Una voce indipendente su economia, stili di vita, ambiente, cultura
Ambiente / Attualità

La Commissione europea richiama l’Italia per le norme a misura dei cacciatori

© Wwf Italia

Sul divieto di utilizzo dei proiettili di piombo la normativa italiana va nella direzione opposta a quella comunitaria. Ecco perché Bruxelles ha aperto una procedura di infrazione: ora il governo ha tre mesi per rispondere. Il Wwf denuncia l’ingerenza delle associazioni venatorie e delle aziende che producono armi e munizioni

La Commissione europea ha aperto due procedure d’infrazione contro l’Italia relative all’ambiente. Il nostro Paese non protegge adeguatamente le catture accidentali di specie marine, autorizza l’uccisione e la cattura di animali selvatici nelle aree protette e nei periodi di divieto e, soprattutto, non rispetta le norme sull’uso del piombo nelle munizioni utilizzate dai cacciatori.

Una “strigliata”, quella arrivata da Bruxelles, che è stata tutt’altro che una doccia fredda soprattutto sul tema dei proiettili. “Da anni denunciamo che le nostre leggi sono incompatibili con quelle comunitarie. Ma l’attività di lobby delle grandi aziende di armamenti in alleanza con le associazioni venatorie è purtroppo più efficace della nostra”, spiega Domenico Aiello, responsabile tutela giuridica della natura del Wwf Italia.

Andiamo con ordine. Nel 2006 l’Ue ha adottato il regolamento “Reach” per migliorare la protezione della salute umana e dell’ambiente prevedendo l’istituzione di un’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) che è diventata operativa il primo giugno 2007. Ed è proprio l’Echa a puntare l’attenzione sul tema del piombo presente all’interno delle munizioni dei cacciatori arrivando a stabilire, scientificamente, una collaborazione tra la diffusione di determinate patologie degli animali proprio alle scorie di metallo che si depositano nel terreno, soprattutto in zone lagunari e paludose. Questa scoperta ha portato l’Unione, a fine gennaio 2021, ad adottare uno specifico regolamento che vieta l’utilizzo di proiettili di piombo.

Un’urgenza dettata dalle quantità di metallo presenti nei suoli europei a causa dell’attività venatoria: stime prudenti lo quantificano in 8-12mila tonnellate. “Ad aprile 2023 è stata ricoverata presso il Centro di Recupero Animali selvatici del Wwf a Valpredina (BG) un’aquila reale di due anni di età -riprende Aiello- affetta da saturnismo, con una percentuale di piombo presente nel suo corpo altissima (mille microgrammi su litro) che dimostra il fatto che l’animale ha vissuto in un ambiente totalmente compromesso dal metallo tossico, che entra facilmente nella catena alimentare. Nonostante le cure, la giovane aquila non è sopravvissuta. Qualche mese prima, su una spiaggia del messinese è stato ritrovato un avvoltoio monaco con la stessa patologia. Questi sono solo due esempi ma i casi sono tantissimi. La salute degli animali e degli ecosistemi è direttamente collegata alla salute umana e per questo la contaminazione da piombo è un tema che ci riguarda tutti e non può essere sottovalutato”.

La rx di un Ibis che evidenzia le tracce di piombo © Wwf Italia

In Italia si stimano poco più di 500mila cacciatori e in ogni munizione ci sono centinaia di pallini: non si ha una stima precisa delle tonnellate di piombo presenti nel suolo che è però considerevole considerando che per i pochi che colpiscono l’uccello o un altro animale, altri centinaia cadono a terra, negli alberi o nel suolo. Nonostante questo, lo scorso anno, pochi giorni prima dell’entrata in vigore del Regolamento europeo, prevista per il 15 febbraio 2023, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha annunciato alla fiera delle armi Eos di Verona l’emanazione di una circolare interministeriale che di fatto ha ristretto l’applicazione della normativa comunitaria. “Il testo prevede l’impossibilità di utilizzo delle munizioni solo laddove il piombo o la caccia siano già vietati. Una scorciatoia che viene subito ‘bocciata’ dal Tar del Lazio che, dopo un nostro ricorso, sottolinea come una circolare non possa essere in contrasto con un regolamento europeo”.

L’Ue, nel frattempo, apre una procedura di “pre-infrazione” segnalando all’Italia una serie di mancanze e richiedendo chiarimenti. Nella lettera inviata al governo segnala, tra le altre cose, il fatto che l’eurodeputato Pietro Fiocchi -ancora oggi titolare del 2,39% della proprietà e del 3,9% della nuda proprietà della Giulio Fiocchi Spa, holding storicamente proprietaria della Fiocchi Munizioni Spa della Fiocchi munizioni (qui la nostra inchiesta)- aveva redatto un vademecum per spiegare ai cacciatori come comportarsi per eludere le nuove regole. E lo stesso Fiocchi aveva candidamente ammesso che la circolare era stata scritta di suo pugno. Ma né la lettera dell’Ue né la pronuncia favorevole del Tar che blocca la circolare hanno fermato i piani del governo.

Il 10 agosto 2023 all’interno della legge di conversione decreto legge “Asset” all’articolo 11, che si occupa di sostegno economico ai viticoltori, viene inserita una specifica previsione che allarga le maglie della normativa europea e tenta di sostituire la sanzione penale prevista dal regolamento, con una blanda sanzione amministrativa. Appena 40 euro di multa per chi utilizza proiettili di piombo. “Un azione dolosa ripetuta -osserva Aiello- che nasce solamente per soddisfare le richieste delle aziende di armamenti che dovrebbero cambiare le loro filiere di produzione e delle sigle di rappresentanza dei cacciatori, che non sono disposte a spendere qualche euro in più per comprare i proiettili già in commercio senza piombo”. Ma che non soddisfa, invece, la Commissione europea.

© Wwf Italia

L’Italia ora avrà 90 giorni di tempo per rispondere alle richieste arrivate da Bruxelles. “Le eccezioni sollevate sono pretestuose e non fondate -ha scritto il 14 febbraio la Cabina di regia del mondo venatorio, che riunisce tra le altre Federcaccia ed Enalcaccia-. Ci siamo prontamente adoperati con i ministeri competenti per fornire supporto alle istituzioni in vista delle risposte che il governo dovrà inviare alla Commissione”. L’obiettivo, scrivono le associazioni è quello di “evitare una stagione venatoria piena di incertezze”.

La posta in gioco è un’altra. Nel caso in cui le misure adottate non fossero soddisfacenti, adottare un parere motivato potrebbe portare il governo di fronte alla Corte di giustizia con il rischio di incorrere in pesanti sanzioni. “Un rischio molto concreto. Ci stiamo muovendo nel verso opposto: a inizio febbraio è cominciata la discussione in Commissione agricoltura della Camera di una proposta di legge, a firma del deputato cacciatore Francesco Bruzzone (quota Lega, ndr), che prevede nei fatti l’impossibilità le associazioni ambientaliste di impugnare di fronte ai tribunali i calendari venatori, che spesso sono in contrasto con la legge che riduce le sanzioni contro i cacciatori di frodo, già ridicole e impedisce alle forze dell’ordine di effettuare controlli per fermare i traffici illeciti di uccelli selvatici di livello nazionale e internazionale che in Italia generano ingenti profitti a vantaggio di vere e proprie organizzazioni criminali. Pochi mesi fa un decreto del ministro dell’Agricoltura ha fortemente indebolito l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ndr) nel suo ruolo di controllo scientifico dell’attività di caccia, attraverso l’istituzione di un organo politico filo-venatorio, i cui pareri sono considerati equivalenti a quelli di Ispra. Insomma, la strada è tracciata”.

Oltre a quella relativa ai proiettili, il 7 febbraio Bruxelles ha richiamato il nostro Paese anche per il mancato monitoraggio sulla pesca di specie protette, dalle tartarughe marine agli uccelli che si cibano di pesci, perché non esistono strumenti concreti di tutela e monitoraggio. Di 71 procedure d’infrazione aperte dalla Commissione nei confronti dell’Italia, ben 17 riguardano l’ambiente. “Serve un cambio di passo”, conclude Aiello.

© riproduzione riservata

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Altreconomia per non perderti le nostre inchieste, le novità editoriali e gli eventi.


© 2024 Altra Economia soc. coop. impresa sociale Tutti i diritti riservati