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Crisi climatica / Attualità

Il peso degli sconti del Black friday in Europa su ambiente ed emissioni climalteranti

Quest’anno verranno consumate nella sola settimana della “ricorrenza” commerciale 1,2 milioni di tonnellate di CO2 a causa dei camion inquinanti utilizzati per trasportare le merci tra punti vendita, senza contare l'”ultimo miglio” ai clienti. Come 3.500 voli andata e ritorno tra Parigi e New York. L’analisi di Transport&Environment

© Claudio Schwarz - Unsplash

Il Black friday in Europa ha un impatto ambientale elevato a causa dell’impennata degli acquisti e della conseguente necessità di spostare grandi quantità di merci attraverso camion e mezzi inquinanti. “Il Black friday è noto per il suo picco di consumismo e di sprechi. Ma il vero costo degli sconti si paga anche con l’impatto sul clima dovuto alla distribuzione dei prodotti sulle nostre strade. Il trasporto di merci al dettaglio è un’attività sporca che aumenta in modo massiccio durante la ‘festività’”, denuncia Transport&Environment (T&E), la Federazione europea dei trasporti e dell’ambiente. In una sua ricerca pubblicata il 21 novembre, T&E ha analizzato i dati storici, forniti da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea, relativi alle vendite in Europa per stimare poi l’effetto del Black friday sui consumi. I risultati ottenuti sono stati utilizzati per calcolare l’impatto degli sconti del 2022 sul trasporto su strada e di conseguenza sulle emissioni di CO2.

Gli esiti sono chiari: durante il Black friday di quest’anno verranno consumate in una sola settimana 1,2 milioni di tonnellate di CO2 dovute  ai camion destinati a trasportare le merci tra i punti vendita. Si tratta di un incremento di 600mila tonnellate, pari al 94% rispetto alla media annuale. Emissioni pari a dell’intera flotta di camion della Bulgaria e paragonabili a 3.500 voli andata e ritorno tra Parigi e New York. “I risultati evidenziano in modo drammatico l’enorme impatto climatico del trasporto merci su strada, non solo durante il Black friday ma ogni settimana”, aggiunge T&E. Inoltre lo studio riguarda solamente i camion che hanno trasportato le merci tra i punti vendita ed esclude dai conteggi le consegne domestiche; le emissioni, quindi, potrebbero essere anche superiori.

L’aumento percentuale delle vendite nel mese di novembre rispetto alla media annuale. Elaborazione T&E su dati Eurostat

La Federazione ha poi analizzato l’andamento delle vendite nei mesi di settembre, ottobre e novembre tra il 2005 e il 2021. Il mese di dicembre è stato escluso da calcolo a causa delle festività natalizie. I risultati mostrano un netto aumento delle vendite a partire dall’introduzione della settimana di saldi nell’Europa continentale dal 2016-2017. L’aumento medio a novembre nel periodo 2005-2015 è stato del 4%. Nei sei anni successivi la media è stata superiore dell’11,5%. Al solo Black friday è imputabile un incremento mensile del 4,7% che corrisponde a un aumento del 20% sulla media settimanale. Questo comporta un maggiore traffico di merci che in Europa avviene ancora per la maggior parte tramite veicoli alimentati a diesel. “Gli autocarri sono il principale mezzo di trasporto merci in Europa e rappresentano il 64% delle emissioni del settore. Si prevede che nei prossimi decenni la loro attività crescerà in modo vertiginoso, fino al 44% tra il 2020 e il 2050. Attualmente, la quasi totalità di questi veicoli è alimentata con gasolio inquinante dannoso per il clima e per l’ambiente”.

La soluzione, secondo T&E, consiste nella sostituzione dei mezzi inquinanti con controparti elettriche. Le quali non solo risultano più ecologiche ma anche più convenienti: secondo una ricerca di T&E dell’ottobre di quest’anno, entro il 2035 i costi di gestione di un camion elettrico saranno inferiori a quelle di uno alimentato a combustibili fossili. Ma le aziende stanno progredendo troppo lentamente. “Amazon ha annunciato che nei prossimi cinque anni aggiungerà più di 1.500 veicoli pesanti elettrici alla sua flotta europea e Dhl ha dichiarato che acquisterà 44 nuovi camion elettrici. Tuttavia, dato che questi mezzi rappresentano meno dell’1% dei nuovi veicoli venduti, i progressi verso un autotrasporto a emissioni zero sono troppo lenti”, si legge nella ricerca.

La parola spetta dunque alle istituzioni europee. Se l’Unione europea dovesse adottare la proposta di T&E, che prevede il divieto di vendita di camion inquinanti a partire dal 2035, riuscirebbe a ridurre le emissioni dei camion dell’11% entro il 2030 e del 48% per il 2035. Per quanto riguarda le extra emissioni del Black friday si otterrebbe un taglio del 10% per il 2030 e del 50% al 2035. “Permettere la vendita di tir inquinanti oltre il 2035 significherebbe avere ancora molti veicoli diesel sulle strade anche dopo il 2050, una considerevole minaccia per gli obiettivi di neutralità climatica”, conclude T&E.

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