Diritti

Chi ha deturpato il volto dello stato?

da www.aprileonline.info  Centomila euro a testa per i danni d’immagine subiti dallo Stato italiano: la richiesta di Ernesto De Napoli, avvocato dello Stato, al processo contro 25 persone accusate di devastazione e saccheggio per il G8 di Genova, è così…

da www.aprileonline.info 
Centomila euro a testa per i danni d’immagine subiti dallo Stato italiano: la richiesta di Ernesto De Napoli, avvocato dello Stato, al processo contro 25 persone accusate di devastazione e saccheggio per il G8 di Genova, è così sorprendente da apparire grottesca. Ma non è uno scherzo, e merita d’essere presa sul serio.
Le ragioni principali addotte dall’avvocato De Napoli sono sostanzialmente due. Primo: “le gesta scellerate dei violenti”, ha spiegato, hanno avuto “risonanza planetaria”, diffondendo quindi un’immagine negativa del paese. Secondo: l’operato delle forze dell’ordine, che secondo le difese è stato una delle cause dei disordini, non è pertinenza del processo, e in ogni caso, dice l’avvocato, questa eventualità “non può infirmare in alcun modo le devastazioni poste in atto dai violenti, colpevoli dei delitti contro l’ordine pubblico”.

I due punti, in realtà, sono strettamente collegati, e la valutazione di De Napoli andrebbe ribaltata. Come si fa a giudicare il danno d’immagine subito dall’Italia nel mondo durante il G8 del 2001, senza includervi il comportamento delle forze dell’ordine? Che cosa scandalizza di più: un teppista che fa il suo mestiere e lancia una molotov, una squadra del black bloc venuta dall’estero a compiere azioni di vandalismo, o forze di polizia che caricano un corteo autorizzato, che inseguono e pestano manifestanti inermi, che massacrano decine di persone in un dormitorio, che maltrattano detenuti in una caserma, che sparano venti colpi di pistola e infine uccidono un ragazzo ‘armato’ di un estintore a quattro metri di distanza da una camionetta?
Basta fare un giro su Google per scoprire che le parole chiave del G8 – Diaz, Bolzaneto, Alimonda, Carlo Giuliani – compaiono nelle lingue più impensabili e hanno davvero scandalizzato il mondo. Allora, che risarcimenti dovrebbe chiedere l’avvocatura dello Stato alle nostre forze dell’ordine?

Quel che sorprende, in queste prese di posizione, e in altre analoghe, tutte protese a mettere sui piatti di un’immaginaria bilancia le “violenze dei manifestanti” e “la risposta delle forze dell’ordine”, è l’assurda ricerca di un equilibrio fra cose che non possono essere equiparate. Le violenze di strada a Genova ci sono state e andrebbero giudicate per quello che sono, con tutti i distinguo del caso, perché un conto è reagire a una carica ingiusta e ingiustificata, lanciando qualche sasso, un conto è organizzarsi, come ha fatto il ‘blocco nero’, per distruggere bancomat, vetrine e incendiare automobili. Per gli uni e per gli altri, c’è un giudizio da articolare e un codice penale da applicare, senza mai dimenticare il contesto.

Ma non si possono ‘giustificare’ le violenze e gli abusi degli agenti come risposta a questi episodi. Gli agenti non devono rispondere a niente e nessuno, se non alla legge e alla Costituzione. Se salta questo principio, saltano le garanzie democratiche.

Perciò la richiesta di risarcimento per i danni d’immagine è paradossale. E’ bene dirlo e ribadirlo con forza: la questione centrale, quando parliamo di Genova, è la violazione dei principi costituzionali perpetrata in più occasioni, per più giorni, da apparati dello Stato.
Quelli in corso a Genova sono processi politici e la tentazione di arrivare a sentenze esemplari e vendette preventive è molto forte. Così si spiega l’applicazione del reato di devastazione e saccheggio nel caso dei 25 imputati, con le pene esagerate che ne conseguono, così si spiega anche l’esorbitante richiesta di risarcimento dell’avvocato dello Stato. Si stanno creando dei capri espiatori e degli inutili polveroni, nel tentativo di coprire la cruda realtà dei fatti.

Lorenzo Guadagnucci

Newsletter

Ogni settimana l'informazione indipendente di Altreconomia