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Diritti / Approfondimento

La pessima “accoglienza” dei minori stranieri non accompagnati a Rosolini

Il pallone tensosatico di Rosolini, in provincia di Siracusa, che ospita minori stranieri non accompagnati All'interno della struttura, si intravedono i materassi appoggiati a terra © Francesco Ruta

Da metà agosto di quest’anno nel Comune in provincia di Siracusa decine di minori vengono “accolti” in una struttura tensostatica: l’acqua arriva tre ore al giorno, i bagni sono in uno stato orribile e il periodo di permanenza a volte supera i due mesi. Intanto il Parlamento dà il via libera al nuovo decreto proprio sull’accoglienza dei minori

Aggiornamento del 4 gennaio 2024: il 29 dicembre 2023 il presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, Roberto Di Bella, ha incontrato i rappresentanti delle organizzazioni della società civile che avevano chiesto la chiusura del centro di Rosolini. Il giudice ha chiarito che non vi erano le condizioni per ratificare le misure di accoglienza per i minori nella struttura, in considerazione della loro inadeguatezza e non conformità alla normativa vigente. La prefettura di Siracusa ha disposto il trasferimento dei giovani accolti, alcuni in un Cas per minori ad Augusti, altri in una struttura di Melilli (SR) predisponendo la dismissione della tensostruttura di Rosolini. (lr)


Acqua per tre ore al giorno, materassi a terra, nessuna attività e sovraffollamento. Quella che dovrebbe essere una primissima e breve accoglienza a Rosolini, in provincia di Siracusa, per i minori stranieri non accompagnati (Msna) giunti sulle coste siciliane, si trascina per settimane, a volte mesi, trasformandosi in un incubo.

Lo mostrano le foto che pubblichiamo risalenti a fine novembre di quest’anno oltre che le testimonianze di chi racconta com’è la vita all’interno della struttura. “C’è freddo, siamo troppi e manca il cibo oltre che i farmaci”, dicono alcuni minori “accolti”. “Privo di vita: ti affacci e sembra un posto abbandonato, con erbacce qua e là. Invece ci sono cento e passa ragazzi che ci vivono”, racconta Francesco Ruta, autore delle fotografie della struttura.

Intanto il 27 novembre il Parlamento ha dato il via libera al cosiddetto “Decreto Cutro 2” che va proprio a modificare la normativa riferita all’accoglienza dei minori non accompagnati che giungono sulle coste italiane. “Il decreto prevede la possibilità che siano accolti, se hanno più di 16 anni, in centri di accoglienza straordinaria per adulti –commenta l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi)- seppur in una sezione dedicata, privi di supporto educativo, dei servizi di assistenza legale e psicologica e di insegnamento dell’italiano e spesso caratterizzati da condizioni di sovraffollamento, andando a formalizzare la prassi in uso e determinando una gravissima violazione dei diritti dei minori”.

Ma torniamo alla struttura tensostatica di Rosolini. A inizio agosto 2023, un funzionario della protezione civile regionale si reca nell’ex impianto sportivo per verificare lo stato dei luoghi, e ne redige verbale che è impietoso: l’area si presenta “invasa da erbacce e sterpaglie”, l’impianto elettrico necessita di adeguamenti “per le nuove finalità della struttura” mentre quello idrico e fognario “andrà integrato nei sanitari mancanti e non funzionanti”. Ancora: per “garantire il benessere fisico delle persone ospitate” sarà necessario “dotare la struttura di adeguato impianto di condizionamento”. La struttura, insomma, è fatiscente e per “somma urgenza” si stima un intervento di circa 209mila euro. La Dienne Appalti Srl si aggiudica i lavori con un perentorio termine di dieci giorni per concluderli. Così il 14 agosto la struttura tensostatica è “pronta” ad aprire i battenti.

Nel frattempo, la prefettura di Siracusa si muove per la gestione della struttura. E il 9 agosto 2023 viene sottoscritto con la Croce Rossa italiana una “convenzione per l’approntamento dei servizi minimi” per la durata di due mesi. Non sono noti i contenuti di tale accordo ma si sa che il rinnovo, siglato dall’ufficio del governo siciliano sempre con Cri, prevede un valore di più di 361mila euro calcolato sulla base di una “presenza in 180 ospiti e al costo di 24,50 euro per 82 giorni”. Fino, quindi, al 31 dicembre 2023.

I minori all’esterno della struttura tensostatica di Rosolini © Francesco Ruta

Ma la situazione all’interno della struttura sarebbe disastrosa. Diverse persone contattate da Altreconomia che preferiscono mantenere l’anonimato hanno raccontato che in certi periodi il centro è stato sovraffollato raggiungendo anche le 210 presenze. A seconda degli arrivi sulle coste siciliane il numero ovviamente si riduceva ma senza mai scendere sotto i 60 ragazzi accolti. L’acqua corrente sarebbe disponibile per sole tre ore al giorno mentre i bagni sono all’esterno, in delle specie di container, con la fognatura che è in condizioni critiche. I rifiuti spesso sono ammassati all’ingresso del cancello: sul punto, il sindaco ha più volte dichiarato che il suo Comune, in grave dissesto finanziario, non può occuparsene.

I bagni sono all’esterno della struttura tensostatica, all’interno di prefabbricati © Francesco Ruta

Sono stati installati, invece, dei condizionatori ma il riscaldamento resta problematico per la conformazione del “pallone”. Sempre secondo le persone contattate da Altreconomia non sarebbe garantita alcuna attività formale e i mediatori e gli psicologi farebbero visita ai ragazzi una volta alla settimana. Molti degli “accolti” stanno per molte settimane senza essere ricollocati nelle strutture adeguate: alcuni sarebbero rimasti nel centro di Rosolini addirittura per più di due mesi. Sulle condizioni di accoglienza nella struttura il deputato di Sinistra italiana Marco Grimaldi ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedere conto di quanto sta accadendo nel Comune siciliano.

Vestiti “stesi” all’esterno della struttura © Francesco Ruta
All’interno della struttura, si intravedono i materassi appoggiati a terra © Francesco Ruta

Nel giorno in cui la Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha condannato l’Italia per avere trattenuto per quasi due mesi 13 minori nell’hotspot di Taranto (era il 2017, Governo Gentiloni) la Camera dei Deputati, lunedì 27 novembre, ha dato il via libera con 164 voti a favore e 94 contrari al cosiddetto “Decreto Cutro 2” -su cui il governo ha posto la fiducia- che prevede, tra le altre novità, modifiche nelle “regole” per l’accoglienza dei minori non accompagnati: potranno restare nei centri di accoglienza di primo livello per 45 giorni e, in caso di arrivi ravvicinati e indisponibilità di posti, coloro che hanno un’età non inferiore a sedici anni potranno essere accolti per tre mesi in “sezioni dedicate” dei Centri di accoglienza straordinaria (Cas).

Misure che per l’Asgi aggravano un quadro già critico. “La legge italiana vieta espressamente il trattenimento dei minori stranieri non accompagnati -ha scritto l’associazione in un comunicato stampa a margine della sentenza della Cedu-. Ciò che invece avviene sistematicamente presso alcuni posti di frontiera italiani, come Crotone, Lampedusa, Pozzallo, l’hotspot di Contrada Cifali e di Taranto, è il trattenimento generalizzato dei minori stranieri non accompagnati ivi accolti, che non possono lasciare il centro e sono quindi costretti a una condizione di totale isolamento”. Inoltre molti vengono già collocati in strutture per adulti; a Roma, invece, “dalla fine del 2022 si verifica che i minori non accompagnati che arrivano ai commissariati e che non possono essere accolti in strutture dedicate a causa dei limiti di capienza, sono temporaneamente trattenuti nei commissariati in attesa di collocazione”. Infine “molti minori identificati come adulti dopo lo sbarco e collocati in strutture di accoglienza inadeguate decidono di lasciare l’Italia e raggiungere altri Paesi europei”.

Misure che rischiano di avere un grave impatto sul percorso di crescita di migliaia di adolescenti in una grave situazione denunciata anche dal saggio “Perdersi in Europa”, pubblicato da Cecilia Ferrara e Angela Gennaro per Altreconomia. Forse è l’Europa ad essersi persa, sulla pelle dei più vulnerabili.

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