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Veganuary, un mese per sperimentare un’alimentazione vegana

La campagna è nata nel Regno Unito ne 2014 e lo scorso anno i partecipanti sono stati più di 700mila. Un’iniziativa nata per accompagnare e sostenere le persone verso un’alimentazione plant based più rispettosa degli animali e meno impattante per il Pianeta. Per un cambiamento che possa durare nel tempo

Il lancio della campagna Veganuary a Milano a gennaio 2024 © Essere Animali

“Le piante fanno quello che non fanno i politici: migliorano la salute della popolazione” e “riducono l’impronta carbonica dell’Inghilterra”. Da qui l’invito: “Change Britain’s breakfast” sostituendo funghi e peperoni alle tradizionali uova con il bacon. Con questi slogan si è presentata agli abitanti del Regno Unito l’edizione 2024 di Veganuary, campagna di sensibilizzazione che da dieci anni invita i consumatori a sperimentare un’alimentazione vegana nel primo mese dell’anno: “Non è necessario aspettare le elezioni per votare a favore di un Pianeta più verde, di bollette alimentari più basse e di una salute migliore”.

Per partecipare a questa iniziativa è sufficiente registrarsi online per ricevere ogni giorno un’email con informazioni, consigli, ricette e suggerimenti per avvicinarsi a un’alimentazione vegana a partire dal “Seven days of revolutionary recipes”, un ricettario ricco di idee e humor: dal “Woke-or-not tofu scramble” alla “Peasful protest pasta”.

“La prima campagna è stata lanciata a gennaio 2014 su iniziativa di una coppia inglese dello Yorkshire, Matthew e Jane: da molti anni dedicavano il proprio tempo libero alla sensibilizzazione sull’importanza di adottare una dieta vegana -racconta ad Altreconomia Toni Verdelli, responsabile internazionale delle politiche e delle comunicazioni di Veganuary-. Si sono resi conto che c’erano molte realtà che illustravano i vantaggi di questa scelta, che denunciavano la sofferenza degli animali o i benefici per la salute. Quello che mancava era un’organizzazione che si dedicasse solo ad aiutare le persone ad affrontare questo cambiamento, dando consigli e suggerendo ricette”.

Da qui l’idea di dare vita a una vera e propria sfida: invitare le persone a mettersi in gioco e abbracciare un’alimentazione vegana per un mese intero fornendo indicazioni, consigli utili e ricette per iniziare questo cambiamento. Dall’unione tra vegan (vegano) e January (gennaio, il mese scelto per lanciare l’iniziativa) ha preso il via la prima edizione di Veganuary ormai dieci anni fa. “All’inizio Matthew e Jade pensavano che sarebbe stato un successo se 300 persone avessero partecipato all’iniziativa, ma le adesioni sono state dieci volte di più -racconta Verdelli-. I numeri hanno continuato ad aumentare anno dopo anno. Oggi siamo presenti in otto Paesi e in altrettanti abbiamo partner ufficiali”.

All’edizione 2023 hanno partecipato più di 700mila persone in tuto il mondo. E secondo le stime contenute nell’ultimo report fornito dall’organizzazione circa sei milioni di inglesi hanno partecipato a Veganuary da quando l’iniziativa ha preso il via nel 2014. “L’85% dei partecipanti non vegani ha ridotto il consumo di prodotti di origine animale mentre il 23% li ha eliminati del tutto -si legge nel documento-. La maggior parte ha indicato come fattore che lo ha spinto ad aderire all’iniziativa il benessere animale (62%). Altri hanno indicato la preoccupazione per l’ambiente (54%), la salute personale (46%)”.

Secondo i dati forniti da Veganuary, per ogni milione di persone che ha scelto di portare in tavola solo pasti vegani per 31 giorni sono stati risparmiati 6,2 milioni di litri d’acqua ed è stato possibile evitare l’emissione in atmosfera di 103mila tonnellate di CO2 equivalente. Verdelli evidenzia come un cambiamento dell’alimentazione (non necessariamente l’adozione di una dieta totalmente vegana) protratta nel tempo da parte di un numero ampio di persone permetta comunque di ottenere importanti risultati sul lungo periodo: “Pensiamo, ad esempio, alle emissioni di gas climalteranti generati dagli allevamenti intensivi e alla quantità di acqua e di risorse che vengono risparmiate”, sottolinea.

“Penso che uno dei punti di forza di Veganuary sia stato il fatto di incoraggiare le persone ad abbracciare un cambiamento -continua Verdelli-. Il messaggio che lanciamo è che si tratta solo di un mese, non c’è nulla da perdere nel fare un tentativo. Inoltre, abbiamo lavorato molto con le aziende per fare in modo che supermercati, ristoranti e bar avessero un’offerta di prodotti vegani a prezzi accessibili. Infine, non abbiamo un approccio giudicante: non esiste il vegano perfetto. Cedere alla tentazione di una barretta di cioccolato al latte non è un fallimento”.

Dal 2020 Veganuary è presente anche in Italia grazie all’organizzazione Essere Animali: “Siamo partner ufficiali -racconta Claudio Pomo-. Iscrivendosi sul nostro sito è possibile ricevere le ricette che abbiamo adattato al pubblico italiano, oltre a informazioni e consigli per adottare questa alimentazione. Gennaio, per molti, è il mese dei buoni propositi e noi accompagniamo chi decide di rinunciare alla carne e ai prodotti derivati dagli animali per arrivare al traguardo”.

I benefici di questa scelta sono molti sia per il per il singolo sia per la collettività: “La scelta di 700mila persone di scegliere un’alimentazione vegana ha innanzitutto degli impatti sul benessere di migliaia di animali -continua Pomo-. Non dobbiamo poi dimenticare il tema degli allevamenti intensivi, le cui emissioni hanno un impatto significativo sul clima e sono tra i responsabili della crisi climatica che stiamo vivendo. Ci sono poi benefici per la salute dei singoli, legati alla riduzione del consumo di carne rossa. Mettersi alla prova in occasione di Veganuary può essere uno stimolo al cambiamento, un primo passo nella giusta direzione senza darsi obiettivi troppo ambiziosi”.

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