Altre Economie / Approfondimento

Quando gli affari si fanno in compagnia

Si chiama Compagnia delle Opere il braccio economico di Comunione e Liberazione. L’elenco degli iscritti offre uno spaccato dell’economia lombarda 

Tratto da Altreconomia 126 — Aprile 2011
Per conoscere la Compagnia delle Opere (Cdo), il braccio economico del movimento religioso Comunione e Liberazione (Cl), non bisogna andare alla messa di monsignor Mauro Inzoli, presidente del Banco Alimentare, membro del direttivo locale della Cdo di Crema-Cremona e Lodi e del consiglio direttivo nazionale. 
 
Per capire come funziona il sistema economico dell’area ciellina, bisogna spostarsi in provincia, andare a conoscere le imprese che fanno parte della Cdo, capire chi comanda in questo momento, chi ricopre ruoli chiave. 
 
La mappa del potere economico è l’annuario dei soci della Cdo, un elenco difficilmente reperibile a chi non è socio dell’organizzazione. Sappiamo che in Italia sono oltre 34mila imprese e più di mille le organizzazioni no profit aderenti alla Cdo. Gestiscono un giro d’affari di circa 70 miliardi l’anno. Il sistema coinvolge oltre 500.000 persone tra addetti alle imprese e operatori del settore. Un universo che in Lombardia si traduce in potere politico e controllo del territorio. La Cdo ha messo una bandierina sulla cartina della Lombardia, istituendo sedi locali nell’Alto Milanese, a Bergamo, a Brescia, a Lecco, a Pavia, a Saronno e a Varese. Abbiamo potuto leggere l’elenco 2010 dei membri della Cdo in una delle “fortezze” lombarde, quella di Crema-Cremona-Lodi. 
 
È solo uno spaccato, ma una lente d’ingrandimento su quest’area serve a decodificare il funzionamento del sistema della Cdo. Tra il Serio, l’Adda e il Po, la Compagnia delle Opere è nata nel 2001 come Cdo Lombardia Sud Est, e diventa in seguito sede di Crema-Cremona e Lodi. Ha uffici in via 4 Novembre, a Crema, dove lavorano quattro persone compreso il direttore. Attualmente, sono iscritti 308 soci. 
Di questi, 178 sono imprese che hanno attività in provincia di Cremona: a Crema, Offanengo, Vailate, Bagnolo Cremasco, Trescore Cremasco, Sergnano, Pandino, Cremosano, Palazzo Pignano, Castelleone, Moscazzano, Chieve, Madignano, Montodine, Pianengo, Romanengo, Pieve d’Olmi, Gerre de’ Caprioli. Altri 71 soci sono della provincia di Lodi: sono presenti a Casalpusterlego, a Sant’Angelo Lodigiano, a Somaglia, a Pieve Fissiraga, a Turano Lodigiano, a Villanova Sillaro, a Zelo Buon Persico, a Corte Palasio, a Massalengo, a Lodi Vecchio. 
Il resto sono imprese del piacentino. 
 
La Cdo è un po’ ovunque: dal paese più piccolo ai capoluoghi di provincia. E sfogliando il documento si scopre, ad esempio, che a realizzare gli impianti meccanici ed elettrici in alcune zone colpite dal sisma in Abruzzo lo scorso 6 aprile, precisamente nei cantieri di Bazzano, Tempera, Roio e Paganica, alle porte de L’Aquila, sia stata l’Idraulica Ferla Multiservice di Credera Rubbiano (Cr). L’impresa, affiliata alla Cdo, si è aggiudicata la gara d’appalto indetta dal ministero dell’Interno e dalla Protezione civile per il Progetto C.a.s.e., in collaborazione con il Consorzio Consta, il cui direttore generale è stato nel 2006 presidente della Cdo del Nord Est. Il Consorzio Consta riunisce la galassia che fa capo alla Compagnia delle Opere (da Mattioli a Ste Energy, dalle cooperative sociali Giotto e Tintoretto a Geobasi). 
A guardare con attenzione le vicende di provincia si scopre che a Cremona il Presidente dell’amministrazione provinciale Massimiliano Salini (di area Cl) ha nominato responsabile della comunicazione il fratello Rossano, anch’egli di Cl. È poi, una notizia recente, che ad occuparsi dei buoni pasto della Provincia e del Comune di Cremona -il cui vice sindaco Carlo Malvezzi è simpatizzante di Cl-, sarà la Edenred Italia. Alessia Manfredini, consigliere comunale del Pd, ha pubblicamente affermato che “la Edenred appartiene alla Cdo”. Pronta la smentita della società: “Edenred Italia, nonché il Gruppo Edenred International in generale, non è proprietà di Compagnia delle Opere e non è in alcun modo riconducibile all’Associazione”. Resta da capire come mai Edenred stessa, in un documento sulla responsabilità sociale del gruppo datato settembre 2010, affermasse di aderire alla Cdo.
 
Fino a luglio 2010 colui guidava la Compagnia delle Opere del territorio di Cremona-Crema e Lodi è stato un uomo ben conosciuto: Claudio Cogorno. Il suo nome compare nell’annuario dei soci 2010 a pagina 47, sotto la dicitura “Dacla Sas di Claudio Cogorno, attività di consulenza commerciale”. Membro del consiglio direttivo nazionale dal 1992 e dell’esecutivo locale (dove resterà), nel 1991 ha fondato la Icos (Impresa per la cooperazione e la sussidiarietà), di cui è stato presidente e amministratore delegato fino al 2008. È vice presidente del Banco Alimentare. Nella sanità privata (e convenzionata con la Regione), Cogorno è stato presidente di Arkimedica, società quotata in Borsa: 45 strutture sanitario-assistenziali, per un giro d’affari complessivo di 200 milioni di euro. Una sottolineatura: Cogorno è stato eletto presidente di Arkimedica il 29 aprile 2009, ed è rimasto in carica sino al 31 dicembre 2009 (oggi ricopre l’incarico di amministratore delegato). Ad agosto ha dato l’annuncio delle sue dimissioni dalla Cdo di Crema. Ufficialmente “per motivi di lavoro”. Al suo posto è arrivato Angelo Pizzocri, già assessore nella giunta di centro sinistra di Walter Donzelli, consulente del lavoro nello studio associato Diana-Sottili-Pizzocri di Crema. Dalle province di Cremona e Lodi arrivano a Milano, al Pirellone, anche due uomini di Roberto Formigoni: Giovanni Rossoni di Offanengo (Cr) e il lodigiano Andrea Gibelli. Rossoni, assessore all’Istruzione, formazione e lavoro è anche presidente del comitato regionale Artigiancassa, la banca che ha come business la gestione dei fondi pubblici a favore dello sviluppo e del finanziamento del settore artigiano. È alla quinta legislatura in Regione Lombardia ed è stato nella precedente tornata il vice di Formigoni. Non manca mai al meeting di Rimini. Durante il suo mandato a Crema sono arrivati 4,5 milioni di euro per costruire una scuola privata. La Regione Lombardia, ricevuta la richiesta di finanziamento dalla Fondazione Charis, ha stanziato i soldi in due settimane. Inutili le rivolte degli insegnanti e dei partiti di centro sinistra del territorio che hanno organizzato dibattiti e mostre per evidenziare i problemi della scuola pubblica e il “dono” della Regione alla scuola privata. Il cantiere è aperto e nel giro di breve tempo la Fondazione avrà la sua scuola. Vicini a Comunione e Liberazione e alla Compagnia delle Opere sarebbero anche tutti i direttori d’ospedale nominati da Formigoni che si è giustificato dicendo: “Un conto è la spartizione delle poltrone, un altro è la scelta di uomini di fiducia”. La longa manus del presidente e di Cl arriva così nelle Province dove sulle poltrone da “numero uno” degli ospedali siedono uomini vicini alla Compagnia delle Opere. 
 
La Cdo spunta però anche nell’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale del Gip Giuseppe Gennari relativamente all’arresto di Ivano Perego, presidente della Perego General Contractor (vedi Ae 120), la ditta che ha avuto in subappalto da Cosbau i lavori per il raddoppio della provinciale Paullese nel tratto Crema-Spino d’Adda. Secondo gli inquirenti, Perego sarebbe stato stato l’anello di congiunzione tra il mondo degli appalti e il boss calabrese Salvatore Strangio. Un’accusa che si fonda sulle intercettazioni disposte dai magistrati Ilda Boccassini e Giuseppe Pignatone. In quelle carte emerge che Perego, il 4 aprile del 2009, sarebbe stato invitato alla “Giornata della sussidiarietà” organizzata dalla Compagnia delle Opere di Milano al World Join Center in viale Papa, nel capoluogo lombardo. Al termine della manifestazione Perego si sarebbe sentito telefonicamente con Andrea Pavone, amministratore di fatto della società (anch’egli arrestato), e in termini entusiastici lo avrebbe informato, oltre dell’esito della manifestazione, anche della presenza di politici di rilievo. Ivano Perego avrebbe esternato l’intenzione di iscrivere la “Perego” alla Cdo. Le carte, e gli affari, si intrecciano. Insieme agli uomini politici ci sono i vescovi, presidenti di Banche ma soprattutto le aziende.
Riprendiamo in mano il nostro elenco: scorrendo i nomi dei soci della Cdo, i settori che vedono il maggior numero di iscritti nella Lombardia Sud Est sono quello manifatturiero, i servizi (farmacisti, avvocati, agenzie di viaggi, consulenza sanitaria, agenzie di pratiche automobilistiche, imprese di pulizie) e quello delle costruzioni, che registrano rispettivamente 71, 60 e 57 soci. Segue l’agroalimentare, che ha 40 soci iscritti. Lo schedario comprende anche chi si occupa di telecomunicazioni e tecnologia (grafici, giornalisti, consulenti informatici), con 34 imprese. Infine l’impresa sociale (22). Spiccano il nome della Star, la Società trasporti automobilistici regionali di Lodi che gestisce la maggior parte delle linee pubbliche nel lodigiano; del centro medico privato polispecialistico Medical Center Srl di Lodi. Nel cremonese balza all’occhio, invece, il Consorzio casalasco del pomodoro a Rivarolo del Re. 
 
Nella lista anche l’organizzazione non governativa Pobic, associazione umanitaria operante nei Paesi in via di sviluppo con progetti di formazione professionale per disabili. Numerose sono anche le aziende, le cooperative sociali e i servizi di consulenza che vanno sotto il capitolo della sanità privata: dalla Faber Srl, che fa consulenza finalizzata alla realizzazione e gestione di cliniche, case di cura e case di riposo, alla Isac Spa, l’Istituto italiano per la sanità, la sicurezza e l’ambiente che ha sede a Lodi in piazza Godetti, alla Pharmatec che produce disinfettanti, alla Cla Spa che fornisce arredi ospedalieri e per le case di riposo alla Cbm di Torre de’ Picenardi e la cooperativa sociale Hospital service di Crema.
Spostandosi poco più a Nord, nel bresciano, ha grande rilievo il Consorzio delle cooperative sociali “Gruppo Fraternità”, nato da un’iniziativa di don Corrado Fioravanti. Con lui, negli anni Novanta, era possibile entrare con tranquillità al quartier generale della Lega Nord, in via Bellerio a Milano. Il prete di Pioltello (Mi) aveva accesso addirittura allo studio privato di Umberto Bossi. Oggi il gruppo Fraternità ha due rami importanti nel panorama bresciano, Fraternità Sistemi e Fraternità Servizi, che trova rappresentanza nel consiglio della Cdo di Brescia con Massimo Cavagnini, vice presidente e direttore rete servizi e associati della Compagnia delle Opere dal 2009, e già amministratore delegato di Fraternità Giovani. 
 
 
 
cdo, mutua collaborazione e assistenza 
La Cdo “è un’associazione imprenditoriale di rilevanza nazionale e non lucrativa che intende promuovere lo spirito di mutua collaborazione e assistenza tra i soci, per una migliore valorizzazione delle risorse umane ed economiche, nell’ambito di ogni attività esercitata sotto forma di impresa, sia profit sia non profit”. Questa la descrizione ufficiale. In altre parole, la Cdo è il braccio finanziario di Cl, il movimento ecclesiale fondato nel 1954 da don Luigi Giussani. La Cdo è sorta per libera iniziativa di giovani laureati e adulti di Cl e non: oggi è una super-lobby con interessi in affari, nella finanza e nella politica. 
 
Ma come si fa ad entrare nella lista dell’organizzazione ciellina? Va fatta una richiesta ufficiale attraverso un modulo in cui si chiede che l’impresa sia ammessa, in qualità di socio, all’associazione Compagnia delle Opere, alla Federazione dell’impresa sociale Compagnia delle Opere (Cdo Impresa Sociale), con sede a Milano in via Melchiorre Gioia 181, e all’associazione Compagnia delle Opere locale. Il legale rappresentante dichiara di “assumersi l’impegno a osservare scrupolosamente gli statuti di dette associazioni e a prendere atto che l’importo versato comprende le quota associativa all’associazione Compagnia delle Opere che ammonta a 55 euro, comprensivo del costo dell’abbonamento al Corriere delle Opere”. Questo almeno sulla carta. In realtà basta vedere il sito della Cdo di Brescia (www.brescia.cdo.it )per scoprire che il consiglio direttivo ha stabilito quote associative che vanno dai 200 euro per i gruppi ai 3.000.000 per i soci sostenitori. 

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