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Diritti / Attualità

“Chiudere la struttura per minori di Rosolini”: l’appello della società civile

Sei organizzazioni denunciano le pessime condizioni di accoglienza dei minori stranieri nel centro allestito d’emergenza in provincia di Ragusa, già documentate su Altreconomia. L’Italia, intanto, colleziona condanne dalla Corte europea dei diritti dell’uomo: Crotone, Taranto e da ultima la condanna su Brindisi Restinco

I bagni sono all'esterno della struttura tensostatica, all'interno di prefrabbricati

“Trattamenti inumani e degradanti”. Secondo sei organizzazioni della società civile le condizioni in cui vivono i minori stranieri non accompagnati nella struttura di Rosolini, in provincia di Siracusa, potrebbero configurare una violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Come raccontato anche da Altreconomia a fine novembre 2023, i servizi minimi non vengono affatto garantiti. “Chiediamo che le persone siano al più presto trasferite in strutture per minori non accompagnati conformi alla normativa vigente -scrivono i firmatari dell’appello rivolto a diverse autorità tra cui prefettura, Tribunale per i minorenni e Comune- e nelle more del trasferimento sia garantito il rispetto dei diritti fondamentali: dal soddisfacimento dei bisogni essenziali alla piena garanzia dei servizi previsti”. Dalla mediazione linguistica all’apprendimento della lingua italiana, fino al supporto legale e psicologico. Tutte attività che mancano.

“I minori dormono su brandine collocate all’interno del pallone tensostatico, senza alcuna garanzia di privacy -si legge nell’appello firmato da Asgi, Arci, Cnca, Defense for Children, Intersos e Oxfam- non sono disponibili spazi comuni per la mensa né per svolgere attività educative e ricreative: in mancanza di tavoli e sedie, i ragazzi sono costretti a consumare i pasti in piedi o seduti sulle brandine”. Non sarebbero stati forniti ai minori nemmeno coperte, vestiti e prodotti igienici in quantità sufficiente, mancanze gravi “soprattutto considerato il prolungamento dell’accoglienza per settimane o addirittura mesi, carenze a cui hanno cercato di sopperire alcuni volontari”. I minori hanno inoltre dichiarato che “il riscaldamento della struttura, fornito mediante apparecchiature elettriche, non sia sufficiente”.

Non è garantito, come già mostrato dalle fotografie pubblicate su Altreconomia, l’accesso all’acqua potabile: “La rete idrica assicura la distribuzione per sole tre ore al giorno e la fornitura di acqua mediante autobotti non sempre risulta sufficiente: in alcuni giorni, i minori sono costretti a lavarsi con l’acqua delle bottiglie”. Ma non solo. “Sono disponibili solo cinque docce (prive di acqua calda) e una decina di servizi igienici, collocati all’esterno e spesso mal funzionanti, evidentemente insufficienti per 180 persone (capienza regolamentare del centro, ndr)”. Alcuni sarebbero rimasti nel centro per oltre tre mesi, di fatto, abbandonati a loro stessi.

“Frequentemente è disponibile personale sanitario, mentre non risulterebbe garantita un’adeguata assistenza psicologica, benché molti dei minori accolti abbiano subito gravi traumi e in alcuni casi portano sul corpo i segni delle torture subite, e alcuni ragazzi appaiono in uno stato depressivo”, si legge nella lettera firmata dalle organizzazioni. Solo una volta alla settimana sarebbe disponibile la mediazione culturale e “non risultano esservi educatori o assistenti sociali”. E poi “i minori non sono stati iscritti a scuola, né sono stati organizzati dall’ente gestore corsi di italiano all’interno della struttura o attività ricreative. Solo grazie ai volontari, i ragazzi possono svolgere alcune ore di italiano alla settimana”.

Un quadro che sarebbe in contrasto, secondo le organizzazioni, con la normativa riguardante le strutture di primissima accoglienza come quella di Rosolini. Innanzitutto, per i posti: la capienza di 180 posti è 3,6 volte più alta di quella massima (50) prevista dalla normativa, anche in casi di “estrema urgenza” (75). E poi, come detto, mancano i servizi di base: mediazione linguistica, corsi di italiano, nomina dei tutori, orientamento legale e molte altre previsioni stabilite dalla legge. “La determina della Prefettura di Siracusa del 15 novembre 2023 -aggiunge Asgi e le altre organizzazioni- prevede un costo di 24,50 euro pro capite/pro die per l’accoglienza dei minori nella struttura di Rosolini, dunque meno della metà del costo di 60 euro giornaliero previsto per questa tipologia di centri: risorse senz’altro non sufficienti a garantire servizi adeguati per i minori non accompagnati accolti”.

L’Asgi sottolinea come quello di Rosolini non sia un caso isolato. Il 19 dicembre la Corte europea per i diritti fondamentali ha ordinato al Governo italiano di trasferire un minore di 15 anni trattenuto dall’inizio di ottobre nel centro di prima accoglienza di Restinco, in provincia di Brindisi, in un adeguato centro per minori non accompagnati. Una dinamica simile a quella di Crotone (sentenza del 7 dicembre) e dell’hotspot di Taranto (sentenza del 23 novembre). Una violazione sistematica dei diritti dei minori, su cui incide il decreto cosiddetto Cutro 2 che riduce ancor di più le tutele. Soprattutto in termini di accoglienza: dai 16 anni in su, le persone potranno essere accolte nei Centri di accoglienza straordinaria. Un presunto cupo per le tutele dei più fragili di cui Rosolini è solo l’ultimo triste esempio.

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