Cultura e scienza / Attualità

Lo spettro dei tagli che rischiano di zittire le fondazioni liriche

Una norma della scorsa estate impone il pareggio economico agli enti, pena la riduzione degli artisti, il “declassamento” e la sospensione dei fondi statali. Ma in questo modo non si riconosce il valore sociale dei teatri e delle orchestre
Tratto da Altreconomia 189 — Gennaio 2017
Un sit-in del Comitato nazionale dei lavoratori delle Fondazioni lirico sinfoniche di fronte al Teatro La Fenice di Venezia in occasione dell'opera Aquagranda, per il 50° anniversario dell’alluvione del 1966 - © Sara Michieletto
Un sit-in del Comitato nazionale dei lavoratori delle Fondazioni lirico sinfoniche di fronte al Teatro La Fenice di Venezia in occasione dell'opera Aquagranda, per il 50° anniversario dell’alluvione del 1966 - © Sara Michieletto
Al Teatro Massimo di Palermo, lo spettacolo “Babbelish” stava per cominciare. Un incastro sbagliato dei turni dei macchinisti che lavorano alla Fondazione, però, ha rischiato di combinare un disastro. “Erano i primi di dicembre e non c’era nessuno che potesse sollevare il sipario”, racconta Antonio Barbagallo, artista del coro del Teatro Massimo. Il problema non è il turno ma il numero dei macchinisti. “Dodici -spiega Barbagallo- a fronte di una pianta organica che ne richiederebbe almeno il doppio in una...

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