Diritti / Inchiesta

Appalti sulle frontiere: Leonardo fornirà un drone al Viminale per sorvegliare il Mediterraneo

Il 9 febbraio 2021 il colosso militare si è aggiudicato senza concorrenti la gara del ministero dell’Interno per il noleggio annuale di un drone al costo di 6,9 milioni di euro (quasi 5mila euro per un’ora di volo). Obiettivo: monitorare le rotte migratorie. Intanto i respingimenti delle milizie libiche continuano, mentre la Guardia costiera non trasmette i dati completi delle operazioni di soccorso

© Felix Weiss/Sea-Watch

Il 9 febbraio 2021 Leonardo Spa (ex Finmeccanica) si è aggiudicata l’appalto del ministero dell’Interno per il noleggio annuale di un drone aereo per sorvegliare il Mediterraneo interessato dalle rotte migratorie. Il valore della commessa è pari a 6,9 milioni di euro a fronte di una base d’asta fissata a 7,2 milioni. Quella di Leonardo, come avevamo scritto nell’ottobre 2020 dando conto della procedura, è stata l’unica offerta presentata.

Il decreto di aggiudicazione a firma della Direzione centrale dell’immigrazione e della Polizia delle frontiere riassume lo scopo della fornitura: garantire informazioni dettagliate e in “real time” al Centro nazionale di coordinamento del Sistema europeo di sorveglianza delle frontiere (Ncc/Eurosur), posto sotto l’egida dell’agenzia Frontex. L’Ncc/Eurosur, si legge, è del resto il “luogo deputato a ricevere tutte le informazioni inerenti il fenomeno migratorio, tra cui quelle relative agli eventi di ricerca e soccorso in mare che hanno origine anche dal traffico e dalla tratta di esseri umani, al fine di poter coordinare il sistema nazionale di sorveglianza delle frontiere”.

L’iniziativa si inserisce nel solco della esternalizzazione delle frontiere europee, dei respingimenti di fatto delegati alle milizie libiche equipaggiate da tempo dal nostro Paese e dall’Ue e dalla disarticolazione di un dispositivo istituzionale di ricerca e soccorso in mare.

Il noleggio del drone a pilotaggio remoto per 12 mesi, che potrà spingersi fino a 560 chilometri dalle coste siciliane, alla cifra di quasi 5mila euro per un’ora di volo e comprensivo di servizi di supporto tecnico logistico e di addestramento di quattro piloti (nel nostro articolo di ottobre i dettagli), costituisce secondo il Viminale una “innovazione di rilievo”. Anche se, come si legge nel decreto del 9 febbraio 2021, non è possibile “escludere del tutto che possibili problematiche possano essere sollevate da parte delle varie Autorità maltesi interessate” a proposito delle autorizzazioni di volo.

In questo contesto la Guardia costiera italiana continua a non pubblicare più i dati aggiornati sulle attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. Scomparsi i report annuali così come gli aggiornamenti mensili o trimestrali, fino al 2018 disponibili sul sito.

Solo dopo un’istanza di accesso civico generalizzato, il Comando generale del corpo delle capitanerie di porto ha trasmesso ad Altreconomia un prospetto relativo agli eventi SAR (Search and rescue) del 2020: sarebbero 4.944 le persone salvate lo scorso anno per 98 imbarcazioni. Nessuna indicazione rispetto alla tipologia degli assetti intervenuti -se navi delle organizzazioni non governative o mezzi istituzionali- o al numero dei naufraghi catturati e riportati indietro dalle milizie libiche.

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