Cultura e scienza / Attualità

La pagina dei librai (da Altreconomia 184)

Le recensioni di questo numero sono di Claudio Moretti, dalla “MarcoPolo” di Venezia. Una libreria indipendente con due sedi nella città lagunare: Malibran è in Cannaregio 5886/a; Santa Margherita, dal 2016, in Dorsoduro 2899

Tratto da Altreconomia 184 — Luglio/Agosto 2016

Storia vera
Essere “pazzi” ai tempi dello zar

Il pazzo, prima di diventarlo, era amico dello zar. Un nobile che aveva combattuto con valore contro Napoleone. Ma aveva strane idee. Come moglie sceglie una giovane contadina. Questo crea scandalo e riprovazione, ma fin qui si tratta di questioni private. 
Il dramma inizia quando la sua onestà intellettuale lo spinge a mandare una lunga lettera allo zar. Ecco la pazzia, per poterlo incarcerare prima e metterlo poi agli arresti domiciliari.
Perché leggere questa storia, basata su fatti realmente accaduti, che parlano di nobili e zar? È scritta tremendamente bene ed è molto istruttivo per la mia attualità essere catapultato in un’epoca dove il nonno di mio nonno, nascendo da quelle parti, sarebbe stato un contadino, di proprietà del nobile del luogo, senza diritti. Di che pazzi abbiamo bisogno oggi?

Il pazzo dello zar di Jaan Kross, Iperborea, 19,00

Un romanzo empatico
La ragazza di Santo Domingo
Ti viene voglia di sentirla cantare, Rita Indiana: canta merengue alternativo e scrive letteratura alternativa, all’inizio non capisci molto, ti senti un po’ sballottato dalla sua scrittura, poi ti rendi conto che è il suo ritmo.
È la storia di una ragazza, adolescente, di Santo Domingo come la scrittrice. Per qualche tempo deve dare una mano nello studio dello zio veterinario.
Una ragazza in una sala d’attesa, che aspetta, che cerca un nome, un amico, un amore, una famiglia.
Ma poi della trama interessa poco, qui sono la scrittura e l’empatia della ragazza che sono notevoli.
Lo stile colloquiale, l’utilizzo di espressioni inusuali, il raccontare in mezzo all’azione, senza tanti preamboli e spiegazioni (un po’ di sforzo del lettore, che diamine!), fanno di questo libro un testo dal sapore nuovo.

I gatti non hanno nome
di Rita Indiana, NN editore, 16,00

Vite assurde
Due libri al prezzo di uno
“Sto scrivendo un nuovo libro.
Di che parla?
Non saprei. D’amore o di odio, della condizione umana, cose così. Di cos’è che parlano i libri?”
In questo scambio fra Isaac Dresner, da bambino sopravvissuto al bombardamento di Dresda e da grande diventato editore con un volume di vendite prossimo alla disperazione, e Mathias Popa, musicista di talento senza passione ma appassionato di scrittura che ha ricevuto più rifiuti dei manoscritti inviati, c’è tutto questo assurdo e poetico libro. È anche un libro che contiene un altro libro, il primo ed ultimo libro scritto da Mathias Popa e pubblicato da Dresner.
È un libro per chi non si spaventa nel saltare fra realtà e finzione in continuazione, per chi non cerca conforto nella sfiga e nell’amore altrui.

La bambola di Kokoschka di Afonso Cruz, La Nuova Frontiera, 17,00

Foto di Giorgio Boato dal sito della libreria MarcoPolo
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