Diritti / Opinioni

#giustaitalia, un patto per la ripartenza fondato su responsabilità condivise

Lotta alle mafie e all’evasione fiscale, controllo degli appalti e tutela dei diritti: le proposte per non tornare alla normalità. La rubrica di Pierpaolo Romani (Avviso Pubblico)

Tratto da Altreconomia 227 — Giugno 2020
© Chris Liverani-Unsplash

#giustaitalia. È questo il titolo del “patto per la ripartenza” promosso da Libera, Avviso Pubblico, Arci, Acli, Legambiente, Rete dei numeri pari e altre associazioni, insieme a Cgil, Cisl e Uil. Queste realtà hanno deciso di condividere conoscenze e competenze, di creare un fronte comune, nella convinzione che l’Italia può ripartire, come si legge nel patto “se evita gli errori del passato […] quelli che hanno trasformato ogni emergenza in una nuova opportunità di arricchimento e di crescita per le mafie”.

L’idea di redigere e presentare all’opinione pubblica, al Parlamento e al Governo il patto è nata a seguito degli allarmi lanciati dal ministero dell’Interno, dal Procuratore nazionale antimafia e dalla Banca d’Italia circa la concreta possibilità che le mafie possano approfittare dell’emergenza Covid per allargare la loro presenza nel sistema economico e veder aumentare il consenso sociale in diversi territori della penisola.

I promotori di #giustaitalia hanno presentato 18 proposte concrete, suddivise in tre aree tematiche: diritti sociali, appalti, aiuti alle imprese nella convinzione che l’Italia può ripartire con il piede giusto solo se si afferma la “cultura delle regole, applicando bene e senza scorciatoie quelle esistenti, garantendo i diritti fondamentali, lottando contro la povertà, a cominciare da quella educativa, recuperando gli oltre 100 miliardi di euro sottratti dall’evasione fiscale”.

In relazione ai diritti sociali, i promotori di #giustaitalia, tra le varie richieste, propongono di sospendere, o in alternativa, ridurre drasticamente gli affitti regolati dal mercato, bloccare le procedure esecutive di sfratto e prevedere un contributo per le famiglie in condizioni di povertà, rilanciare e rafforzare il Sistema sanitario nazionale, riqualificando tutta la rete dei servizi sanitari territoriali. In materia di appalti le richieste sono quelle di limitare alla sola fase emergenziale acuta il ricorso ai commissari con poteri straordinari, applicare gli strumenti di assegnazione, anche in situazioni di urgenza, già previsti dal Codice degli appalti, abrogare la legge “Sblocca cantieri” che, nei fatti, non ha sbloccato nulla.

Infine, in materia di aiuti alle imprese, al Parlamento e al Governo si chiede di difendere l’economia sana prestando attenzione ai criteri di assegnazione e impiego dei capitali, tramite l’assegnazione di un codice identificativo alle imprese e la richiesta, alle stesse, di operare su conti correnti dedicati. Attraverso un lavoro di squadra, da alcune settimane i promotori di #giustaitalia seguono quotidianamente i lavori delle Commissioni parlamentari e interloquiscono con i deputati di diverse forze politiche. Questo ha permesso non solo una costante interlocuzione con il Parlamento e alcuni ministri -Provenzano, Catalfo, De Micheli- ma altresì di presentare degli emendamenti al cosiddetto “Decreto Liquidità”, buona parte dei quali è stata recepita.

Nelle prossime settimane il patto #giustaitalia sarà presentato anche sui territori dando voce a sindaci, sindacalisti, rappresentanti di varie associazioni e, soprattutto, ai cittadini. La lotta alle mafie, infatti, oggi più che mai deve coinvolgere tutti perché il passaggio storico che stiamo vivendo è determinate per impedire alle mafie e ai sistemi criminali di aggredire ancora di più di quanto stanno già facendo la nostra democrazia, la nostra economia e la nostra sicurezza.

Pierpaolo Romani è coordinatore nazionale di “Avviso pubblico, enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie

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