Interni / Attualità

Un incendio distrugge il ristorante Moltivolti a Palermo. Parte la raccolta fondi

A fine gennaio le fiamme hanno devastato il locale simbolo di Ballarò. È un progetto nato nel 2014 che oggi impiega 35 persone provenienti da 12 Paesi diversi. In questi anni è stato “casa” di decine di associazioni palermitane e ha visto nascere progetti di inclusione sociale. Ecco come sostenerlo

Il team di Moltivolti, nel locale palermitano lavorano 35 persone provenienti da 12 Paesi diversi @Moltivolti

Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 gennaio un incendio ha distrutto Moltivolti, impresa sociale, coworking e ristorante “siculo-etnico” che da anni lavora nel quartiere palermitano di Ballarò, a pochi passi da Piazza Santa Chiara. Le prime perizie hanno escluso che si tratti di un incendio di origine dolosa, ma i danni sono ingenti e potrebbero metter a rischio il futuro di tutto il progetto che oggi dà lavoro a 35 persone provenienti da 12 Paesi diversi.

Arredi, tavoli, sedie, impianti, macchinari e le opere del pittore Igor Scalisi Palminteri che ha ritratto sui muri del locale i volti dei soci, dei lavoratori, dei clienti più affezionati oltre a quello di don Luigi Ciotti. “Siamo sconvolti da quanto accaduto, ma come sempre la nostra comunità ci sorprende con un sostegno immediato e straordinario -commenta Claudio Arestivo, a nome dei soci di Moltivolti-. Dalle prime ore del mattino siamo stati inondati di messaggi di solidarietà da parte di tantissime persone per cui Moltivolti rappresenta molto di più che un semplice ristorante. Non sentirci soli ci aiuta ad affrontare questo terribile evento. Al momento la priorità è riuscire a tutelare i nostri lavoratori e la comunità. L’urgenza è quella di riaprire prima possibile e rimetterci all’opera. Una realtà come Moltivolti non può permettersi di aspettare tempi tecnici troppo lunghi per la riapertura, perché a rischio c’è il futuro di molte persone. In un momento drammatico in cui la crisi economica attanaglia tutti noi rimanere chiusi per mesi sarebbe disastroso”.

Perché Moltivolti è molto di più di un “semplice” ristorante dove gustare piatti della tradizione afghana, senegalese, tunisina o bengalese (oltre alle ricette palermitane). “La provocazione che abbiamo lanciato nel 2014, quando abbiamo dato vita al progetto, è stata mostrare come la diversità può essere messa a valore e diventare un’offerta culturale e commerciale sostenibile. Un paradigma esattamente contrario a chi nella diversità vede una costante minaccia -spiega Arestivo-. Il cibo è lo strumento che meglio ci permette di far conoscere questa diversità. Al ristorante abbiamo aggiunto uno spazio di coworking, dove trovano sede diverse associazioni non profit che lavorano nel quartiere di Ballarò”.

All’interno dei locali di Moltivolti, sono nate campagne e iniziative per la tutela dei diritti dei più fragili e il progetto di “Mediterranea saving humans”. Qui hanno sede l’associazione Libera e il circolo Arci Porco Rosso. Oltre alle tante organizzazioni formate da persone migranti che vivono a Palermo e che usavano gli spazi del coworking e del ristorante per i propri incontri. Qui, pochi mesi fa, è nata la campagna di solidarietà che ha permesso di far fuggire dall’Afghanistan e accogliere a Palermo la famiglia di Shapoor Safari, uno dei cuochi di Moltivolti: dieci persone, tra cui sei donne e due bambini.

I locali del ristorante “etnico-siculo” Moltivolti devastati dall’incendio divampato nella notte tra sabato 29 e domenica 30 gennaio 2022 © Moltivolti

“La solidarietà che stiamo raccogliendo in questi giorni arriva proprio da tutti questi gruppi che negli anni ci hanno frequentato e hanno preso vita nei nostri spazi: ciascuno di loro considera Moltivolti la propria casa. Adesso questa casa è bruciata -spiega Arestivo-. Quello che non ci scoraggia e ci dà la forza di andare avanti è il sostegno che stiamo ricevendo in queste ore così difficili. È la dimostrazione che in questi anni abbiamo costruito una comunità che va al di là di quattro mura”.

Quelle che dovranno fermarsi, almeno temporaneamente, sono le attività di inclusione lavorativa rivolte a richiedenti asilo e giovani dell’area penale. Così come dovrà interrompersi il percorso di informazione informativa rivolto a 40 ragazzi migranti. Difficile, in questo momento, fare una stima dei danni: quello che è certo è che l’incendio arriva in un momento particolarmente difficile per Moltivolti. Negli ultimi due anni l’attività del ristorante aveva subito tutte le limitazioni legate alle misure di contenimento del Covid-19, ulteriormente aggravate dal recente rincaro dei prezzi del gas e dell’energia. “Per il mese in corso avremo bisogno di 100mila euro per non affondare e per poter ripartire”, spiega Claudio Arestivo. “Per consentire un recupero immediato dell’attività lavorative e sociali di Moltivolti con la rete di Libera abbiamo deciso di far partire immediatamente una raccolta fondi -spiega Carmelo Pollichino, presidente Libera Palermo- per convogliare la solidarietà di tutte la rete dei sostenitori, fatta di associazioni, enti privati e singoli cittadini che in queste ore hanno dimostrato grande attenzione per l’accaduto”.

Al momento è possibile donare sul conto corrente di Libera Palermo. Ecco le coordinate:

CONTO CORRENTE: Libera Palermo
IBAN: IT27J0501804600000011253176
FILIALE: Banca Popolare Etica Palermo
CAUSALE: Sostegno Moltivolti Palermo

© riproduzione riservata

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Altreconomia per non perderti le nostre inchieste, le novità editoriali e gli eventi.