime, ancora non possiamo contare su un’autentica sintesi politica democratica delle istanze, della creatività, dei bisogni, delle aspirazioni dell’umanità e delle esigenze poste dal mondo naturale.

L’unica via di riscatto e di liberazione si apre se le forze generative della società civile comprendono che sono unite dalla prospettiva della società-Comunità e la traducono nelle loro azioni, nei processi di mutamento culturale e di trasformazione sociale che coltivano. Sia chiaro: “comunità” non è un gruppo ristretto, perimetrato su base identitaria, etnica o di classe, di genere o territoriale. Non è “padroni in casa nostra”. “Comunità” è una relazione inclusiva universale, dove ognuno è accolto e riconosciuto, dove l’intero sistema delle relazioni (con sé, con gli altri, con le istituzioni, con la natura, con il senso o la verità della vita) è ritenuto prezioso. Il “principio Comunità” ispira la prassi del prendersi cura invece del dominare, dell’accompagnare invece dell’abbandonare, dell’accogliere invece dell’escludere, del risanare invece dell’aggredire. Tale principio è un criterio applicabile su scala locale, nazionale, continentale, mondiale. Per questo Maria Montessori parla della necessità di un’educazione cosmica. I gruppi, le associazioni, le reti e le comunità impegnate nell’altra economia hanno il compito di partecipare lucidamente al più ampio movimento che nel mondo sta coltivando il “principio Comunità”, radicando le loro buone pratiche nei processi trasformativi capaci di portarci fuori dall’incubo della società-Mercato.

Roberto Mancini insegna Filosofia teoretica all’Università di Macerata; il suo libro più recente è “Filosofia della salvezza. Percorsi di liberazione dal sistema di autodistruzione” (EUM, 2019) 

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