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Economia / Attualità

“No alla soppressione dell’Osservatorio per il contrasto all’azzardo”

La campagna Mettiamoci in gioco e la Consulta nazionale antiusura esprimono la loro “ferma contrarietà all’impostazione che il governo ha seguito in merito al riordino del comparto del gioco d’azzardo”. E contestano la soppressione dell’organismo che verrà sostituito da una Consulta permanente presso il ministero dell’Economia

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La campagna Mettiamoci in gioco e la Consulta nazionale antiusura San Giovanni Paolo II esprimono la loro “ferma contrarietà all’impostazione che il governo ha seguito in merito al riordino del comparto del gioco d’azzardo”. A preoccupare le due organizzazioni è soprattutto la soppressione dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave, costituito presso il ministero della Salute. Al suo posto verrà istituita una Consulta permanente dei giochi pubblici presso il ministero dell’Economia. “Il provvedimento è contenuto nella delega fiscale approvata a dicembre dal governo -spiega ad Altreconomia Emiliano Contini, referente del gruppo azzardo per il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca)-. La creazione di questo nuovo organismo di fatto elimina la presenza del terzo settore e affida completamente il monitoraggio del fenomeno a questa consulta, di cui ancora non si conoscono i membri”.

Per la campagna Mettiamoci in gioco e per la Consulta antiusura si tratta “di un deciso passo indietro perché questo cambiamento pone ancora di più in primo piano l’aspetto economico dell’azzardo e non il diritto alla salute del cittadino”. Inoltre, in tale nuovo organismo, troverebbero posto anche i rappresentanti del comparto dell’azzardo, pregiudicando ancor di più il raggiungimento dell’obiettivo di difendere la salute dei cittadini.

“Ciò che sembra prevalere in tale impostazione sono gli interessi dell’erario e quelli della filiera che gestisce l’offerta di azzardo -concludono le due realtà- mentre non sono adeguatamente considerati tutti i rischi sanitari e sociali di un settore fuori controllo che l’anno scorso ha fatturato oltre 150 miliardi di euro”.

Se quelle relative al 2023 per quanto affidabili sono ancora stime, nelle scorse settimane l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha pubblicato il “Libro blu” che fornisce i dati ufficiali sul settore dei giochi. “Il fatto di avere a disposizione solo a inizio 2024 i dati per il 2022 è problematico”, sottolinea Contini ricordando anche come nel corso del 2023 sia stato necessario un emendamento in Commissione finanze della Camera per avere nuovamente accesso ai dati sul consumo di slot e Vlt (le cosiddette videolottery).

Quando pensiamo al gioco d’azzardo ci vengono in mente i casinò, le fiches, le slot machine, magari qualche punto scommessa ma in realtà è molto altro, più subdolo e legalizzato. Nel podcast “Se questo è un gioco” -realizzato da Avviso Pubblico e dalla Fondazione Adventum- cerchiamo di capire quanto il fenomeno incide sulle vite di tutti noi

Nel 2022 la raccolta, ovvero l’ammontare complessivo delle puntate effettuate dalla collettività dei giocatori) ha superato i 136 miliardi di euro (+22,3% rispetto ai 111 miliardi del 2021). Questo ha permesso di generare un gettito fiscale per l’erario pari a 11,2 miliardi di euro (in crescita del 33% rispetto agli 8,4 miliardi dell’anno precedente). Il 2022 ha confermato anche la predominanza del gioco virtuale rispetto a quello fisico: tra poker e casinò digitali sono stati spesi oltre 73 miliardi di euro. Mentre i giocatori che hanno scelto di recarsi presso una sede fisica -dalla tabaccheria sotto casa per acquistare un gratta e vinci alla sala scommesse sportive- pesano per poco meno di 63 miliardi.

“Come già ricordato, le stime per il 2023 già parlano di un ulteriore aumento della raccolta dell’azzardo in Italia -continua Contini-. E la situazione in prospettiva è ancora più preoccupante: il gioco online cresce più di quello fisico ma ha una tassazione inferiore (porta nelle casse dello Stato l’1% del giocato, ndr). Questo significa che per garantire l’invarianza di gettito per l’erario i numeri del gioco online dovranno crescere ulteriormente”

Un segnale preoccupante arriva poi dalla decisione di confermare per il 2024 la quarta estrazione del Lotto e del Superenalotto del venerdì (che va ad aggiungersi a quelle tradizionali di martedì, giovedì e sabato) ed era stata introdotta nel luglio 2023 a seguito dell’alluvione dell’Emilia-Romagna. “La decisione di devolvere parte del ricavato alle zone colpite ha suscitato un ampio interesse pubblico -si legge sul sito istituzionale dei Giochi Lotto- rafforzando il legame tra il gioco e il senso di solidarietà nazionale. La decisione di continuare con la quarta estrazione settimanale nel 2024 è stata presa per sovvenzionare eventuali altre emergenze dovute a eventi catastrofici”. La relazione tecnica del Decreto milleproroghe stima in circa 97 milioni di euro all’anno le entrate per l’erario derivanti solo dalla quarta estrazione settimanale di Lotto e Superenalotto, risorse che saranno destinate al Fondo per le emergenze nazionali.

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