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Più operazioni finanziarie sospette: occorre stare in allerta

Nel 2020 crescono le segnalazioni legate al riciclaggio di denaro. Preoccupano in vista dell’arrivo dei soldi del Recovery plan. La rubrica di Pierpaolo Romani di Avviso Pubblico

Tratto da Altreconomia 240 — Settembre 2021
© Sara Kurfess-Unsplasg

In un tempo storico in cui, per affrontare la crisi generata dalla pandemia, anche in Italia sta per arrivare una mole consistente di soldi da parte dell’Unione europea, vale la pena prestare attenzione a quanto è stato riferito in un recente comunicato stampa del “Policy department for budgetary affairs” del Parlamento europeo, in cui si afferma che ogni anno si può stimare che la criminalità organizzata sottragga risorse pubbliche al bilancio europeo per un valore che oscilla tra 1,9 e 2,6 miliardi di euro. Il tutto mediante il compimento di truffe e di frodi cui, aggiungiamo noi, è molto probabile che si celino anche azioni di riciclaggio di denaro di origine illecita.

In Italia, il 24 giugno 2021, l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia (Uif) ha pubblicato il Rapporto annuale sull’attività svolta nel 2020 nel contrasto alle attività di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. Nelle oltre 140 pagine che compongono il Rapporto, la Uif rileva come lo scorso anno le segnalazioni di operazioni sospette (Sos) siano state 113.187, ovvero 7.400 in più rispetto al 2019, facendo registrare un aumento del 7%. L’aumento è ascrivibile interamente a sospetti di riciclaggio, mentre le Sos di finanziamento del terrorismo sono diminuite a 513 unità. Altri dati che registrano un trend in crescita sono quelli relativi alle segnalazioni afferenti alla criminalità organizzata, quantificabili nel 18% del totale esaminato dalla Uif, unitamente ad un significativo spostamento dell’azione criminale sulle frodi collegate al trading online, all’e-commerce e all’offerta di criptovalute.

Un focus la Uif lo ha riservato alle segnalazioni per operazioni sospette connesse alla pandemia. Nel 2020 sono state 2.277, per un valore superiore agli otto miliardi di euro. Dietro queste segnalazioni si nascondono operazioni legate alla compravendita di materiale sanitario e di dispositivi di protezione individuale cui si sono aggiunti, successivamente, l’erogazione e l’utilizzo incongruo di finanziamenti garantiti o contributi a fondo perduto.

113mila sono le operazioni finanziarie sospette esaminate dall’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia nel corso del 2020.

Per quanto concerne le principali forme tecniche delle operazioni finanziarie sospette la Uif evidenzia i bonifici bancari nazionali, le operazioni con carte di credito e moneta elettronica, i money transfer e i pagamenti in contanti. Le prime tre regioni per numerosità di Sos sono state la Lombardia (19.632), il Lazio (14.329) e la Campania (14.175), seguite da Veneto, Sicilia ed Emilia Romagna. Dal punto di vista della tipologia dei segnalanti, le banche e le poste detengono il primato (67% delle segnalazioni), seguite dagli intermediari finanziari (23,6%). Con un netto distacco, seguono gli operatori del comparto del gioco (5,1%) e i professionisti (3,2%). Solo 47 sono state le segnalazioni pervenute dalla Pubblica amministrazione.

Nell’ambito dell’analisi strategica, in collaborazione con gli organi investigativi, la Uif ha sviluppato un indicatore sul rischio di infiltrazione delle imprese da parte della criminalità organizzata.  In seguito alla crisi pandemica, l’indicatore è stato utilizzato per individuare anomale concentrazioni di finanziamenti assistiti da garanzie pubbliche presso singoli intermediari. L’applicazione dell’indicatore dovrebbe contribuire a individuare contesti criminali di potenziale interesse e anomale concentrazioni, presso singoli intermediari, di finanziamenti con garanzia pubblica in favore di imprese ad alto rischio di infiltrazione per successivi approfondimenti.

Pierpaolo Romani è coordinatore nazionale di “Avviso pubblico, enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie”.

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