Cultura e scienza / Intervista

L’elettronica elastica salvavita. Intervista a Luca Ravagnan

Tre giovani ricercatori dell’Università di Milano, e il loro professore, hanno inventato elettrodi flessibili e poco invasivi, fondamentali, ad esempio, per ridurre i rischi asportando un tumore
Tratto da Altreconomia 190 — Febbraio 2017
Luca Ravagnan è l’ultimo a destra, nella foto. Con lui, da sinistra, i soci nell’avventura di Wise: Cristian Ghisleri, Gabriele Corbelli e il professor Paolo Milani, ordinario di Struttura della materia al Dipartimento di fisica dell’Università di Milano
Luca Ravagnan è l’ultimo a destra, nella foto. Con lui, da sinistra, i soci nell’avventura di Wise: Cristian Ghisleri, Gabriele Corbelli e il professor Paolo Milani, ordinario di Struttura della materia al Dipartimento di fisica dell’Università di Milano
È nato da un errore di laboratorio, il progetto Wise, acronimo per “Wiringless Implantable Stretchable Electronics”. Sono circuiti elettronici integrati su gomma, utilizzabili per produrre elettrodi impiantabili nel corpo umano. Sono applicabili alla stimolazione nervosa impiegata per molteplici cure di malattie neuro-degenerative, tra cui il dolore cronico, l’epilessia e il Parkinson. “Produciamo elettrodi flessibili, più resistenti e meno invasivi rispetto a quelli realizzati mediante le tecnologie ‘standard’ usate finora, e capaci di una migliore adesione al tessuto nervoso del corpo umano...

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