Economia / Inchiesta

Imposta di soggiorno: la raccolta di Firenze e Venezia e il “contributo” di Airbnb

Nelle casse del Comune di Firenze, dal 2017 al 2020, sono finiti 130,7 milioni di euro derivanti dall’imposta di soggiorno. Nello stesso periodo il gettito raccolto dal Comune di Venezia è stato pari a 117,4 milioni. Il ruolo delle piattaforme cambia a seconda del contesto. Continua la nostra inchiesta

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Nelle casse del Comune di Firenze, dal 2017 al 2020, sono finiti 130,7 milioni di euro derivanti dall’imposta di soggiorno. Nello stesso periodo il gettito raccolto dal Comune di Venezia è stato pari a 117,4 milioni. Continua l’inchiesta di Altreconomia su come le principali città turistiche italiane investano il ricavato dell’imposta di soggiorno. Sommando quanto registrato nelle due città alle risorse incassate da Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova e Bologna , si arriva a un totale di 940 milioni di euro. Le risorse derivano dalle strutture ricettive ed extraricettive e, se è stato stretto un accordo d’intesa con il Comune, anche dalle piattaforme per gli affitti brevi tra cui Airbnb. Come nel caso di Firenze, e di altre 23 città italiane, ma non Venezia.

Nel capoluogo toscano nel 2019 (prima della pandemia che ha ridotto gli arrivi di turisti in Italia del 69%, secondo Istat), sono stati raccolti 41,5 milioni di euro, scesi a 15,1 milioni nel 2020. Nel 2017 il gettito è stato pari a 32,2 milioni e a 41,9 milioni nel 2018. Il Comune non ha specificato i dettagli della suddivisione per strutture, riportando che “il gettito dell’annualità 2017 deriva per il 90% dagli esercizi ricettivi e per il restante 10% da strutture extraricettive, mentre per le annualità 2018, 2019, 2020 il gettito deriva, oltre ad Airbnb, per il 94% dagli esercizi ricettivi e per il 6% da strutture extraricettive”. I dati su quanto versato al Comune dal colosso degli affitti brevi può essere ricavato solo a partire dal 2018, anno di applicazione del protocollo di intesa  siglato con il Comune: nel 2018 da Airbnb sono stati versati 6,8 milioni, nel 2019 7,3 milioni e nel 2020 838mila euro.

Il Comune di Firenze ha utilizzato le risorse derivanti dall’imposta di soggiorno per sostenere istituzioni ed eventi culturali, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 23/2011 che stabilisce che il gettito debba essere impiegato per finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, recupero di beni ambientali e culturali. Dal 2017 al 2020 l’ente che ha ricevuto maggiori finanziamenti, per un totale di 15,7 milioni, è stato la Fondazione Maggio Musicale Fiorentino. A ricevere questi finanziamenti sono stati anche l’istituto Vieusseux (3,3 milioni), la Fondazione Palazzo Strozzi (2,5 milioni), il Teatro della Pergola (5,2 milioni), il museo Marino Marini (682mila euro), il Museo Stibbert (975mila euro) e il Teatro Puccini (195mila euro). Si aggiungono servizi di “informazione turistica e promozione turistico-congressuale”, “contributi a istituzioni operanti nel campo della cultura, della moda e del turismo”, “manutenzione del patrimonio arboreo” e “oneri gestione del trasporto pubblico locale”.

A Venezia dal 2017 al 2020 il Comune ha invece incassato come detto 117,4 milioni di euro dall’imposta di soggiorno. Nel 2017 il gettito è stato pari a 30,9 milioni di cui 25 milioni dagli alberghi e 6,7 dalle strutture extra-alberghiere. Nel 2018 le risorse ottenute sono state pari a 34,2 milioni (24,3 dagli alberghi e 8,7 dalle strutture extra-alberghiere) e nel 2019 sono stati raccolti 37,8 milioni (24,6 dagli alberghi e 12,4 dalle strutture extra-alberghiere). Nel 2020 il gettito è stato pari a 14,5 milioni (5,8 dagli alberghi e 2,7 dalle strutture extra-alberghiere). Non è possibile ricavare quanto derivante dalle piattaforme come Airbnb e Booking.com perché non sono in atto protocolli di intesa tra queste e il Comune.

Quanto alla sua destinazione l’imposta è stata utilizzata principalmente per “interventi in materia di turismo”. La spesa più alta, nei quattro anni analizzati: 10,9 milioni nel 2017, 15,3 milioni nel 2018, 17,2 milioni nel 2019 e 11,2 milioni nel 2020 che comprendono, tre le voci, la “quota costo” degli operatori di polizia municipale impiegati nelle attività di controllo e presidio delle aree turistiche del centro storico, il costo degli “operatori del turismo e della tutela delle tradizioni”, la “manutenzione di barche da regata e contributi regate, manifestazioni remiere ed eventi turistici”. Seguono “contributi per eventi sportivi a carattere nazionale ed internazionale” e l’organizzazione di eventi in collaborazione con Vela, l’azienda veneziana del trasporto pubblico locale. Si aggiungono interventi di fruizione e recupero di beni culturali e ambientali tra cui la “manutenzione del patrimonio arboreo”, il costo per gli operatori di attività e produzioni culturali e cinematografiche” e servizi per la “fruizione dei beni teatrali, culturali, biblioteche”.

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