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Economia / Opinioni

Energia: la tutela che non ci protegge

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I clienti vulnerabili pagano più di quelli “silenti” e subiscono la volatilità dei prezzi. Mentre le telefonate invasive dei fornitori ci bombardano. La rubrica di Giacomo Prennushi

Tratto da Altreconomia 279 — Marzo 2025

La fine del mercato tutelato per l’energia elettrica avvenuta il primo luglio 2024 con il passaggio al “servizio di maggior tutela per i clienti vulnerabili” non ha portato nessuna novità rispetto al passato nella strategia di protezione dei consumatori più indifesi (persone con un’età superiore a 75 anni, soggetti in condizioni economicamente svantaggiate e soggetti con disabilità).

L’intervento effettuato dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) si è limitato alla riduzione delle spese fisse annuali per circa una ventina di euro, mantenendo inalterata la logica di fissazione del prezzo dell’energia, che viene aggiornato trimestralmente sulla base dell’andamento del mercato. Questa scelta di grande prudenza per lo Stato comporta il fatto che il cliente vulnerabile subisca la volatilità dei prezzi esattamente come tutti gli altri utenti.

La dimostrazione di un sistema mal concepito è rappresentata dal fatto che “i clienti deboli” pagano molto di più dei clienti “silenti”, cioè quelli che non hanno mai fatto una scelta verso il mercato libero e che sono stati traghettati in automatico verso lo schema delle tutele graduali. Il servizio a tutele graduali è garantito da venditori selezionati per zone territoriali attraverso specifiche procedure concorsuali al ribasso.

In alcune province i clienti otterranno addirittura uno sconto di duecento euro all’anno fino a metà 2027. Ed ecco che il governo è obbligato a effettuare un correttivo, che però non sistema le logiche di prezzo del servizio di tutela nel lungo periodo, ma permette ai vulnerabili di passare al mercato ponte delle tutele graduali fino al 30 giugno 2025, in quanto risulta molto più economico. Uno sguardo più attento e lungimirante avrebbe invece imposto ad Arera la definizione di un meccanismo di prezzo basato sulla stipula di contratti Power purchase agreements (Ppa) di medio/lungo termine, magari con produttori da fonti rinnovabili, a copertura del fabbisogno energetico dei clienti vulnerabili nel tempo, con garanzia fornita dallo stato, operando come gruppo di acquisto.

Ma anche i clienti del mercato libero non se la passano molto bene. La gran parte delle offerte prevede condizioni economiche valide solo per 12 mesi, con rinnovo dal tredicesimo; con questo schema le utilities propongono condizioni molto accattivanti all’inizio per poi recuperare margine negli anni successivi. Si è visto poi un aumento enorme dei costi fissi, spesso oltre i dieci euro al mese, situazione che premia i forti consumatori ma penalizza gli utenti più deboli e più efficienti.

Negli ultimi sei mesi l’aumento di prezzo della componente energia elettrica per i clienti vulnerabili è pari al 36%

Nella complessità delle bollette e delle comunicazioni il consumatore si trova spesso spiazzato e non capisce quanto stia realmente pagando. Tutti siamo poi oggetto di un bombardamento di telefonate non richieste, quasi sempre in corrispondenza di variazione del fornitore (switch), che mostra evidenti falle nel sistema, visto che l’operatore dispone di moltissimi dati sulla nostra fornitura.

È evidente una continua violazione del registro delle opposizioni, adesso attivo anche per i numeri di cellulare. Come si può intervenire per tutelare il cittadino? È necessario un potenziamento della sicurezza nella gestione dei dati da parte del Sistema informativo integrato e dei distributori locali.

Dovrebbe essere vietato il teleselling outbound (la vendita telefonica di contratti di fornitura di energia tramite call center) oppure limitato con l’obbligo alla registrazione dell’intera chiamata e riconoscimento del venditore. Infine ci vuole il coraggio di togliere temporaneamente o per sempre la licenza di vendita in caso di sanzioni in materia di privacy e mancato rispetto delle regole della concorrenza.

Giacomo Prennushi è un attento osservatore del mercato dell’energia, con una lunga esperienza nello sviluppo di nuove iniziative e nel marketing, maturata in alcune importanti realtà del mercato italiano, e una passione particolare per le energie rinnovabili e il digitale

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