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Cambiamenti climatici e programmi elettorali: qualcosa si è mosso

Da impegni poco credibili a visioni interessanti. Così i partiti hanno trattato il tema. E non sono mancate le sorprese

Tratto da Altreconomia 202 — Marzo 2018
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Quest’anno ho fatto una pazzia, mi sono letto i programmi elettorali di tutte le forze politiche per le elezioni del 4 marzo. In tutto alcune centinaia di pagine, scaricabili dai siti internet delle forze politiche. Ho cercato di valutare la presenza in questi testi delle proposte sul tema dei cambiamenti climatici; così la prossima volta che mi chiederanno un parere su quanto la politica italiana considera il tema del clima, sarò preparato. È stata una lettura interessante. Ora che le elezioni sono passate, se ne può discutere con un po’ di distacco, senza il rischio che l’analisi sembri viziata da intenti propagandistici.

3 programmi elettorali hanno trattato la questione dei cambiamenti climatici e della necessaria transizione energetica con serietà: tanti o pochi?

In quasi tutti i programmi sono presenti i temi della lotta al cambiamento climatico. Con impegni, toni e sfumature molto diversi, come ovvio. Non sono così ingenuo da pensare che un impegno su un programma elettorale implichi di per sé l’attuazione dell’impegno stesso, ma devo riconoscere che ho trovato più di quanto mi aspettassi. Da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Civica popolare non mi aspettavo molto, non mi ha sorpreso non trovare menzionata la questione del riscaldamento globale; ma qualcosa sull’efficienza energetica e le energie rinnovabili comunque è stata inserita pure da loro: il mondo è andato avanti, anche chi non ci crede qualcosa deve pur scrivere. Dove il tema del cambiamento climatico è stato trattato in modo sommario, non mancano le parole d’ordine tradizionali, sullo sviluppo sostenibile, la green economy, la sostenibilità ambientale: “sostenibilità ambientale come stella polare nella formazione di tutte le decisioni” (lista +Europa con Emma Bonino), “cambio di paradigma dettato dall’economia verde” (Partito democratico). L’economia circolare è stata citata parecchio, persino dalla Lega “promuovere una sempre maggior diffusione di modelli di sviluppo sostenibili, della Green Economy e dell’Economia circolare”, così come raccolta differenziata e le auto elettriche. Certo, fa impressione leggere “per noi la parola chiave è sostenibilità integrale” da chi (come il Pd) ha combattuto il referendum contro le trivellazioni e ha proposto una strategia energetica poco ambiziosa. Ed è inevitabile la perplessità per impegni come “la riduzione e una progressiva eliminazione di tutti gli inquinanti immessi nell’ambiente” da chi (lista +Europa con Emma Bonino) non si cura delle decisioni passate, e propone di “mettere a gara i servizi pubblici locali” senza ricordare i risultati di referendum di pochi anni fa.
Alcune frasi sono sembrate buttate lì (“Intensificare l’attività di sviluppo della Blue economy strategica per il nostro Paese”- Civica Popolare), altre esprimono una genericità imbarazzante (“Tutela ambientale”, Forza Italia), ma almeno si può apprezzare l’impegno. Le liste di Movimento 5 Stelle, Italia Europa Insieme (PSI+Verdi+Aria Civica, IEI) e Liberi e Uguali hanno proposto i programmi più strutturati sul tema delle politiche climatiche. Devo dire che sono rimasto impressionato dalle 180 pagine del capitolo Ambiente del M5S, a cui se ne aggiungono 89 del capitolo Energia. Mi ha sorpreso la priorità data da IEI al tema del clima (“la sfida centrale per l’umanità”…“un tema essenziale che tocca profondamente anche il nostro Paese”). Mi ha fatto piacere la proposta di istruzione lavoro e ambiente come tre pilastri alla base del programma di Liberi e Uguali, con un “Grande Piano Verde” base di una “visione e strategia per puntare senza più indugi verso una totale decarbonizzazione”.

Le differenze, sulla carta dei programmi, sono molto evidenti. Potenzialmente un significativo passo in avanti sarebbe possibile. Sarebbe.

Stefano Caserini è docente di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano. Il suo ultimo libro è “Il clima è (già) cambiato” (Edizioni Ambiente, 2016)

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