Cultura e scienza / Recensioni

La pagina dei librai (da Altreconomia 213)

Le recensioni pubblicate su questo numero di Altreconomia sono a cura di Giorgio Gezzi, della libreria “Arcadia” di Rovereto (TN)

Tratto da Altreconomia 213 — Marzo 2019
© libreria arcadia

Arcadia” è una libreria “trasparente”, molto aperta alle idee altrui, costruita intorno alla convinzione che i librai siano anzitutto dei lettori e le librerie luoghi di socializzazione, in cui fare comunità e spendere bene anche solo del tempo. Nata nel 1993 a Roma,  si è trasferita a Rovereto nel febbraio del 2016, investendo in incontri e rassegne ( oltre 400 organizzate ) ed ascoltando le opinioni e le esigenze dei lettori di ogni età. Ad animarla le libraie Monica Dori e Marta Panizza. Le recensioni di questo numero sono a cura di Giorgio Gezzi.

Romanzo familiare
Racconto del caos da cui veniamo
Il precedente libro di Tiffany McDaniel creò un vivace passaparola fra i lettori: “L’estate che sciolse ogni cosa” era incredibilmente diverso da ogni libro pubblicato recentemente. Come “Dummy” dei Portishead, per fare paragoni musicali. Al punto che alla pubblicazione de “Il caos da cui veniamo” serpeggiava il timore di restare delusi. E invece, questa ragazza dell’Ohio dimostra di avere una scrittura paragonabile alla voce di Tom Waits: un registro roco e melodico, con il quale sa dire cose dure e dolci alla stessa, incredibile maniera. L’autrice racconta la storia della sua famiglia materna, sullo sfondo dei monti Appalachi tra gli anni Cinquanta e Sessanta del 900: un padre di origine pellerossa destinato diventare il cardine attorno a cui ruota tutta la famiglia, una madre tratteggiata in maniera impeccabile e i suoi tanti fratelli. Sono loro il “caos” a cui il titolo fa riferimento: disfuzionali, ma necessari.

Il caos da cui veniamo, Tiffany McDaniel, Atlantide, pp. 427, euro 28,00

America Latina
Ritorno dall’esilio ed eroi sconfitti
Mario Benedetti (1920-2009) è stato uno dei maggiori narratori e poeti sudamericani del 900. E se il suo nome non è sulla bocca di tutti i lettori è solo perché suona troppo “italiano”. Il suo romanzo breve “La tregua”, uscito in Italia nel 2015, è un piccolo classico entrato nei favori dei lettori che amano la buona scrittura. Uruguaiano come il suo protagonista, Benedetti racconta la storia di un ritorno dopo dodici anni trascorsi in Spagna, in esilio, al riparo dalle bruttezze e meschinità della dittatura.
Al centro del libro, carico di nostalgie, un’elegante storia di utopie giovanili e disillusioni, rancori sopiti e affetti dispersi. Un libro da non perdere se vi piace l’America del Sud cantata da Osvlado Soriano e se i suoi eroi sconfitti -Bolivar, Marì, Sandino, Che Guevara- vi sono rimasti nel cuore.

Impalcature, Il romanzo del ritorno“, Mario Benedetti, nottetempo, pp. 329, euro 16,00

Sogno americano
Un autore fuorilegge
Lee Maynard è stato un autore fuorilegge: “Lontano da Crum” (recentemente ripubblicato in Italia da Mattioli 1881, dopo una precedente edizione quasi clandestina della Barney) veniva venduto sottobanco in molte puritanissime librerie americane che si scandalizzavano per il suo contenuto. Pubblicato nel 1985, il romanzo è ambientato a Crum, piccolo paesino tra West Virginia e Kentucky dove Maynard è nato e cresciuto. Nelle sue pagine (melanconiche e al tempo stesso esilaranti) l’autore racconta il momento in cui si rende conto di come per lui, nella sua piccola e noiosa città natale, il sogno americano non arriverà mai. Maynard decide così di mettere in atto una serie di dinamiche per esserne cacciato. Riuscirà nel suo intento: sarà bandito da Crum da una legge comunale che gli impedisce di rientrarvi e soggiornarvi proprio per il contenuto di questo libro, che sembra scritto da un Mark Twain cresciuto leggendo Palaniuk. O viceversa.

Lontano da Crum, Lee Maynard, Mattioli 1885, pp. 204, euro 15,00

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