Diritti / Attualità

“Insorgiamo tour”: i lavoratori della Gkn incontrano i territori

L’iniziativa nasce dalla volontà dei lavoratori dello stabilimento di Campi Bisenzio di mettere la propria visibilità mediatica a disposizione delle persone, dei lavoratori e delle associazioni che in questi mesi sono stati solidali e che adesso si trovano in difficoltà. Da Taranto a Udine. Il tour si concluderà il 26 marzo a Firenze

© Andrea Sawyer

L’appuntamento clou è in programma sabato 26 marzo a Firenze, al termine di un lungo percorso che ha portato e che porterà nelle prossime settimane le delegazioni di operai e solidali della Gkn di Campi Bisenzio (Firenze) in decine di città di tutta Italia per incontrare i lavoratori delle fabbriche a rischio chiusura, i rappresentanti di associazioni locali, esponenti del mondo della scuola e della salute, attivisti e altre realtà impegnate sui diversi territori. La parola d’ordine è la stessa di sempre: insorgiamo. Come recita lo striscione appeso da più di un anno sui cancelli dello stabilimento fiorentino, che apre tutti i cortei a cui partecipano i rappresentanti della fabbrica e che dà il nome all’Insorgiamo tour. Dall’avvio dell’iniziativa, lo scorso 5 febbraio, sono una cinquantina le tappe in programma fino al 26 marzo. Dopo i presidi e gli incontri pubblici di Jesi, Bologna, Bari, Lecce, Taranto, Cosenza e Cariati, le prossime iniziative pubbliche sono in programma a Udine, Padova, Perugia, Foligno e Roma, dove è prevista la partecipazione al Forum dei movimenti sociali che si svolgerà nella capitale dal 25 al 27 febbraio.

“L’Insorgiamo tour è un’iniziativa nata dalla volontà di mettere la nostra visibilità mediatica a disposizione delle persone, dei lavoratori e delle associazioni che in questi mesi ci hanno mostrato grande solidarietà e che adesso si trovano in una situazione di difficoltà. ‘Insorgiamo’ non è una battaglia per Gkn, ma un movimento che è partito da questa vertenza e vuole provare a fare un passo verso gli altri e insieme agli altri -spiega ad Altreconomia Matteo Moretti, delegato Rsu-Fiom della Gkn-. In questi mesi abbiamo incontrato i lavoratori dello spettacolo, quelli del mondo della scuola e della sanità. Oltre ai lavoratori coinvolti in diverse altre vertenze. Vogliamo abbracciare quante più realtà possibili perché crediamo che non si possa e salvare una sola fabbrica in un Paese che non è ‘salvo’, dove la scuola e la sanità sono in grave sofferenza”. Uno dei temi che il Collettivo dei lavoratori di Gkn vuole riportare al centro del dibattito pubblico è quello delle delocalizzazioni: “In particolare per quanto riguarda il settore automotive -spiega Moretti-. Vogliamo avanzare una proposta per un polo pubblico per una mobilità sostenibile”.

In questi mesi sono stati diversi territori -a partire da quello fiorentino- che hanno supportato Gkn nella sua lotta per conservare i posti di lavoro. Adesso per il collettivo è arrivato il momento di restituire la forza, l’intelligenza, la creatività e la capacità di spinta che ha ricevuto. “Mentre giriamo l’Italia grazie alle varie iniziative dell’Insorgiamo tour ci risulta sempre più chiaro come esista nel Paese reale un mosaico di realtà fatto di solidarietà concreta, di volontà di riscatto e cambiamento sociale radicata e diffusa di cui l’esperienza di Gkn sia solo un tassello”, si legge in una nota del Collettivo.

La vicenda dello stabilimento di Campi Bisenzio, alle porte di Firenze, aveva avuto inizio il 9 luglio 2021, quando il fondo britannico Melrose (che gestisce il gruppo industriale) ha comunicato con una semplice mail ai 422 dipendenti il licenziamento e la chiusura della fabbrica senza ricorrere agli ammortizzatori sociali. Immediatamente gli operai hanno forzato i lucchetti e preso possesso dello stabilimento (un presidio che continua tutt’oggi) avviando al tempo stesso un’assemblea permanente che ha cominciato a dialogare in maniera serrata con il resto delle società. E che ha rappresentato uno dei principali punti di forza dell’esperienza di Gkn. Accanto ai lavoratori si è schierato sindaco di Campi Bisenzio che il 13 luglio ha firmato un’ordinanza che vieta ai tir di avvicinarsi alla fabbrica per iniziare lo smantellamento. Il 30 luglio la proprietà ha chiesto lo sgombero e l’accesso agli impianti, ma il Tribunale del lavoro di Firenze ha accolto il ricorso presentato dalla Fiom, congelando temporaneamente i licenziamenti, all’indomani della mobilitazione del 18 settembre a Firenze che ha visto la partecipazione di 40mila persone. A metà dicembre 2021 la svolta: l’imprenditore Francesco Borgomeo, già advisor di Melrose, ha acquisito integralmente le quote della società. La lotta, l’impegno dei lavoratori e di tutti coloro che si sono schierati al loro fianco ha permesso così di disinnescare la “bomba” della delocalizzazione e ha permesso di ottenere un accordo con la nuova proprietà.

Ma i giochi non sono ancora chiusi, come ricorda Moretti: “La vertenza sta seguendo il percorso previsto dall’accordo quadro. A marzo ci verranno presentati la proposta vincolante e il piano industriale da parte dei soggetti interessati a rilevare lo stabilimento. Quello che chiediamo è la massima trasparenza sui soggetti coinvolti e concretezza: abbiamo trascorso gli ultimi tre anni della nostra vita avendo a che fare con un fondo finanziario che non ci dava prospettive future e che è arrivato al punto di voler chiudere. Ora vogliamo chiarezza sul futuro e sicurezza per mantenere i livelli occupazionali, come pattuito al ministero”.

La manifestazione nazionale in programma a Firenze il 26 marzo vuole quindi essere il punto di convergenza di due diverse istanze: da un lato mantenere alta l’attenzione sulla vertenza Gkn (“che non si è ancora conclusa”, puntualizza Moretti) e dall’altro offrire spazio e visibilità ad altre associazioni e movimenti: “La nostra speranza è che la città di Firenze risponda come ha risposto il 18 settembre 2021, quando sono scese in piazza migliaia di persone provenienti da tutta Italia: i posti di lavoro di Gkn devono restare sul territorio, c’è ancor bisogno di tenere alta l’attenzione sulla vertenza e al tempo vogliamo quello spazio a disposizione di tutti coloro che stanno lottando per il lavoro e per i propri diritti”, conclude Moretti.

© riproduzione riservata

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Altreconomia per non perderti le nostre inchieste, le novità editoriali e gli eventi.