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Si riaccendono le luci dell’Astra, il cinema salvato dai cittadini

L'esterno del cinema Astra di Como © Francesca Caminada

Era l’unica sala ancora attiva a Como e nel 2019 è stata chiusa. Ma un gruppo di persone non si è arreso e grazie a una campagna di crowdfunding lo ha ristrutturato e riaperto. Una sfida (vincente) al modello dei multisala

Tratto da Altreconomia 258 — Aprile 2023

“Quello che è successo è qualcosa di inaspettato. Anche i più ottimisti non immaginavano un risultato così: la città ha capito che questo spazio non è un giocattolo ‘nostro’ ma vogliamo metterlo a disposizione della comunità”. Ancora incredulo, il presidente della cooperativa Astra 21 Michele Luppi preferisce essere prudente: nonostante la sfida di riaprire uno storico cinema nel centro di Como sia già stata vinta a inizio dicembre 2022, con la prima proiezione, la partita è ancora lunga. O forse, i risultati raggiunti erano talmente inimmaginabili che l’incredulità ancora prevale. “Chi scommetterebbe oggi su un cinema? Razionalmente forse nessuno. Ma quel luogo, per noi, per la città, era troppo importante e non potevamo non provarci”, sottolinea Luppi.

Siamo in pieno centro storico. Qui, in viale Giulio Cesare, all’interno degli spazi di una parrocchia, nel 1968 è stato aperto l’Astra. Ai tempi quella sala era una delle circa dieci presenti nella Convalle, come viene chiamato il “cuore” della città affacciata sul lago. Ma con il passare degli anni è rimasta l’unica superstite fino all’estate 2019: la necessità di svolgere lavori per la messa a norma costringono l’associazione che lo gestiva ad arrendersi. Servono circa 230mila euro -che non ci sono- e nessuno vuole prendersi in carico un intervento così oneroso.

Da un punto di vista puramente economico, dati sulla salute del cinema italiano alla mano, è difficile pensarla diversamente: nel 2019 Cinetel (società specializzata che monitora le sale di tutta Italia) ha registrato 97,5 milioni di presenze. Quasi 12 milioni in meno rispetto al 2010, con una conseguente perdita di incasso nello stesso periodo di circa 100 milioni di euro. In particolare, i 635 milioni di euro di ricavi messi a bilancio dai gestori dei cinema nel 2019 arrivano in larga parte dalle attività dei grandi multisala: i complessi con più di sette schermi, poco più del 10% del totale, registrano più della metà delle presenze (55%) e soprattutto degli incassi, pari a 351 milioni di euro. Numeri eloquenti, sufficienti per decretare la fine del cinema Astra. Ma una decina di persone non accettano che questo spazio -storico luogo di aggregazione cittadino- venga trasformato in un ristorante, in un negozio o in appartamenti di lusso da mettere in affitto e decidono così di unire le forze.

La sala del cinema Astra di Como con 200 posti a sedere © Francesca Caminada

Il project manager Marco Fumagalli vince alcuni bandi (uno di Regione Lombardia e un secondo di Fondazione Cariplo) raccogliendo circa 120mila euro. A inizio dicembre 2020, però, ne mancano all’appello circa 75mila: ancora troppi per la proprietà dell’edificio che lascia però carta bianca a chi vuole provare a trovarli. “Abbiamo convocato una conferenza stampa all’interno del cinema: ricordo ancora oggi il freddo gelido perché fuori nevicava -continua Luppi-. Abbiamo spiegato la situazione e chiesto alla città se era interessata a salvare questo cinema oppure no”. Il tempo era poco (circa due mesi) e l’obiettivo della campagna “SalviAmo il cinema Astra” ambizioso, soprattutto perché non si vedevano all’orizzonte grandi donatori. “Con piccoli ma numerosi contributi abbiamo addirittura superato quella cifra raccogliendo oltre 80mila euro”, sottolinea il presidente di Astra 21, cooperativa nata proprio con l’obiettivo di gestire il cinema rinato.

“Chi scommetterebbe oggi su un cinema? Razionalmente forse nessuno. Ma quel luogo era troppo importante e non potevamo non provarci” – Michele Luppi

L’obiettivo iniziale era riaprire le sale in meno di un anno ma il Covid-19 ha rallentato i lavori ripresi però a pieno ritmo a inizio 2022. E dopo una prima proiezione il 7 dicembre, una maratona di film a prezzi popolari dieci giorni dopo ha definitivamente restituito la sala da 200 posti alla città, anche grazie al contributo della società di distribuzione Pga, che ha creduto nel monosala fin da subito. Nell’estate 2023 è previsto un intervento per riaprire la galleria portando così la capienza a 350 posti. La nuova gestione è coordinata da Nicola Curtoni che ha maturato esperienza in Francia prima di ritornare “a casa” per contribuire a rendere sostenibile il futuro del progetto. “Un cinema particolare -sottolinea Luppi- perché la programmazione è partecipata dal basso e non calata dall’alto: gli oltre 35 soci dell’associazione ‘Amici dell’Astra’ non aiutano solo nella gestione della sala ma discutono con noi quali film proiettare”. La risposta di pubblico è stata al di sopra delle aspettative.

“Io credo che i giovani non vadano al cinema non perché non gli piaccia, ma perché spesso non lo hanno mai fatto” – Michele Luppi

Il punto di forza dell’Astra prima della chiusura era il cineforum, che oltre alla proiezione di una pellicola prevede a seguire un dibattito tra i presenti. Nel business plan per il rilancio dell’attività erano previsti 350 iscritti ma a oggi sono oltre 700 persone che, tessera alla mano, si presentano settimanalmente in viale Giulio Cesare. Il pubblico è vario: le proiezioni pomeridiane sono tornate a essere per gli anziani un appuntamento fisso; così come per le famiglie l’Astra kids del sabato pomeriggio dedicato ai più piccoli. Ma in sala cominciano a vedersi anche un po’ più di giovani. “Abbiamo proposto un prezzo speciale: 22 euro per un anno, circa un euro per film. Sta funzionando. Io credo che non vadano al cinema non perché non gli piaccia, ma semplicemente perché spesso non lo hanno mai fatto”.

Un’immagine d’epoca dell’Astra scattata nel 1968, anno della sua inaugurazione.
Il cinema è rimasto in attività fino al 2019. Dopo quasi tre anni di chiusura è stato riaperto grazie all’impegno di una decina di cittadini che non si sono rassegnati a perderlo © Archivio Cinema Astra

Secondo Luppi con l’Astra a Como si sta riscoprendo una “fondamentale funzione sociale del cinema soprattutto in una città in cui ci sono sempre meno spazi pubblici, nel senso più profondo del termine”. E così, la sala è diventata anche occasione per parlare di temi importanti. Il 10 febbraio è stato proiettato in collaborazione con la Caritas locale “Trieste è bella di notte”, il film di Andrea Segre, Stefano Collizzolli e Matteo Calore sui respingimento al confine italo-sloveno realizzato con il contributo di RiVolti ai Balcani, di cui Altreconomia è partner, ha fatto registrare il tutto esaurito. Il 21 marzo, in occasione della tradizionale Giornata della memoria e dell’impegno in collaborazione con il presidio locale di Libera contro le mafie è andato sullo schermo “Il padrino e lo scrittore”, un documentario di Marco Tagliabue che racconta le infiltrazioni della ‘ndrangheta nel Canton Ticino. “Appuntamenti decisivi con cui vogliamo dimostrare che il cinema non è un giocattolo nostro -conclude Luppi-. Ma uno spazio da mettere a disposizione di tutti”.

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