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Diritti / Opinioni

Cosa nostra è viva, coesa e violenta

Il murales in ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel quartiere della Cala, vicino al porto di Palermo © Salvatore Ciambra

La mafia siciliana vuole ricostituire il suo esercito e la sua “Cupola”. Mentre le misure del regime di alta sicurezza si sono rivelate inefficaci. La rubrica di Pierpaolo Romani

Tratto da Altreconomia 279 — Marzo 2025

Erano diversi decenni che a Palermo non venivano arrestate in un giorno 181 persone per mafia, tra cui otto “reggenti di mandamento” -tre famiglie criminali contigue su un territorio- e undici esponenti di spicco di cosche mafiose. L’operazione è scattata all’alba dell’11 febbraio, promossa dalla Procura della Repubblica con la partecipazione di 1.200 carabinieri. L’inchiesta, partita nel 2023, ha messo in evidenza, per usare le parole del generale Luciano Magrini, comandante provinciale dei carabinieri, che “il fenomeno mafioso, seppur fortemente fiaccato a seguito delle numerose operazioni delle forze dell’ordine, ha ancora una sua vitalità”.

Il lavoro svolto dal procuratore Maurizio De Lucia, insieme alla collega Marzia Sabella e alle forze di polizia ha permesso di svelare l’organigramma delle principali famiglie mafiose, gli affari dei clan e l’ennesimo tentativo di Cosa nostra di ricostituire la “Commissione provinciale o Cupola” -organismo decisionale di vertice che raggruppa

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