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Crisi climatica / Opinioni

Appelli deboli contro le rinnovabili

© Casey Horner - Unsplash

Quasi 200 sindaci hanno promosso un testo che contiene inesattezze e argomenti dell’inattivismo climatico. Non è così che si aiuta la transizione. La rubrica di Stefano Caserini

Tratto da Altreconomia 280 — Aprile 2025

Mi è stato sottoposto un documento che sta girando in queste settimane intitolato: “Appello dei sindaci per una transizione energetica rispettosa dei territori e dei cittadini: raggiungere gli obiettivi di crescita rinnovabile senza speculazione e senza consumare altro suolo”. È promosso da un comitato a cui hanno già aderito 190 sindaci e sta raccogliendo altre adesioni. La motivazione dell’appello è che si starebbe impedendo alle comunità locali di incidere sull’ubicazione degli impianti per la produzione di energia rinnovabile, perché le installazioni seguirebbero percorsi politici non democratici e non condivisi con la popolazione.

Come già detto in altre occasioni, è certamente condivisibile l’obiettivo di evitare il consumo di suolo e ancora di più le speculazioni. E certo tutti vogliamo che la transizione sia rispettosa dei territori e dei cittadini e che ci siano percorsi democratici nelle decisioni. Ma se si leggono le argomentazioni dell’appello il quadro cambia,

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